Come lavorare in smart working? Quali sono i vantaggi e le condizioni?

Ce lo spiega nel dettaglio l’Avvocato Simona Fontana, specializzata in diritto del lavoro e nella conciliazione famiglia e lavoro.

Si è parlato tanto negli ultimi tempi di smart working e di lavoro agile. Si è parlato di aziende che hanno deciso di introdurre questa nuova modalità lavorativa all’interno della propria realtà aziendale e che hanno evidenziato i grandi benefici ottenuti: aumento della produttività, efficienza ed efficacia, grazie ad una maggiore fidelizzazione del proprio dipendente.

 

Con lo smart working la lavoratrice si sente valorizzata come persona

La lavoratrice o il lavoratore, grazie all’adozione di forme di lavoro agile, si sente posto al centro e valorizzato non solo a livello prettamente remunerativo (aspetto certamente importante e degno di pregio) ma come persona. Questo perchè le sue esigenze diventano scelte condivise dall’azienda che le vive come necessità primaria da soddisfare per la crescita.
E’ una nuova mentalità che rappresenta il superamento della cultura che ha sempre caratterizzato nel passato il mondo del lavoro: il passaggio dal lavoro “a timbratura del cartellino ” al lavoro “per obiettivi”, dove al lavoratore viene lasciata ampia libertà di auto-organizzarsi, a patto che realizzi nei termini previsti gli obiettivi prefissati. Il lavoro agile rappresenta una forma più aggiornata ed avanzata del telelavoro. “Fare lavoro agile” significa ripensare e riprogettare il lavoro in modo più conveniente ed intelligente. Vengono messi in discussione i concetti più tradizionali legati al luogo di lavoro, all’orario di lavoro ed alla responsabilizzazione del lavoratore.

Quali sono le caratteristiche principale dello smartworking?

Sono queste le caratteristiche del lavoro agile:

1) esecuzione in parte all’interno dei locali aziendali ed in parte all’esterno;
2) possibile utilizzo di strumenti tecnologici;
3) assenza di una postazione fissa riguardo alla prestazione lavorativa svolta al di fuori dei locali dell’azienda.

Lo smart working (lavoro agile) non è un nuovo contratto, ma un nuovo modo di gestire il rapporto di lavoro, che consente ai dipendenti di lavorare da remoto senza la presenza fisica in ufficio. Questo nuovo “modo” di lavorare non rappresenta più una semplice questione organizzativa del lavoro basata sulla flessibilità, ma una completa riorganizzazione aziendale sotto il profilo strettamente strategico.

 

I benefici dello smart working

Lo smart working può svolgere un ruolo determinante per stimolare l’economia: attraverso la riduzione di costi fissi per la gestione rigida di uffici e spazi di lavoro, spesso sovradimensionati e inutilizzati, le imprese possono liberare risorse da reinvestire nella crescita e nell’occupazione. Grazie a modalità organizzative del lavoro che prevedono agibilità e flessibilità si consente inoltre a molte persone, in particolare le mamme, di poter conciliare al meglio la loro vita professionale e personale e di poter contribuire allo sviluppo economico del paese nel suo complesso.
Incentivare lo smart working significa ridurre i costi fissi degli uffici, liberando così risorse che le aziende possono investire nella crescita e nell’occupazione.
I benefici dello smartworking sono, quindi, molteplici e coinvolgono sia l’azienda che il lavoratore.

 

Chi è la (oppure lo) smart worker

Lo smart worker è un lavoratore dipendente che esegue la prestazione fuori dai locali aziendali, anche per un solo giorno alla settimana, utilizzando strumenti tecnologici per lavorare in remoto senza postazione fissa in ufficio.
La nuova normativa (Legge 22 maggi9o 2017 n. 81) riconosce espressamente la possibilità di stipulare un accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro, che disciplina appunto le modalità di esercizio del lavoro agile attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Come deve essere l’accordo di smart working?

Tale accordo deve essere necessariamente stipulato per iscritto e deve disciplinare, in modo preciso e puntuale, le modalità esecutive della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore.
Il citato accordo può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato ed in tal caso il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ed a tal fine consegna al lavoratore, con cadenza almeno annuale, un informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali ed i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

Il riconoscere lo smart working all’interno di un testo normativo rappresenta certamente un importante progresso, perché dimostra che è stata posta in modo concreto e reale un’attenzione sui problemi relativi alla conciliazione. Ora sta a tutti noi cercare di assicurare una sua applicazione efficace ed efficiente.

 

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