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Pompei con bambini visita

Pompei con i bambini: tutte le cose da vedere

da Set 25, 2023

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Alla scoperta di Pompei in famiglia

Visitare Pompei con i bambini è come spalancare una porta magica sul passato, per inoltrarsi in una città romana perfettamente conservata.
Sappiamo come è andata a finire: l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. seppellì Pompei con una pioggia di ceneri vulcaniche, uccidendo tutti coloro che non erano riusciti a fuggire.

Gli scavi di Pompei spiegati ai bambini

Pompei cadde nell’oblio: fino a quando la dinastia borbonica a fine Settecento diede avvio ai primi scavi, che da allora non sono ancora terminati.
Gli scavi di Pompei hanno portato alla luce strade lastricate, case con mosaici e affreschi straordinari, antichi templi, negozi, edifici di culto, terme e palestre.

Perché sono importanti, chiederanno i bambini? La coltre di materiale vulcanico ha infatti preservato nel tempo la città, consegnandoci una serie intatta di elementi, che ci ha permesso di venire a conoscenza di vari aspetti della vita quotidiana e di ricostruire la storia di questo tesoro unico al mondo.
Affreschi e oggetti ritrovati nelle case mostrano dettagli di come vivevano gli antichi abitanti, dalle loro abitudini culinarie alle pratiche religiose.

Cosa vedere a Pompei? Segui la mappa di Geronimo Stilton

L’area archeologica di Pompei è vastissima: con i suoi sessantasei ettari di cui circa cinquanta scavati (comprese le aree suburbane), non è semplice organizzare una visita con i bambini in autonomia.

Se non sapete cosa selezionare affinché il tour sia coinvolgente e non eccessivamente faticoso, scaricate la mappa di Pompei di Geronimo Stilton, messa a disposizione dal parco stesso.
Insieme seguiremo il percorso 1, toccando l’Anfiteatro, la Palestra, il Termopolio di Vetuzio Placido, la Fullanica di Stephanus, le Terme Stabiane, il Macellum e il Foro.
Si parte!

1 – L’Anfiteatro e la palestra grande

Consuetudine di tutti i romani era assistere ai combattimenti tra gladiatori, e anche Pompei disponeva di una arena destinata a questi spettacoli. L’anfiteatro poteva ospitare ben 20.000 spettatori, che nei mesi più caldi venivano protetti dal sole da tende di lino.

Adiacente all’arena è visibile la palestra grande, dove i giovani facevano esercizio fisico.
Entriamo in via dell’Abbondanza: possiamo definirla la via dello shopping, con tante botteghe e attività commerciali.

Curiosità: Noterete in alcuni punti grandi blocchi di pietra, disposti in modo perpendicolare alla carreggiata. Collegano i due lati dei marciapiedi, e sono disposti ad una quota più alta rispetto alla via.
Sono i “passaggi pedonali”, antenati delle nostre strisce pedonali, che lasciavano lo spazio sufficiente per il transito dei carri.
I marciapiedi, così come i passaggi pedonali, erano rialzati per non camminare sulla strada. Questa, infatti, sporcata da rifiuti o cacche di animali, poteva essere lavata spesso, senza che i passanti si imbrattassero i piedi.

Pompei in famiglia anfiteatro

2 – Il Termopolio di Vetuzio Placido

Se appassionati di fast food, i bambini saranno molto incuriositi dal Termopolio di Vetuzio Placido.
“Street food”, “bar”, “locanda”, tanti appellativi sono stati dati a queste strutture. Ma cos’era precisamente un termopolio nell’antichità? Si trattava di una rivendita con mescita di bevande calde e cibo pronto per il consumo, sia in piedi che seduti.
Osservate la struttura del locale, molto simile a un moderno banco di tavola calda: appare come un lungo e largo bancone rivestito di lastre di marmo, nel quale erano incassate grosse anfore di terracotta, contenenti le vivande.

Curiosità: Sembra che tra i romani fosse consuetudine consumare il pranzo fuori casa. Nella sola Pompei se ne contano una ottantina.

Pompei con bambini visita termopolium (2)

3 – La Fullonica di Stephanus

Questo ambiente era destinato al lavaggio dei panni appena filati: notiamo al centro dell’impluvio una grande vasca, mentre altri lavatoi sono nel retro del negozio, in giardino.
All’ingresso dell’attività commerciale gli archeologi hanno rinvenuto uno scheletro con alcune monete. Hanno ipotizzato che si trattasse di Stephanus, proprietario della Fullonica, in fuga con gli ultimi incassi.

Curiosità: Raccontate ai bambini come avveniva il lavaggio dei panni: gli schiavi entravano nelle vasche e pestavano a piedi scalzi i tessuti, immersi in un liquido contenente urina animale e umana! Almeno questo antico detersivo non inquinava!

Pompei con bambini Fullonica di Stephanus

4 – Le Terme Stabiane

Le Terme Stabiane risalgono al II secolo a.C. e sono tra le più antiche che conosciamo nel mondo romano.
L’ingresso principale ci introduce in un ampio cortile con piscina e accesso alla parte maschile. Come sappiamo, le terme erano un insieme di ambienti freddi, tiepidi e caldi, con annesse palestre per l’esercizio fisico.
Scopriamo quindi il frigidarium (per i bagni freddi), dal quale si accede al tepidarium (per i bagni di temperatura media) e poi al calidarium (per i bagni caldi).
Le Terme Stabiane prevedevano anche una zona femminile, articolata come quella maschile, ma in versione minimal, più piccola e priva di decorazioni.

Curiosità: Sarà interessante scoprire per i bambini come il riscaldamento a pavimento, in voga oggi in molte abitazioni, sia stata un’invenzione romana! In una sorta di intercapedine sotterranea, circolava infatti l’aria calda, proveniente dalle fornaci e da bracieri mobili. Nella foto si notano le colonnine di laterizi che sorreggevano il piano di calpestio.

Pompei in famiglia terme stabiane

5 – Il Macellum

Il Macellum altro non era che il mercato in epoca romana. Al centro del cortile era presente una struttura circolare, impiegata per la vendita e la pulitura del pesce; sono ancora visibili le dodici basi tufacee che servivano da appoggio alle colonnine lignee sorreggenti la copertura.

Le pareti dei portici erano decorate sia con scene di vita quotidiana, come la vendita di pesci e di pollame, che con soggetti mitologici.
All’esterno delle pareti perimetrali erano poste le tabernae, piccole botteghe: quelle ad ovest erano riservate per i cambiavalute, mentre quelle a nord, più in ombra e al fresco, vendevano generi alimentari.

Curiosità: Proprio in alcune anfore rinvenute in queste botteghe sono stati ritrovati alimenti come castagne, fichi, legumi, uva e frutta. Questi reperti sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

6 – Il Foro

Eccoci nel Foro, che rappresentava il centro della vita quotidiana della città: qui si svolgeva la vita civile, sociale, politica, giudiziaria, commerciale e religiosa di Pompei.
Su questa grande piazza rettangolare che misura ben 143 metri di lunghezza e 38 di larghezza, si affacciano alcuni tra gli edifici più importanti della città: la Basilica, deputata alla gestione degli affari e a tribunale, il Macellum, i templi di Apollo, Giove, Vespasiano e l’Edificio di Eumachia, utilizzato come mercato della lana.

Curiosità: Nella grande piazza, interamente lastricata in travertino, i carri non potevano accedere. Per ovviare a probabili trasgressori, a quanto pare, già presenti tra gli antichi romani, fu progettato un importante rialzamento del piano di calpestio tutt’attorno al perimetro interno.

Pompei con bambini Foro

Pompei con i bambini: info utili

La visita al Parco Archeologico va organizzata con anticipo, essendo Pompei uno dei siti più visitati al mondo.

L’acquisto del biglietto

Per assicurarvi l’ingresso, fate il biglietto online: dal sito ufficiale verrete deviati a ticketone.it per l’acquisto. Ma c’è un inghippo. In prevendita non sono acquistabili né i biglietti ridotti (18-24 anni) né quelli gratuiti (minori di 18 anni ed altre categorie specifiche).
Per munirvi di biglietti ridotti o gratuiti dovrete comunque recarvi presso le biglietterie del Parco Archeologico, per mostrare il documento comprovante il diritto alla gratuità.

Quindi, anche se avrete acquistato il biglietto intero online, prevedete comunque di dover fare la fila per quello destinato ai figli, fino a quando il Parco non modificherà questa regola piuttosto illogica.

Baby Point

Per le famiglie con neonati sono attivi i Baby Point. Si tratta di piccoli centri organizzati al fine di consentire l’allattamento e il cambio del pannolino, in piena tranquillità e privacy. Sono tre i Baby Point dislocati in diversi luoghi della città antica: su Via dell’abbondanza, su Via di Nola, e all’incrocio tra via Stabiana e via della Fortuna.

Sconsigliati i passeggini

Altamente sconsigliati i passeggini, per i percorsi sconnessi, strade in ciottoli, siti su più livelli. Se proprio non volete o non potete utilizzare fascia e zaino, seguite il “Percorso Pompei Per Tutti”.

Questo consente a persone con difficoltà motorie e genitori con passeggino di visitare l’area archeologica nella maniera più agevole. È bene sapere però che il “Percorso Pompei Per Tutti” esclude purtroppo, per la natura stessa dell’area archeologica, aree significative.

Consigli per visitare Pompei in famiglia

Visitare Pompei in famiglia è un’esperienza unica e indimenticabile che permette di immergersi nella storia e nella vita quotidiana di un’antica città romana.

Scegliete il momento giusto: evitate le ore più calde e affollate, optando per la mattina presto o il tardo pomeriggio.

Organizzate il vostro itinerario: scegliete in anticipo i luoghi che desiderate visitare, tenendo conto dell’età e degli interessi dei bambini.

Rendete la visita interattiva: utilizzate guide illustrate o affidatevi a guide per bambini.

Siete pronti per questo tuffo nel passato?

Per appassionati di archeologia, scopri anche Paestum nell’articolo su archeologia e trekking facili in Cilento.

Teresa Scarselli

Teresa Scarselli

Autrice, editor e SMM del portale Kid Pass, si occupa di comunicazione, promozione e fruizione dei Beni culturali. È convinta che qualsiasi viaggio possa essere un’esperienza a misura di bambino… e genitori! Il suo obbiettivo è raccontare e rendere appagante la visita a borghi, città d’arte e musei per tutta la famiglia.

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