Spesso nei bambini è difficile riconoscere le allergie, ecco che arrivano i prick test o test epicutanei in aiuto: si tratta di test di facile e rapida esecuzione, che permettono di avere una risposta in pochi minuti (15-20min) ad un sospetto di allergia ad alimenti o ad inalanti.

In cosa consistono i prick test?

Si tratta di gocce di allergene standardizzato che si mettono sull’avambraccio del bimbo, gocce che vengono poi fatte penetrare sotto cute attraverso una piccola scarificazione della cute stessa con una lancetta di metallo (prick), dopo pochi minuti se il risultato sarà positivo vedremo comparire dei piccoli rigonfiamenti, “pomfi”, sulla cute del bambini.

Questi andranno poi paragonati al pomfo creatosi dalla goccia d’istamina messa proprio come parametro di riferimento per la corretta esecuzione del test. Viene considerato positivo un pomfo con diametro superiore a 3 mm.

Chi può fare i test epicutanei?

Il test è innocuo, può essere effettuato a qualsiasi età e in qualsiasi periodo dell’anno, purché non sia in corso una terapia con farmaci antistaminici, che devono essere sospesi una settimana prima del test.

Spesso si sente dire che i test non sono affidabili nei bimbi piccoli. Direi che questo non è esatto, direi piuttosto che un test negativo potrà positivizzarsi nel tempo ma un test positivo è affidabile a qualsiasi età e, soprattutto nel caso delle allergie alimentari, una diagnosi già nei primi mesi di vita può limitare i danni che la patologia potrebbe provocare.

A cosa serve fare le prove allergiche?

Sono uno degli strumenti che l’allergologo ha a disposizione per formulare una diagnosi di allergia ad una o più sostanze. Il sospetto clinico deve sempre avvenire dopo un’accurata anamnesi in base alla quale si deciderà che cosa andare a testare.

Nel caso di manifestazioni quali dermatite atopica importante, scarso accrescimento, rigurgiti/vomito frequenti, addominalgia ricorrente, stipsi ostinata e/o diarrea protratta, il medico si indirizzerà verso test per i più comuni alimenti, o per gli alimenti per cui lo stesso paziente nota una correlazione, ad esempio mangia la pesca e compaiono delle eruzioni cutanee.

Nel caso di sintomi quali rinite, congiuntivite, asma si indirizzerà verso test per la ricerca di allergie ad inalanti (erbe, pollini, muffe, acari, animali), anche in questo caso potranno essere personalizzati a seconda del racconto dei genitori del bambino.

Ad esempio se ogni volta che un bimbo va al maneggio e tocca il cavallo starnutisce , ovviamente verrà testato anche il pelo di cavallo.

Quanto sono affidabili i prick test?

I prick test non danno la certezza assoluta della malattia allergica, ma indirizzano verso una diagnosi. Ovvero si può risultare sensibilizzati ad alimenti o ad inalanti senza aver sintomi, e per questo non si mettono in atto strategie terapeutiche.

Viceversa nel sospetto diagnostico di un ‘allergia alimentare con un prick positivo eseguirò una dieta di eliminazione per un periodo limitato di tempo e dopo eseguirò una reintroduzione (challenge) per avere una diagnosi certa della malattia. Per le allergie respiratorie saranno i sintomi a far da padroni e curerò il paziente in base ai sintomi correlati ai test. 

ll profilo della dott.ssa Calcinai del Policentro Pediatrico di Milano