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Quel gioco è da femminucce!

da Giu 30, 2015

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Esistono preferenze di genere precoci nella scelta dei giochi? Ecco cosa dicono alcuni studi

Il gioco rappresenta una delle attività principali per i bambini, soprattutto di quelli molto piccoli. Molti studi hanno mostrato come bambini di appena 18-20 mesi d’età manifestino chiaramente delle preferenze dovute al genere. Maschi e femmine si differenziano nel gioco per: il comportamento di esplorazione adottato, il tipo di ruoli esibiti nei giochi di finzione o la complessità stessa del gioco. Per di più, le scelte dei giocattoli adoperati sembrano avere conseguenze a lungo termine sullo sviluppo sociale e cognitivo futuro.

Con complessità del gioco si fa riferimento al livello delle abilità simboliche e di rappresentazione esibite durante il gioco stesso. Naturalmente, alti livelli di complessità si notano quando il bambino utilizza giocattoli che sono, secondo lo stereotipo, attinenti al proprio sesso e con cui è familiare (per esempio, le bambole per le femmine e le automobiline per i maschietti), piuttosto che giocattoli che sono tipici dell’altro genere.

Cosi, in un esperimento di Cherney e dei suoi collaboratori del 2003, si volle verificare quali fossero i giochi preferiti dai due sessi e quali quelli che inducessero un maggior grado di complessità. Inoltre, gli sperimentatori ipotizzarono che, a causa delle pressioni esercitate dalla società, i maschi sarebbero stati più influenzati dallo stereotipo di genere rispetto alle femmine, nella scelta dei giocattoli.

15 bambine e 15 bambini, di circa 30 mesi, vennero posti in una stanza piena di vari giocattoli colorati (come casette, giochi meccanici, puzzle, pupazzi e bambole). Essi avevano l’unico compito di divertirsi con tutto ciò che volevano per circa un’ora, mentre lo sperimentatore osservava e videoregistrava.

I risultati dimostrano che per quanto riguarda il tempo speso con ogni giocattolo, non si evidenziano differenze significative tra i due sessi, tranne per i puzzle, con cui le bambine trascorrevano molto più tempo.

Nella scelta dei giochi, contrariamente alle aspettative, le femmine tendevano a fare uso in massima parte di giochi definiti “neutri“, ovvero nè femminili nè maschili, dimostrando di essere poco influenzate dallo stereotipo di genere. Invece, i maschi prediligevano giocattoli comunemente etichettati “da maschi“.

I giochi che richiedevano maggiori capacità simboliche erano rappresentati dalle bambole, dal set da cucina e dal gioco della casetta (quello che tutti noi comunemente conosciamo come mamma-casetta): tutti giochi che sono comunemente al genere femminile.

Questo studio sembra quindi confermare come sia molto forte l’influenza dello stereotipo di genere già a 30 mesi, soprattutto da parte dei maschi, e quale ruolo possano avere gli esperti e i genitori in materia, stimolando i piccoli a fare un uso integrato dei vari giocattoli, al di là delle differenze, specialmente di quelli cognitivamente complessi.

Dott. David Polezzi, psicoterapeuta dell’Associazione Nazionale Mentecomportamento

David Polezzi

David Polezzi

David Polezzi è Psicologo – Psicoterapeuta e Professore a.c. di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione.

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