Con una storia ultramillenaria che ha visto incrociarsi diversi popoli e culture, e un territorio geograficamente ricco di tutto, l’Italia è un paese dalla diversità architettonica straordinaria. E non parliamo di palazzi o castelli. Parliamo di case. O meglio, di case tradizionali: luoghi affascinanti dove poter anche trascorrere una vacanza col sapore degli “altri tempi”.

Prima che si sviluppasse una sorta di “edilizia di massa”, la costruzione di una casa seguiva precise regole dettate da esigenze pratiche. Ad esempio, il tetto a spiovente in alta montagna per favorire lo scivolamento della neve, o il tetto piatto e le finestre piccole nelle latitudini più meridionali per scongiurare il riscaldamento degli ambienti in estate. Accorgimenti combinati a gusti che hanno nel tempo consolidato degli stili ben definiti da territorio a territorio.

Le case tradizionali, soprattutto quelle legate a mestieri talora caduti in disuso, sono luoghi da riscoprire anche in senso turistico. Ecco una selezione da nord a sud.

Baite e masi di montagna

Sono le tipiche case alpine, con la struttura di base in pietra, i piani e balconi in legno e i tetti a spiovente. Le caratteristiche possono variare anche da valle a valle, mentre il nome “maso” identifica meglio le case alpine in Trentino Alto-Adige. Gli abitanti erano contadini e allevatori: si può dire che a ogni baita o maso corrispondesse un’azienda agricola, con il suo fienile di fianco.

I casoni della laguna veneta

Essendo costruiti principalmente in ambienti palustri, a ridosso di fiumi o della laguna, nei casoni ci abitavano le famiglie di contadini o di pescatori. Sono abitazioni a pianta rettangolare e con tetto a spiovente ricoperto di paglia, pareti in muratura o anche in paglia e rami. Chi li costruiva era il “casoniere”. Erano diffusi in tutta la campagna veneta, in particolare la zona della Saccisica padovana, e in laguna (da Caorle a Bibione). Si trovano anche nel delta del Po emiliano.

Trulli in Puglia

I trulli sono forse il tipo di casa tradizionale più noto. A pianta circolare e forma conica, con il caratteristico pinnacolo sulla punta, il trullo è una casa costruita con pietra a secco e finestre – quando ci sono – minuscole: questo la rende fresca d’estate e calda d’inverno. Anche per i trulli la radice è contadina: erano abitazioni o ricoveri di attrezzi. I più celebri sono quelli di Alberobello, patrimonio dell’Unesco dal 1996.

Sassi di Matera

Dato che il 2019 è l’anno di Matera capitale europea della cultura, come dimenticare i suoi Sassi? Le città rupestri nascondono molti segreti, e Matera è fra questi: gli abitanti per secoli (forse millenni) hanno scavato nel tufo buchi dove vivere e allevare animali. Si era però arrivati nel secondo dopoguerra a una condizione di degrado tale che Matera fu definita “vergogna d’Italia” e la costruzione di nuovi quartieri popolari determinò l’abbandono dei Sassi. Dagli anni Ottanta la loro riscoperta e valorizzazione, grazie alla quale i materani si sono rimpossessati con orgoglio della loro storia.