Dopo la vittoria, riflettori puntati sul capoluogo siciliano. Anche quelli di Kid Pass: un’esperta racconta una città che può diventare davvero family friendly, puntando anche sulle tante iniziative private.

Palermo capitale italiana della cultura nel 2018: il capoluogo ha vinto, infatti, la competizione promossa dal ministero dei Beni culturali grazie a un progetto che promette grandi sinergie nel territorio e, si legge nella motivazione della giuria, interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo.

Alla luce di questa vittoria, abbiamo chiesto a un’esperta del settore di raccontarci la Palermo per le famiglie e in che cosa questa nomina può essere una svolta per la città: la nostra guida è Diletta Gili, travel planner specializzata in viaggi per famiglie, che nella città siciliana ha vissuto dal 2014 al 2016.

La competizione

L’iniziativa “capitale italiana della cultura” è stata introdotta con la legge Art Bonus e mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura. La selezione viene fatta dal ministero dei Beni culturali analizzando i progetti delle città candidate, e la vincitrice riceve dallo Stato un milione di euro e l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari a realizzare i progetti. In questo 2017 la capitale italiana della cultura è Pistoia, mentre il 31 gennaio Palermo lo è stata nominata per il 2018, superando la concorrenza di Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo torinese, Trento e l’Unione dei comuni elimo-ericini.

Questo riconoscimento – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – conferma lo straordinario momento di rinascita della nostra città e il suo essere divenuta capitale del dialogo e dell’arricchimento tra le culture. Dopo il riconoscimento di Capitale italiana dei giovani (nel 2017, Ndr) e dopo l’attribuzione a Palermo di Manifesta, la biennale di arte contemporanea che la nostra città ospiterà l’anno prossimo, arriva quindi un nuovo importante strumento per confermare il suo rinnovato ruolo nello scenario nazionale e internazionale.

Il progetto

Il progetto che ha portato Palermo a vincere punta moltissimo sulle risorse disponibili per le città metropolitane e sulle nuove tecnologie soprattutto nell’ottica di fare rete. È previsto, per esempio, un portale del territorio che comprenda tutto: il patrimonio artistico e monumentale, il patrimonio naturalistico e ambientale, le tradizioni e i prodotti eno-gastronomici, le strutture ricettive e di ristoro, gli eventi culturali e ricreativi.

A questo sarà complementare un sistema di prenotazione dei servizi turistici. Infine, il progetto di riorganizzazione funzionale degli spazi culturali, secondo il criterio dei poli: il polo teatrale (che comprende fra gli altri il Montevergini, il Garibaldi, la Sala De Seta, lo Spasimo), il polo espositivo (Gam, Palazzo Ziino, Zac, Ecomuseo del Mare), il polo archivistico-bibliotecario (biblioteca comunale, archivio storico).

Tutto questo suona come musica a Diletta che, come Kid Pass, ha un occhio di riguardo per le famiglie e il loro tempo libero: Palermo può diventare davvero family friendly e mi auguro che questa nomina sia una svolta. La città, come la Sicilia in genere, offre tantissimo ma manca di struttura.

Una “quasi“ città per famiglie

La bellezza e la ricchezza del capoluogo siciliano sono fuori discussione: Kid Pass già a suo tempo aveva proposto un itinerario a misura di bambino per un fine settimana da trascorrere a Palermo. Dal punto di vista di chi la vive quotidianamente, racconta Diletta, quel che manca o non sono ancora ben diffusi sono i servizi legati alla sfera pubblica: Quando sono arrivata a Palermo, per esempio, non c’era nessun parco per bambini. Poi le cose hanno cominciato a cambiare, per fortuna, anche grazie all’impegno di tantissimi genitori che hanno fatto pressione all’amministrazione comunale.

Dove l’ente locale non arriva, per contro la città può contare su centinaia di iniziative private, che però mancano di sufficiente visibilità. Nei due anni che ho vissuto a Palermo – precisa Diletta – ho avuto solo l’imbarazzo della scelta su dove portare i miei figli. Ci sono tantissime realtà, in città e in provincia, che offrono bellissime iniziative di tutti i tipi.

Dai laboratori in libreria, ai corsi, al fare il contadino per un giorno raccogliendo i pomodori e chiudendo l’esperienza preparando la conserva. Il problema, e qui Diletta parla da tecnica, è la comunicazione: Lavorano poco con il web, quindi non riescono a farsi conoscere. Ci vorrebbe un intervento a livello istituzionale che riesca a mettere in rete queste realtà, che sono risorse davvero preziose.

Che ci andiate ora o aspettiate il 2018 per vedere che novità Palermo riservi per i suoi visitatori, Diletta non ha dubbi sui posti del cuore per lei e la sua famiglia: La libreria Dudi è un punto di riferimento in centro per tutte le famiglie, mentre per stare all’aperto con i miei bambini abbiamo sempre amato moltissimo il parco di Villa Trabia. Andrebbe valorizzato ancor di più, perché è un posto bellissimo.