Con Giulia, Andrea e Tabata alla scoperta della capitale danese. Fra piste ciclabili, parchi, festival e persino un “albero dei ciucci”!

Giulia e Andrea, giovane coppia italiana, hanno deciso di trasferirsi a Copenhagen la scorsa estate. La piccola Tabata, dal canto suo, ha espresso subito il suo entusiasmo decidendo di muovere i primi passi proprio il giorno prima della partenza come a dire: “Hey! Amici danesi, sto arrivando!”.

E faceva bene a essere così entusiasta: Copenhagen, città dalle lunghissime giornate estive, e dalle cortissime giornate invernali, si è dimostrata subito un angolo di mondo davvero family-friendly.

Lo si può vedere già dalle piste ciclabili, davvero ampie, e dalle biciclette che vi sfrecciano: la maggior parte infatti è attrezzata con una cassa porta-tutto (anche porta-bambino) posizionata sul davanti. Trascorrere le giornate all’aria aperta è infatti un piacere, anche in città: l’aria è pulita e con qualche pedalata si possono raggiungere meravigliosi parchi con aree attrezzate, irresistibili sia per i genitori sportivi che per i bambini. In città ce ne sono a ogni angolo e i piccoli posso divertirsi con scivoli, altalene, casette di legno, buche con sabbia, tricicli, giganti mattoncini da costruzione e altri giochi a disposizione di tutti. Giulia e Andrea, vivendo in una zona molto centrale, frequentano spesso Kongens Have (il giardino Rosenborg Castle), Botanisk Have (giardino botanico) e Orstedsparken, tanto da considerarli i loro giardini di “casa”. Quest’ultimo si affaccia su Israel Plads, una piazza pedonale nuovissima, punto di ritrovo per skaters, parkour in erba, giocatori di basket e calcetto, o semplicemente per chi ha voglia di rilassarsi un po’. Dall’altra parte della strada si trova il Torvehallerne, un mercato di solo cibo e bevande di alta qualità, perché in Danimarca condurre una vita sana è davvero importante.
Con qualche pedalata in più si possono poi raggiungere altri parchi, come il Faelledparken o il Kastellet, i laghi dove concedersi una piacevole passeggiata, oppure andare a trovare la piccola sirenetta (Den Lille Havfrue) per un saluto veloce. Se poi vogliamo stupire i bambini, in città c’è il Frederiksberg Have all’interno del quale è situato lo zoo: qui, dalla Elephant Terrace, a cui si accede liberamente, si possono osservare i mammiferi dalle grandi zanne, mentre per spiare gli orsi polari mentre fanno il bagnetto c’è perfino un tunnel sott’acqua.
Andando verso est, rigorosamente in sella a una bicicletta, si passa il centro, si costeggia la Hippy Christiania e il parco circostante, e finalmente si raggiunge il mare: qui, ad Amager strandpark, c’è una via ciclabile in mezzo alle dune di sabbia fine, tutta dolcemente curvata, paradiso per skaters e turisti in segway. Ci sono anche varie strutture balneari con saune e trampolini, dove Giulia, Andrea e Tabata ogni tanto si fermano a osservare divertiti alcune famiglie uscire nude per tuffarsi, anche in inverno, nelle gelide acque (un’esperienza solo per veri danesi, bambini compresi!).

Anche gli asili nido sono spesso attrezzati con aree gioco all’aperto, sfruttate con ogni condizione meteo grazie alle tutine da neve, agli stivaletti di gomma e ai piccoli impermeabili. Perfino le culle per la nanna sono posizionate in un’area coperta del cortile.
Tabata, all’asilo, piano piano sta imparando il danese, ma è così chiacchierona da insegnare agli altri bambini l’italiano.

La città offre anche un parco divertimenti, i Giardini di Tivoli, bello in tutte le stagioni: Giulia, Andrea e Tabata lo hanno visitato prima di Natale, ma in estate tutti i venerdì ci sono concerti di musica live e quasi tutte le sere spettacoli pirotecnici. E poi a Copenhagen i bambini sono grandi frequentatori dei festival musicali estivi! Tabata è quasi pronta per fare quattro salti al Distortion, al Roskilde Festival o allo Stella Polaris.
Quando invece il tempo fa correre tutti al riparo, Giulia e Andrea portano spesso la piccola al Design Museum, dove c’è una bellissima sezione sull’evoluzione dei giochi per bimbi, e molti di questi si possono provare.

Ma ecco il vero must in città: si tratta dei Suttetrae, gli alberi dei ciucci, dove i bimbi vanno ad appendere ai rami, con tanto di nastrini colorati e a volte di letterine, i loro beneamati e inseparabili ciucci. Una sorta di rito di passaggio alla vita “da grandi”, perché prima o poi arriva quel momento in cui il ciuccio è decisamente di troppo.