Quando si viaggia in Abruzzo con i bambini, e non solo,  si cercano luoghi che possano restare indelebili nei loro ricordi, come nei nostri. Negli spazi aperti e sterminati, nelle lande incontaminate e selvagge, l’animo trova serenità e il corpo ampio spazio di manovra. Tutta la famiglia percepisce intensamente una nuova presa di coscienza: ti senti più creatura che artefice, ti senti parte di un tutto, dei prati, del bosco, dei fiori, anche dei piccoli insetti che ronzano su quella cacca di mucca. (No, non ti senti parte della cacca di mucca!)

E impari il rispetto, impari che se non c’è attenzione e devozione verso la Natura, quello che ti circonda può finire imbrattato, distrutto.
In Abruzzo, visitando il Parco Nazionale del Gran Sasso con i bambini, l’incanto è assicurato. Lasciati ispirare!

Abruzzo altopiano Campo- mperatore

Gran Sasso, il tetto dell’Appennino

Il Corno Grande del Gran Sasso d’Italia, con i suoi 2912 metri, è il monte più alto della catena appenninica. Sul suo versante settentrionale, si allunga il ghiacciaio del Calderone, il più a sud di tutta Europa.
Ma non serve scalare la vetta più alta per respirare l’intensa e sincera atmosfera del Parco: i numerosi sentieri sicuri vi porteranno a scoprire paesaggi sterminati, piante, animali, capanne pastorali. Alcuni di questi sentieri ricalcano gli antichi “tratturi”, percorsi che i pastori ogni anno (dal I secolo a.C. fino alla comparsa della ferrovia) compivano con le loro pecore, dalle montagne abruzzesi al Tavoliere delle Puglie, e viceversa.
Raccontate ai vostri bambini la tradizione antica della transumanza: un lungo viaggio conduceva greggi e pastori fino ai pascoli d’alta quota di Campo Imperatore in estate, per tornare verso il mare, in autunno, prima dell’arrivo del gelo.
E fate loro notare che stanno toccando con i loro piccoli piedi un pezzo di storia.

Oltre questa barriera quasi impenetrabile di montagne, si apre un paesaggio ampio e magico. Un alternarsi di pianure di origine lacustre e morbide collinette. Sono le morene, depositi di sedimenti lasciati da ghiacciai estinti.
È proprio in questo territorio che si avverte la vastità, l’ampiezza e forse per qualcuno, l’infinito

Abruzzo altopiano Campo-Imperatore

Ma bando alle ciance, passiamo a cose serie! Nella piana di Campo Imperatore c’è un’esperienza culinaria inusuale, assolutamente da provare, offerta dal Ristoro Mucciante e dalla Macelleria Giuliani. Dopo aver scelto all’interno dei negozi la carne fresca, rigorosamente locale, tra cui gli immancabili arrosticini, si passa alla cottura, sempre autonomamente, su barbecue di recupero (vecchie grondaie). Poi ci si accomoda per il pranzo, sui rustici tavoli esterni, dislocati davanti al ristoro.

La Macelleria Giuliani dispone anche di un piccolo maneggio a fianco, dove i bambini possono cavalcare simpatici pony.
Un luogo unico, easy, dall’atmosfera conviviale, dove si mangia (e si beve) di cuore, immersi in un paesaggio da sogno. Per chi cerca la pace, sconsigliato in agosto.

Abruzzo campo Imperatore maneggio

Santo Stefano di Sessanio: una storia di ricostruzione

Adagiato ai piedi del Gran Sasso, il piccolo borgo racconta storie antiche: storie di pastori, di transumanza, di commerci della lana. Nei primi anni del Novecento viene completamente abbandonato, entrando a far parte del club delle città fantasma. Rimane così cristallizzato nel tempo, testimonianza inviolata del passato. Negli anni Novanta un giovane imprenditore illuminato, vi approda in fuga dalla città, e decide di assecondare la sua visione: un progetto che preservi l’identità culturale e storica del luogo. Nasce così l’albergo diffuso.
Egli scorge nella tutela del patrimonio storico minore, dai manufatti della cultura materiale ai prodotti di artigianato utilizzati nelle camere, la salvaguardia della memoria del luogo. Oggetti in disuso, magari gettati via, vengono recuperari e portati a nuova vita.

Abruzzo Santo Stefano Sessanio
Ciò che era considerato povero, minore, trae forza proprio da questa sua genuinità: un messaggio anche per i bambini, affinché imparino il rispetto, oltre che della Natura, dei Beni Culturali, maggiori o minori, che impreziosiscono il nostro Bel Paese. Anche una vecchia tinozza ha la sua storia da raccontare.
Grazie all’albergo diffuso, il borgo è stato ristrutturato e si è ripopolato: un turismo lento, consapevole, che apprezza le cose semplici. Ed è stato volano per la ripartenza di tante piccole attività artigianali e agricole.

Abruzzo Santo Stefano Sessanio
Santo Stefano è stato duramente colpito dal sisma che nel 2009 ha straziato l’Abruzzo.
La situazione oggi è migliorata, ma sono ancora presenti alcuni cantieri. È quasi terminata la ricostruzione della Torre Medicea, completamente crollata, secondo un progetto che intende restituirle i suoi caratteri spaziali, facendo uso dei materiali originali, ma con innovativi criteri antisismici.

Rocca Calascio: al controllo di antichi commerci

Dal borgo si arriva in quindici minuti a Rocca Calascio, un’antica torre di avvistamento, parzialmente diroccata, posta su un crinale all’altitudine di 1460 metri. Il panorama che da qui si gode, stringe a sé, in grande abbraccio immaginario, il Gran Sasso, il Velino-Sirente, la Maiella, i Monti Marsicani.

Abruzzo Rocca Calascio
Rocca Calascio, edificata nell’Anno Mille, divenne particolarmente importante nel XV secolo, perché fu posta a controllo dei flussi di pecore, coinvolti nella transumanza sulla direttrice del tratturo per Foggia. Siamo parlando di un business antico importantissimo, quello della lana, per la quale il Regno di Napoli era il maggior produttore d’Europa. In seguito, fino al 1700, lo stesso commercio passò alla famiglia fiorentina dei Medici.
Raggiungete la chiesa di Santa Maria della Pietà, edificata nel 1596 sul sito in cui, secondo la leggenda, i pastori e agricoltori del luogo riuscirono a sfuggire ad un’imboscata di briganti.

Abruzzo chiesa Santa Maria della Pietà

Escursioni someggiate nei dintorni

Per i bambini sarà fantastico scoprire che nelle loro escursioni potranno contare su un simpatico gruppetto di amici, gli asinelli di Gira e Rigira. Insieme a Chiara e Luigi, gli umani che si prendono cura di loro, gli asini saranno ben contenti di accompagnarvi, trasportando zaini e i più piccoletti, purché rispettosi e donatori di carote. Un trekking lento, quello someggiato, per scoprire senza ritmi incalcanti mulattiere, antichi tratturi, e i campi aperti, dove dal X secolo viene coltivata la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio.

Abruzzo trekking someggiato

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