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Guida all’Assegno Unico Universale 2023

da Feb 10, 2023

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Introdotto nel 2022, l’Assegno Unico Universale è diventato la principale misura di sostegno alla genitorialità e alla natalità: lo scorso anno sono state presentate 6,1 milioni di domande corrispondenti a 9,3 milioni di figli. Per quest’anno, la Legge di Bilancio e il processo di digitalizzazione dell’Inps hanno apportato alcune novità: vi forniamo, quindi, una guida pratica all’Assegno Unico Universale 2023.
Questo articolo potrà subire modifiche man mano che i portali istituzionali aggiorneranno le schede sul servizio.

Chi può chiedere l’Assegno Unico Universale

L’Assegno Unico Universale per i figli a carico è un contributo economico mensile alle famiglie per ciascun figlio minorenne, per ciascun figlio maggiorenne fino ai 21 anni secondo precise condizioni, e per ciascun figlio disabile indipendentemente dall’età. Si ha diritto all’Assegno Unico Universale anche in gravidanza a partire dal settimo mese, anche se la domanda va presentata comunque dopo la nascita: verranno riconosciute le mensilità arretrate.

Per quanto riguarda i figli maggiorenni fino a 21 anni d’età, per chiedere l’Assegno Unico Universale essi devono essere, appunto, “a carico”. Quindi o sono iscritti a un corso di studi, o sono impegnati in un tirocinio, o stanno svolgendo un lavoro con un reddito inferiore agli 8mila euro annui, o stanno facendo il servizio civile o sono disoccupati in ricerca attiva, cioè registrati ai centri per l’impiego.

Gli importi dell’assegno: la quota di partenza

L’importo dell’Assegno Unico Universale è composto da una quota di partenza che varia in base al numero e all’età dei figli, e del valore dell’Isee familiare. Poi si tiene conto di molti altri elementi che comportano delle maggiorazioni rispetto alla cifra di partenza. Essendo “universale”, l’Isee non è necessario per percepire l’Assegno Unico: se non lo si presenta, si percepirà l’importo minimo previsto.

Sintetizzando, come quota di partenza si va da un massimo di 175 euro/mese per figlio minorenne con Isee fino a 15.000 euro, a 50 euro/mese con un Isee da 40.000 euro o in assenza di Isee. In caso di figlio maggiorenne, gli importi vanno da un massimo di 85 euro (sempre con Isee fino a 15.000 euro) a 25 euro al mese per Isee da 40.000 o in assenza di Isee.

Gli importi dell’assegno: le maggiorazioni

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto altri tipi di maggiorazioni oltre a quelle già riconosciute nel 2022 che, ricordiamo, sono: incrementi dal terzo figlio in poi, in caso di madre con età inferiore ai 21 anni, in caso di genitori entrambi lavoratori, per famiglie numerose con 4 e più figli, o presenza di figli con disabilità.

Le nuove maggiorazioni previste dalla Legge di Bilancio hanno già cominciato a venire erogate dal 1° gennaio 2023 alle famiglie che già percepiscono l’Assegno Unico Universale, e sono:
• un incremento del 50% per i figli fino a un anno d’età
• un ulteriore incremento del 50% per le famiglie con 3 o più figli con Isee fino 40.000 euro, per ciascun figlio fino ai 3 anni
• un aumento del 50% della maggiorazione forfettaria per le famiglie con 4 o più figli

Date tutte le variabili, non è immediato conoscere l’esatto importo che si potrà percepire. Sul sito dell’Inps è disponibile un simulatore per avere un’idea: dalla pagina della scheda sull’Assegno Unico Universale, cliccando “Accedi al servizio”, si apre una finestra dalla quale è possibile accedere al simulatore.
Attenzione: nel momento in cui scriviamo né la scheda del servizio né il simulatore risultano ancora aggiornati con le novità 2023.

Assegno Unico Universale figli

Come si chiede l’Assegno Unico Universale

La domanda si presenta sul portale dell’Inps accedendo con le proprie credenziali Spid o Cie, contattando il numero verde 803164 (da rete fissa) o il numero 06 164164 (da rete mobile), o facendosi supportare da un patronato. Può fare domanda solo uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale, anche in caso di genitori separati o divorziati. Oppure il tutore, o anche il figlio maggiorenne per sé stesso.

Per compilare la domanda servono:

documento del richiedente,
codici fiscali del richiedente, dell’altro genitore e di ogni figlio per cui si chiede l’assegno,
• modalità di pagamento (Iban),
• eventuale certificazione di disabilità relativa ai figli.

L’Iban deve corrispondere a un conto corrente intestato o cointestato alla persona che fa domanda di assegno unico. È possibile indicare in aggiunta anche l’Iban del conto dell’altro genitore: in questo modo l’Inps accrediterà ai due conti correnti il 50% dell’importo. Questa è un’opzione particolarmente utile per i genitori separati o divorziati con affidamento condiviso, o che comunque concordano di dividersi il contributo.

Quando si presenta la domanda di Assegno Unico Universale

La domanda di Assegno Unico Universale può essere presentata in qualsiasi momento, sapendo che gli importi vengono aggiornati annualmente, e corrisposti nella quota stabilita dal 1° marzo dell’anno corrente al febbraio dell’anno successivo. Ora, infatti, si parla dell’annualità marzo 2023 – febbraio 2024. Le tempistiche del 2023 sono state illustrate dall’Inps in una circolare pubblicata il 15 dicembre 2022.

La novità 2023 dell’Assegno Unico Universale

La novità 2023 è che, grazie al processo di digitalizzazione dell’Inps previsto con il PNRR, le famiglie che già percepiscono l’Assegno Unico Universale non devono presentare una nuova domanda: l’Istituto mantiene validi i dati già forniti. Sono tenute. invece, ad aggiornare la loro posizione in caso siano modificate alcune condizioni come, ad esempio, la nascita di un altro figlio, o uno dei genitori prima disoccupato abbia trovato lavoro.

Per mantenere l’assegno nella cifra piena, le famiglie devono tuttavia obbligatoriamente presentare l’Isee aggiornato entro il 28 febbraio 2023, altrimenti dal 1° marzo verrà automaticamente riconosciuto l’importo minimo. Se l’Isee aggiornato verrà presentato entro il 30 giugno, saranno poi corrisposti anche gli eventuali arretrati che, in caso contrario, andranno persi.

In questo 2023, quindi, l’Inps esaminerà solo le nuove domande. Se esse arriveranno entro il 30 giugno, l’Assegno Unico Universale sarà corrisposto anche con gli arretrati, se saranno presentate dal 1° luglio, il beneficio sarà erogato dal mese successivo senza riconoscimento di arretrati.

Ai fini dell’annualità marzo 2023 – febbraio 2024, sono tenute a presentare una nuova domanda anche le famiglie che l’avevano già presentata prima del 28 febbraio 2023, ma che si erano poi dichiarati rinunciatari o avevano ricevuto come risposta “respinta”, “decaduta”, “revocata”.

Vuoi sapere come funzionava prima di queste novità, puoi leggere anche il nostro precedente articolo sull’assegno unico universale.

Antonella Scambia

Antonella Scambia

Antonella Scambia è giornalista freelance e collabora con Kid Pass dal 2016. La curiosità è alla base del suo mestiere, curiosità che mette al servizio dei lettori nelle ricerche che conduce per scrivere gli articoli, che siano itinerari, idee per vivere la cultura in famiglia o temi legati alla genitorialità.

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