Non solo rientro: la prossima settimana in tutta Italia (a Bolzano hanno già cominciato il 5 settembre) sarà il primo giorno di scuola, di elementari o medie, per migliaia di bambini. Un cambiamento epocale che coinvolge tutta la famiglia: il team del Policentro Pediatrico di Milano ci spiega come affrontarlo.

Se per i bambini e i ragazzi l’estate è il periodo per potersi godere attimi di totale libertà, nel pieno distacco dai molti impegni che spesso ormai riempiono le loro giornate, la fine delle vacanze è invece vissuta in particolari epoche della propria vita come un periodo carico di emotività, in quanto comporta l’inizio di nuove avventure e nuovi cambiamenti. Essa diviene spartiacque tra un “prima“ e un “dopo”, tra quello che ormai è passato e quello che verrà. Infatti, il termine delle vacanze detta molti passaggi, alcuni epocali, come l’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia, o ancor più all’entrata alla scuola primaria e secondaria.

Eccitazione e ansia nei bambini… e nei genitori

Queste tappe della vita chiamano spesso in gioco l’emotività e il coinvolgimento di tutta la famiglia che si trova ad affrontare cambiamenti che, seppur carichi di emozioni e gioia, spesso possono celare ansie e preoccupazioni. Tali passaggi, infatti, inducono spesso i genitori a prendere coscienza del passare del tempo e a confrontarsi con la progressiva crescita dei propri figli che comporta inevitabilmente la necessità di una graduale accettazione di quel percorso, ormai inarrestabile, di separazione e individuazione che coinvolge i propri bambini. I genitori si trovano a dover far fronte ai propri vissuti,“che oscillano tra l’orgoglio per la crescita dei propri piccoli e il relativo senso di “perdita“ connesso al progressivo processo di indipendenza dei figli”, che li vede sempre più proiettati verso il mondo esterno. I figli, dal canto loro,“vivono generalmente queste fasi carichi di emozioni positive e di gioia nel percepirsi finalmente “grandi“. I rituali che li vedono coinvolti insieme ai genitori nella scelta della cartella nuova”, nell’acquisto dei libri e in tutte quelle piccole condivisioni che caratterizzano la preparazione all’inizio scolastico, gettano perlopiù i bambini e i ragazzi in uno stato di euforia e di eccitazione. Tuttavia, come per tutti i cambiamenti, anche questi passaggi di vita possono divenire motivo di ansia per i piccoli così come per i più grandicelli che si vedono costretti a dover abbandonare un luogo che per loro era ormai conosciuto e certo (la scuola dell’infanzia o la scuola primaria) e sono chiamati ad affrontare un insieme di novità: nuovi insegnanti, nuovi compagni, nuove regole e soprattutto nuovi impegni. L’entusiasmo iniziale può così cedere il posto alla fatica dei primi giorni in cui si è costretti a un riadattamento delle proprie abitudini, un riadattamento che richiede molte risorse e che può essere motivo di stress. È importante che questi passaggi siano il più possibile vissuti dalla famiglia e dai bambini stessi con la consapevolezza che, come tutti i cambiamenti, anche l’entrata a scuola comporta uno stravolgimento sia oggettivo che emotivo e che, pertanto, è utile approcciarsi ad esso con gradualità concedendosi tutti, genitori e figli, il tempo necessario per adattarsi ad esso.

La scuola primaria come primo contatto con il mondo adulto

L’entrata alla scuola primaria è un grande evento per il bambino e per il genitore stesso: forse la vera prima tappa che sancisce l’entrata nel mondo sociale, in cui viene richiesto al piccolo maggiore impegno e un confronto continuo con il prossimo, sia esso un coetaneo o l’adulto di riferimento. Il bambino si ritrova, infatti, a dover affrontare un contesto del tutto nuovo, fatto di maggiori richieste e nuove aspettative. Il mondo ludico della scuola dell’infanzia cede il posto a nuove regole e sempre più pressanti impegni: ai piccoli viene richiesta maggiore attenzione, concentrazione e la capacità di apprendere sempre più nuove nozioni. Ruolo fondamentale è certamente quello dell’insegnante che dovrebbe essere capace di trasmettere ai piccoli il piacere del conoscere, stimolando la loro curiosità e ponendo l’enfasi più sull’interesse verso il nuovo piuttosto che sull’esito unicamente del loro operato. Anche il ruolo del genitore è, ovviamente, importante in questa fase di passaggio in cui si possono percepire nei propri figli momenti di frustrazione o piccoli timori: il genitore può anche influenzare il giudizio e il ricordo che i figli avranno della loro esperienza alla scuola primaria, che diviene per loro il primo vero contatto con il mondo adulto. È utile, quindi, sostenere e accompagnare i propri bambini con serenità e con un atteggiamento positivo e paziente, depurandosi da ogni aspettativa che possa proiettare nel figlio ulteriori ansie da prestazione. Niente confronti con i compagni, quindi, ricordando che ognuno ha le proprie capacità, le proprie attitudini ma soprattutto i propri tempi. Il bambino deve sentire che gli viene lasciato il giusto tempo per conoscere e imparare, senza pressioni e nella convinzione che riuscirà comunque a fare bene. Per approcciarsi con serenità al primo giorno di scuola, potrà risultare utile confrontarsi con i propri figli, parlando delle esperienze che andranno a fare, delle nuove amicizie che stringeranno, delle cose che impareranno e delle belle gite che faranno. Potrebbe essere utile e coinvolgente raccontare loro anche la propria esperienza, condividendo i ricordi del primo giorno di scuola di mamme papà quando erano piccoli: in questo modo i piccoli possono più facilmente proiettarsi nelle emozioni dei loro genitori e magari più facilmente esprimere le proprie. Accompagnarli a conoscere e familiarizzare con il nuovo istituto potrebbe essere un’altra strategia interessante, in quanto ciò può ridurre l’ansia dell’ignoto. Infine, nei giorni precedenti l’inizio della scuola, è bene riprendere le abitudini e le routine presenti prima delle vacanze estive, in maniera da rendere meno traumatico l’inizio di questa nuova avventura.

Scuole medie: un passaggio delicato

L’inizio della scuola secondaria di primo grado detta sicuramente nei ragazzi la consapevolezza che si sta crescendo e che il mondo dell’infanzia pian piano lascia spazio a nuovi interessi e modalità differenti di relazione con i coetanei e con gli adulti. A differenza dell’entrata alla scuola primaria, in cui molto spesso sono più i genitori che affrontano questo passaggio maggiormente carichi di preoccupazioni, incertezze e aspettative rispetto ai propri figli, l’ingresso alla scuola secondaria sembra assumere una connotazione emotiva più evidente nei ragazzi, che ormai vengono definiti preadolescenti. Il passaggio dalla scuola elementare alle medie è un momento tanto importante per i giovani perché, oltre a doversi adattare a un nuovo ambiente scolastico, devono contemporaneamente gestire tutti quei cambiamenti che caratterizzano la fase adolescenziale, densa di cambiamenti che coinvolgono contemporaneamente il corpo, la sfera emotiva e cognitiva e lo sviluppo della propria identità. Per tale motivo l’ingresso alla scuola media comporta un momento delicato che chiama in gioco aspetti ancor più importanti del solo apprendimento, il quale spesso diviene segnale dell’adattamento o meno alle richieste dell’ambiente. Ai genitori è richiesta sempre più una presenza rassicurante, in cui il ruolo del dialogo e confronto assume una connotazione sempre più importante. In questa fase è particolarmente rilevante aiutare i propri figli a divenire più autonomi nella propria gestione scolastica, fornendo loro i giusti strumenti per fare da sé,“in questo modo impareranno ad attingere alle proprie risorse costituendo una percezione sicura di sé.

Il profilo della dott.ssa Ciotti del Policentro Pediatrico di Milano