Creare una scultura aerea come quelle di Alexander Calder era l’obiettivo del laboratorio per bambini che la Fondazione Guggenheim di Venezia ha proposto per i Kid Pass Days. Elisa Pavan ci racconta l’esperienza vissuta con la sua famiglia.

In una domenica pomeriggio di primavera, quando il tempo fa il capriccioso e andare al parco potrebbe essere come entrare nel mondo di Peppa Pig e delle sue pozzanghere di fango, una visita ad un museo che apre le porte ai bambini è sicuramente un’avventura che lascia ricordi più piacevoli. Alla Fondazione Guggenheim di Venezia siamo stati accolti all’entrata dallo staff, dove sette ragazzi che vengono da tutto il mondo (che bello vedere persone che parlano lingue diverse interagire con i bambini che non notano nemmeno le difficoltà espressive) ci hanno aperto le porte del museo.

Nel giardino della biglietteria i bambini hanno salutato mamma e papà, con la promessa di ritrovarsi all’ora stabilita, dopo un’ora e mezza. Questo ha mandato un po’ in crisi alcuni dei bimbi più piccoli che, dovendo lasciare i genitori, hanno avuto qualche esitazione, risolta al meglio dai ragazzi dello staff. Durante il laboratorio mamma e papà possono godersi l’esposizione meravigliosa della galleria. Anita ci ha fatto strada tra i visitatori e nella sala d’entrata abbiamo fatto la prima sosta dove lei ci ha spiegato brevemente la storia di Alexander Calder, l’artista cui era dedicato il laboratorio al quale abbiamo partecipato per i Kid Pass Days. Davanti al mobile che fluttuava al centro della stanza, i nostri 16 piccoli artisti hanno ascoltato con gli occhi luminosi la storia di questo genio che dall’ingegneria ha aperto il suo mondo a sculture aeree, in cui ogni pezzo concorre a mantenere un equilibrio perfetto nella creazione di un gioco che ondeggia sotto gli sguardi. Difficile resistere alla tentazione di toccarlo per vederlo ondeggiare.

Da qui siamo sgusciati velocemente nel piano inferiore dove il museo ha i suoi uffici (sembrava di entrare nelle segrete dell’edificio) e dove trova spazio anche una bella biblioteca. Al nostro arrivo nella sala di lettura tutto era pronto: tante postazioni che attendevano i piccoli costruttori di mobiles. Per ognuno un foglio, colori, colla e diversi materiali, preparati per scatenare 16 piccoli Calder alla costruzione di una scultura aerea, con l’idea di appenderla nella propria cameretta alla sera al rientro. Manine incollate hanno colorato, tagliato, in un caleidoscopio di colori e materiali, accompagnando l’impegno a conversazioni tra loro, come perfette “vecchie signore inglesi all’ora del the”. La durata del laboratorio è stata ottima perché ha permesso ai bambini di terminare senza problemi il lavoro iniziato, quasi senza oltrepassare il limite dell’attenzione. Negli ultimi minuti qualche tentativo di fuga è stato prontamente arginato dai ragazzi. E un attimo prima che l’impegno si dissolvesse abbiamo riformato la fila a coppie per tornare all’entrata e mostrare orgogliosi l’opera realizzata, ritrovando mamma e papà in perfetta forma.