I compiti per casa vengono assegnati non solo per esercitarsi, ma anche per porsi nuovi interrogativi: non tutti però sono d’accordo sulla quantità che a volte li contraddistingue. Abbiamo provato a capire l’opinione di mamme e papà.

Compiti a casa, sì o no? E’ una diatriba che rimane sempre aperta perché di difficile risposta. La scuola è ormai stata investita dai nuovi processi digitali, e molti si chiedono se debbano anche i compiti seguire un nuovo corso “più moderno” e al passo coi tempi. Il tema quindi è complesso e riguarda i bambini, i ragazzi, i docenti e i genitori. Abbiamo provato ad indagare qual è l’opinione dei genitori di bambini che frequentano la scuola elementare e la scuola media inferiore. Al di là del sì o del no, il sentire comune è che bisognerebbe focalizzare l’attenzione su compiti per casa che destino interesse e che stimolino l’apprendimento.

Compiti a casa: l’opinione di mamme e papà

“E’ vero, il tema è spinoso, i genitori non parlano di altro e le chat delle mamme implodono di messaggi sul cosa studiare e se è tanto o poco – ci dice Alice, professoressa e mamma di Sofia, 7 anni – Io mi domando: perché non possono decidere gli insegnanti? Tanto o poco si sceglie in coscienza secondo metodo, non ci sono tanti sadici a scuola. Il loro lavoro non andrebbe giudicato così tanto. Il più delle volte sono i genitori che hanno ansia per i compiti, non i figli. Non sarebbe più utile che i genitori utilizzassero le energie per interrogarsi sulle scelte di bilancio che i governi stanziano per l’istruzione, anziché sulle pagine di italiano da fare?”.

Le opinioni dei genitori favorevoli

Laura invece, mamma di Samuele, 10 anni e Sofia, 8, si dice favorevole ai compiti a casa: “solo nel weekend se hanno il tempo pieno, ma devono imparare ad organizzarsi per il futuro, che siano le medie superiori o le semplici esperienze di vita autonoma. Sono d’accordo anche sui compiti durante le vacanze estive”.

Enza, mamma di Cesare e Adriano, con il primo che frequenta la quarta elementare ci racconta: “mio figlio fa mezza giornata a scuola con due rientri pomeridiani, ha un carico di compiti giusto, che si gestisce da sempre in piena autonomia. Non l’ho mai sentito lamentarsi per la quantità di compiti, comunque anche io sono per il sì. Sono sopravvissuta a un tempo pieno con una maestra terribile che ci riempiva di compiti: li facevo e giocavo anche, non ricordo di aver mai rinunciato a qualcosa per i compiti a casa”.

Le opinioni dei genitori contrari

“Credo sia giusto che oltre ai compiti i bambini possano godersi anche la famiglia – dice invece Silvia, mamma di Bianca e Emma – Oltre ad uscire alle 16.00 tutti i giorni e ad avere compiti per il giorno dopo, gliene danno una marea al sabato e alla domenica e le bambine passano il week end a fare compiti anziché godersi la famiglia. Quindi pochi, e da sbrigare in un giorno, ok. Se oltre alla settimana piena devono passare il weekend a studiare non lo ritengo giusto. Già hanno il tempo pieno che li impegna, poi c’è lo sport. Credo sia corretto assegnare una quantità di compiti che li impegni un giorno, non di più”.

C’è poi Manola che rivolge la questione anche ad altro “il problema secondo me – ci dice – non sono i compiti a casa, ma piuttosto una scuola che fa acqua da tutte le parti! Dovremmo come genitori rivolgere il nostro pensiero ad altre problematiche. Le quantità di compiti da assegnare per casa credo debbano cambiare a seconda della fascia d’età e della scuola”.