Ancora in viaggio con Kid Pass City: chiudiamo con una proposta nel sud Italia questa terza puntata alla scoperta delle città italiane family friendly. Eccoci quindi a Napoli, tra presepi eccezionali, misteriosi cunicoli sotterranei e la leggenda di un magico uovo.

Forse non è la prima città alla quale si può pensare per un weekend con la famiglia e i bimbi piccoli, eppure Napoli, con qualche necessaria accortezza, del resto sempre necessaria quando si soggiorna in una grande città, è una fonte inesauribile di attrazioni e sorprese.
Ecco un po’ di motivi per cui il capoluogo partenopeo saprà piacevolmente stupirvi.

1. Partiamo dal cuore della città e da Spaccanapoli, la strada che attraversa il cuore antico di Napoli e che è così chiamata perché divide nettamente, con la sua perfetta linearità, la città antica tra nord e sud. Attorno a questa arteria si sviluppa un intricato reticolo di viuzze dove poter incontrare ad ogni angolo sosia di Pulcinella, la maschera simbolo cittadino, e imbattersi in numerose botteghe artigianali storiche che realizzano vere e proprie opere d’arte in miniatura: splendide copie dei presepi tradizionali settecenteschi e costruzioni in sughero dalle forme più ardite con fontane, ruscelli e pizzaioli che impastano la pizza come quelli del grande maestro Francesco Viscione (via San Pietro a Maiella).

2. A pochi passi dalla piazzetta di San Gaetano, cuore di Spaccanapoli, si trova l’ingresso di Napoli Sotterranea. La visita è possibile in piccoli gruppi con una guida, dura circa un’ora e mezza ed è assolutamente avvincente. “Armati” di candela si possono ammirare, attraversando strettissimi cunicoli, le cisterne romane. Poi, tornati in superficie, la visita prosegue in un vero “basso napoletano”, tipica abitazione al piano terra composta da una sola camera su livello strada, arredata con semplicità. E qui, magia: facendo scorrere il letto dell’ex proprietario si apre una botola che conduce ad una stanza sotterranea, utilizzata al tempo come magazzino. Questa conserva i resti di un antico teatro romano detto “di Nerone”.

3.A pochi passi dalla piazza si trova anche l’ingresso di uno dei più significativi capolavori settecenteschi della città: la Cappella Sansevero che conserva, tra gli altri, la magnifica scultura del Cristo velato di Giuseppe Sammartino, oltre alle opere di Queirolo (tra le quali il magnifico gruppo scultoreo del Disinganno). Ma è nella sala delle macchine anatomiche che i bimbi potranno soffermarsi più a lungo, magari per una breve lezione di anatomia, probabilmente realizzata grazie alle conoscenze alchemiche del misterioso principe Raimondo di Sangro

4. Nella zona di San Gregorio armeno si trovano le pizzerie storiche di Napoli che, tuttavia, sconsigliamo con i bambini perché sono sempre molto affollate (è anche preferibile evitare il quartiere la sera). Molto più a misura di famiglia e non meno eccezionale è la pizzeria Ciro a Mergellina, di fronte al porto turistico di Mergellina: la zona è tranquilla, controllata e ben servita dai taxi, dei quali in città spesso non si può fare a meno.

5. Il secondo giorno si può ripartire proprio da qui: programmate senz’altro una sosta, anche veloce, a Piazza del Plebiscito, un altro simbolo della città. Si trova sempre nel centro storico, tra via Toledo e il Lungomare, e nel periodo napoleonico fu regolarizzata e attorno vennero costruiti i palazzi di stato. Pedonale e quindi perfetta per far giocare un po’ i più piccoli, su di essa si affacciano la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo reale, Palazzo Salerno e la Prefettura. Da qui si può anche raggiungere il celebre Teatro San Carlo, teatro lirico tra i più prestigiosi al mondo e il più antico d’Europa: si può accedere con visite guidate disponibili ogni giorno.

6. Portandosi verso il mare, da vedere è anche Castel dell’Ovo, il più antico di Napoli, che sorge sull’isolotto di tufo Megaride. Il suo nome deriva da un’antica leggenda secondo la quale il poeta latino Virgilio, che nel Medioevo era considerato anche un mago, nascose nelle segrete dell’edificio un uovo che mantenesse in piedi l’intera fortezza. La sua rottura avrebbe provocato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli. Il castello è visitabile gratuitamente.

7. A questo punto si può proseguire, anche prendendo la vecchia ma affascinante funicolare, verso il Vomero, altro quartiere napoletano, e la Friggitoria Vomero, una delle più famose della città. Frittelle di pasta e calzoni ripieni di ricotta e cigoli (lardo) da sogno valgono la scomodità di doverli gustare in piedi (il locale non ha tavolini, ma a poca distanza ci sono eventualmente le panchine della funicolare). E se il fritto non incontra i gusti di tutti, ecco l’alternativa dolce: è la storica pasticceria Bellavia, con gli imperdibili babà e il caffè napoletano.

8. Tornando verso l’entroterra, vi segnaliamo che l’Università Suor Orsola Benincasa ospita un museo molto particolare che merita di essere visto, il Museo del giocattolo. Esso raccoglie una magnifica collezione di giocattoli che dall’antichità arriva fino agli anni Sessanta del Novecento, esposti in teche di vetro ad altezza bambino. Pupazzi e bambole raffinatissime come quella appartenuta a Benedetto Croce, i famosi orsi Steiff che venivano personalizzati su richiesta della clientela benestante, e ancora le mitiche bambole Lenci. E ancora flipper, giochi antichi, meravigliosi strumenti musicali, sommergibili e straordinarie giostre. La visita è guidata e termina con un’attività di laboratorio in modo tale che il bimbo possa al termine della visita portare con sé un “suo” giocattolo.

9. E che dire della Città della Scienza? Si trova nel quartiere Bagnoli e qui non ci sono oggetti in mostra da “guardare e non toccare”, ma esperienze da fare. Infatti il percorso di visita nelle aree diversificate per fascia di età dello spazio Officina dei Piccoli, la sezione del Science Centre interamente dedicata ai bambini da 0 ai 10 anni, si fonda sul gioco e l’esplorazione attiva, con un forte coinvolgimento del piano percettivo, emotivo ed estetico.

10. Per concludere, vi segnaliamo un servizio che potrà esservi molto utile: si tratta di Insolitaguida, associazione che si trova in via Santa Chiara e che organizza visite guidate e passeggiate narrate alla scoperta dei mille volti della città di Napoli. Non solo, la sede, allestita come una grotta, consente di svolgere laboratori di archeologia sperimentale e laboratori ludo-didattici a seconda dell’occasione (arte presepiale, cartacrespa).

11. Nel cuore storico di Napoli, i tre piani dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina ospitano il Museo Madre: 7200 mq di spazi espositivi dedicati all’arte ed ai linguaggi del contemporaneo. Il Dipartimento di Educazione del Madre propone un articolato programma di attività rivolto a un pubblico di ogni età, per vivere il museo come luogo di incontro, apprendimento e ricerca, attraverso percorsi esplorativi degli spazi, delle opere e delle mostre. I progetti educativi del Madre rispondono all’obiettivo di rendere l’istituzione museale un luogo di interazione, confronto e riflessione condivisa, all’interno del quale il pubblico è chiamato a partecipare in prima persona, proponendo ipotesi e progetti per il futuro del museo stesso.