I consigli degli psicologi di Mentecomportamento sul come comportarsi in caso di un ricovero in ospedale dei nostri bambini

Per i bambini e i loro genitori trascorrere del tempo (alcuni giorni o settimane) all’interno dell’ospedale può essere davvero stressante: questo stress può incidere sul modo in cui essi si riprendono dalla malattia. Molti ospedali, consapevoli di questo problema, sono dotati di alcuni servizi di aiuto per favorire l’ ospedalizzazione del piccolo paziente.

I bambini e la malattia

I bambini hanno modi diversi di pensare rispetto agli adulti, assieme ad una minor esperienza del mondo. Così, ciò che sembra per noi normale (ad esempio, l’allontanamento di un genitore), per loro può diventare davvero terrificante (“la mamma tornerà a farmi visita?”).

I bambini più piccoli, in special modo, dal momento che stanno ancora imparando a dare un senso al mondo che li circonda, possono dimostrarsi molto turbati dal fatto che persone diverse dai loro genitori si prendano cura di loro. Inoltre, alcuni bambini, non avendo piena cognizione di dove si trovino, possono essere spaventati da un luogo come l’ospedale, così diverso da casa.

Preparare il bambino all’ospedale

Molti ospedali consentono l’accesso alle visite da parte di genitori e bambini ancor prima della loro ospedalizzazione, affinché i piccoli possano iniziare ad ambientarsi. E’ necessario, però, che i genitori preparino il figlio alla futura degenza in ospedale già da casa: ad esempio, raccontando le storie di bambini che vanno all’ospedale e poi ne tornano guariti o giocando a giochi che abbiano al centro il tema dell’ospedale.

I bambini in ospedale

I bambini hanno necessariamente bisogno di un genitore o di un parente stretto durante la loro degenza in ospedale. Ancor di più se il bambino è molto piccolo. Questo però può risultare difficile se egli ha altri fratelli piccoli a casa di cui i genitori devono prendersi cura. Fino a due generazioni fa, questi ultimi potevano far visita a loro figlio solo per un’ora, circa due volte a settimana. Molto è stato fatto in questi anni per migliorare la degenza dei piccoli pazienti: ora i genitori possono rimanere col bambino buona parte della giornata, e, soprattutto, la notte. Inoltre in molti reparti pediatrici esistono organizzazioni che promuovono giornalmente attività di gruppo e giochi per tutti i bambini ospedalizzati.

Se non puoi rimanere in ospedale con tuo figlio

Per alcuni genitori è impossibile rimanere con proprio figlio a lungo, a causa del lavoro o a causa degli altri figli da seguire a casa. In questi casi, è necessario trovare altre persone che il bambino conosca molto bene e che vadano a trovarlo al loro posto (nonni, zii, etc.). Inoltre, è meglio che un genitore vada a far visita al figlio, seppur per poco, piuttosto che non ci vada affatto: anche se il bambino starà male emotivamente dopo la partenza del padre o della madre, saprà che il genitore tornerà di nuovo, e questo aumenterà la fiducia del figlio.

Quando il bambino torna a casa

Spesso, quando il bambino torna a casa dall’ospedale, mostra alcuni comportamenti tipici delle fasi di sviluppo precedenti alla sua. Ad esempio, potrebbe ricominciare a fare la pipì a letto, fare incubi o essere triste appena il genitore scompare dalla sua vista. Questi atteggiamenti sono normali, e tendono a scomparire man mano che il bambino inizia a sentirsi più sicuro. In merito all’esperienza in ospedale ormai conclusa, è bene parlarne con il figlio, se abbastanza grande. Altrimenti è possibile farlo attraverso il racconto di storielle o narrazioni, se il bambino è ancora troppo piccolo per discuterne apertamente.