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In Val Camonica con i bambini, passeggiate e itinerari

da Mag 4, 2018

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In Val Camonica con i bambini: fra segni dell’era glaciale, incisioni rupestri e parchi archeologici, Katia e la sua famiglia hanno trascorso qualche giorno in Val camonica facendo un tuffo nella preistoria. Ecco la loro esperienza.

Cosa vedere in Val Camonica con i bambini

La Valcamonica è una di quelle destinazioni che, per noi, sono dietro l’angolo e proprio per questo si tendono a rimandare. Partiamo con la nostra auto che si trasforma immediatamente in una macchina del tempo, tante sono le cose che leggiamo durante il tragitto su quello che questa terra ha da offrirci.

Prima tappa: il lago d’Iseo

Decidiamo di fare tappa al lago di Iseo che, apparentemente, ha poco di preistorico e invece… meraviglia! Dal lago si ha un punto di osservazione incredibile sui segni che l’era glaciale ha lasciato su questi monti, plasmando l’habitat per l’insediamento dei nostri antenati. Dalla motonave che ci porta a Montisola i bambini vengono rapiti dal paesaggio, quasi si aspettassero di vedere Diego, la tigre de L’era glaciale, spuntare dietro l’angolo. Montisola è un paradiso dove le auto non arrivano e dove ogni angolo nasconde un parco giochi o un area picnic: in questo modo è davvero facile per noi e per i bimbi fare i 10 km del perimetro dell’isola e riprendere la motonave esausti, ma felici.

Al Parco di Naquane per conoscere le incisioni

Il momento più atteso del mostro viaggio è però il giorno seguente dedicato alla visita delle incisioni rupestri. Ci dirigiamo di buon mattino verso Capo di Ponte dove abbiamo appuntamento con Gigliola dell’associazione Camuniverso che ci farà da guida nella nostra passeggiata attraverso la preistoria. Gigliola si rivela una guida preparata e coinvolgente, talmente abituata a spiegare ai bambini che anche Edoardo di 6 anni non si perde una parola del suo discorso. Ci porta dal paleolitico all’età del bronzo facendoci toccare strumenti e reperti delle varie epoche come il telaio preistorico o il trapano a volano di cui i miei figli si sono letteralmente innamorati, tanto che ora al papà tocca costruirne uno.

Carichi di entusiasmo seguiamo Gigliola al Parco di Naquane: un parco enorme, all’aperto, dove i nostri antenati hanno lasciato le tracce delle loro preghiere, dei loro desideri e delle loro paure incise in enormi massi. Le incisioni sono migliaia, ma la giuda sapiente di Gigliola ci porta a vedere le più significative. Trovarsi davanti a queste incisioni emoziona in modo profondo tutti noi, ma quando Ludovico ritrova un’immagine vista nel suo libro di storia rimane davvero folgorato quasi avesse capito in quell’istante che la storia non è una favola. Nel pomeriggio una tranquilla passeggiata dal centro di Capo di Ponte ci conduce, ad anello, a vedere altri parchi con altre incisioni. La zona è talmente ricca che è possibile trovare incisioni anche al di fuori dei siti segnalati: per Ludovico ed Edoardo diventa perciò una caccia al tesoro facendo a gara a chi ne trova di più.

Un giorno da uomo delle caverne ad Archeopark

L’ultimo giorno da preistorici lo abbiamo passato ad Archeopark: un parco tematico dove, grazie ad una sapiente ricostruzione curata nei minimi dettagli da archeologi esperti, è possibile rivivere la vita dei nostri antenati e svolgere alcune loro attività come fare la ceramica o battere il rame. Ma di sicuro l’esperienza che più ha coinvolto i miei bimbi è stato il giro in canoa preistorica tra le palafitte.

E noi adulti? Beh, il parco è andato molto oltre le mie aspettative per l’accuratezza nella fedeltà di ricostruzione, tanto che più volte ho dovuto sforzarmi, complice sicuramente l’ambiente naturale, per ricordare a me stessa che era una ricostruzione.

Capiamo adesso perché Unesco abbia inserito la Valcamonica tra i suoi siti, capiamo meno perché sia così sottovalutata e poco conosciuta: alla fine del nostro weekend mi sono sentita un po’ in colpa per aver trascurato nelle nostre uscite questi luoghi incantati e fermi nel tempo anche perché è davvero una meta family friendly. Non si contano, infatti, le aree pic-nic pulite e curate e gli attrezzatissimi parchi onnipresenti che aiutano ad alleggerire l’intensità delle visite.

Katia Pettenò

Katia Pettenò

Katia Pettenò ha un background scientifico, ed è insegnante di matematica. Nella vita personale Katia è mamma di due bambini che frequentano la scuola primaria. Da sempre è amante dell’arte in tutte le sue forme, della storia e della cultura in generale, ma la sua passione più grande sono i viaggi, intesi come esperienze di vita e crescita personale. Nella vita di tutti i giorni cerca di far combaciare passioni, lavoro e il suo essere mamma. Questo si traduce in viaggi che spesso seguono il programma scolastico dei figli o le loro passioni; viaggi che vengono a lungo preparati e discussi a tavolino: progettazione a cui tutti i componenti famigliari contribuiscono per creare qualcosa che venga vissuta da tutti, e in particolare dai bambini, come qualcosa di personale e che si trasformi poi in ricordi. Fermamente convinta che l’apprendimento passi attraverso l’esperienza vive e condivide con i figli molte esperienze culturali che sceglie sempre, se e solo se, pensati per i bambini.

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