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Come funziona Intelligenza Artificiale

Come funziona l’Intelligenza Artificiale? In modo non intelligente

da Giu 19, 2023

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L’Intelligenza artificiale non è intelligente: sa fare calcoli prodigiosi, ma le manca la consapevolezza di ciò che fa e di ciò che ha ottenuto. Simula la creatività, ma non sa creare nulla partendo dal niente. Quindi serve solo per giocare al piccolo artista? Non è esattamente così.

Cosa sa fare davvero l’Intelligenza artificiale?

La gestione dei dati ha spesso forme più pervasive rispetto alla simulazione della creatività. 

Lo stesso tipo di rete neurale visiva che riconosce rose o gatti, può essere utilizzata per identificare precocemente tumori o anomalie della pelle potenzialmente pericolose. Gli stessi sistemi che calcolano la probabilità che una parola segua un’altra in una frase possono essere addestrati a ‘‘prevedere” comportamenti di gruppi di persone o fluttuazioni del mercato azionario. 

L’IA e la gestione dei nostri dati al centro del dibattito

I discorsi sull’IA occupano l’attenzione del dibattito perché sono carichi di forza immaginativa: ma si potrebbe parlare più compiutamente di gestione dell’informazione e dei dati. Ognuno di noi produce un numero di informazioni difficilmente immaginabile o quantificabile. Già solo preferire di andare al lavoro in macchina, in autobus o a piedi può costituire un dato rilevante per dire qualcosa su di noi. A questo si può aggiungere qualsiasi cosa.

dati personali e intelligenza artificiale

Ogni aspetto della nostra vita può diventare un ”dato” su di noi: la musica che ci piace ascoltare, lo stato del nostro conto in banca, le foto delle vacanze, le cartelle cliniche, il conto del ristorante. Informazioni che, da sole, vogliono dire poco, ma se messe in scala, correlate e confrontate possono dire anche troppo su di noi e sul mondo.

Il punto è che tutte queste informazioni, fino a poco tempo fa, erano semplicemente troppe: prima dell’informatica era impossibile raccoglierle, immagazzinarle, elaborarle e correlarle. Ora, con l’insieme di avanzamenti di cui anche le IA fanno parte, queste sfide tecniche non sono poi così impossibili. Il tutto è, tra l’altro, percorribile anche senza ricollegare i dati alle singole persone: i dati che produco, sono rilevanti anche se non riconducibili a me: dicono comunque qualcosa sulla popolazione, sull’economia, sugli stili di vita. Si tratta di procedimenti che la Statistica mette in atto da decenni: solo che così salgono di livello. 

Intelligenza Artificiale: una calcolatrice potente per risposte su misura

Conviene pensare all’Intelligenza Artificiale non tanto immaginandoci degli androidi ma piuttosto come una calcolatrice particolarmente potente, in grado di dare risposte inedite e su misura a problemi tremendamente specifici. Con le IA potremmo avere macchine che si guidano da sole, case ed elettrodomestici che gestiscono autonomamente il riscaldamento e la spesa nel frigo.

I dati che produciamo possono essere utilizzati, per esempio, per confezionare piani terapeutici su misura o per modificare il percorso didattico di ogni studente in modo che sia il più possibile adatto alle sue particolari capacità ed esigenze. Si tratta di costruire un mondo più inclusivo e potenzialmente più accogliente per ogni singolo individuo. 

Ma non è detto. È stato provato, per esempio, che gli algoritmi possono avere pregiudizi pure più seri di quelli degli esseri umani. Dopotutto, se io addestro un’IA per le assunzioni del personale (si, si può fare anche questo) basandola sulla maggior parte dei casi di studio presenti in questo momento nel mondo, produrrò un sistema che porterà avanti dei pregiudizi sessisti (è successo ad Amazon). 

Intelligenza artificiale come funziona

Pro e contro dell’Intelligenza Artificiale

Gli stessi dati che possono, se ben ”usati” e ”interpretati”, migliorarci la vita, possono diventare strumenti di controllo, impedire l’accesso al credito o all’istruzione, dichiarare a monte chi deve vivere e chi morire. Le stesse Intelligenze Artificiali, oltre che a disegnare, possono essere utili per identificare Cittadini di serie A e Cittadini di Serie B, sanzionando i secondi (cosa che, in una certa misura, succede in Cina).

Come tutte le cose che hanno a che vedere con l’immaginario fantascientifico, dunque, l’Utopia e la Distopia quasi si toccano… Ai tempi della rivoluzione industriale c’erano degli utopisti che esultavano dicendo: l’uomo è liberato, le macchine faranno tutto il lavoro, andremo verso un futuro di progresso illimitato. Altri sfasciavano i telai temendo che gli portassero via il lavoro.

Ora, nessuno è libero dal lavoro in quel senso utopistico. Però l’industrializzazione ha davvero migliorato le vite di molti e ha prodotto gli standard di vita in cui ci troviamo adesso. Non è stato un processo lineare, tra scioperi, tragedie nelle fabbriche, ricorsi e peggioramenti. Ma è difficile sostenere che l’uomo medio di questo secolo stia peggio dell’uomo medio del 1600-1700. 

Probabilmente succederà una cosa simile anche con l’IA e la realtà con cui avremo a che fare da qui ai prossimi dieci anni sarà una via di mezzo tra utopia e distopia. A noi far pendere la bilancia dalla parte giusta.

Per altre utili informazioni sull’argomento leggi l’articolo Intelligenza Artificiale, cosa dobbiamo sapere su ChatGPT

Corrado Fizzarotti

Corrado Fizzarotti

Dottorando in Scienze Umanistiche e laureato in Metodologie Filosofiche. Si occupa di etica ambientale, di divulgazione scientifica e sostenibilità (e ogni tanto ne scrive pure). Appassionato di svariati svarioni, coltiva interessi che vanno dal giardinaggio alla musica dodecafonica. Vive e lavora a Pisa.

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