Quando un bambino non ascolta, la parola d’ordine è: far sperimentare! Ecco i consigli dello psicologo

Cosa può fare un genitore quando il proprio bambino continua a non rispettare certe regole? Molte volte infatti papà e mamma si trovano a ripetere sempre gli stessi avvertimenti o le stesse raccomandazioni, ma i comportamenti non sembrano cambiare. Laddove sia possibile, è raccomandabile far sperimentare ai bambini quelle che sono le naturali conseguenze dei loro comportamenti, piuttosto che imporre punizioni per evitarli. I bambini possono imparare meglio e più rapidamente dalla loro esperienza, rendendosi conto che i loro comportamenti possono innescare delle conseguenze, spesso poco piacevoli.

1 Conseguenze naturali. Far sperimentare ai bambini le naturali conseguenze delle loro azioni è spesso il metodo più efficace per convincerli a modificare il loro comportamento. Immaginiamo, ad esempio, che ad un bambino piaccia molto giocare con i Lego. La mamma ripeterà probabilmente un numero infinito di volte: “Rimetti a posto i Lego quando hai finito di giocarci”. Potrebbe accadere che il bambino non rimetta a posto i Lego e che li lasci per terra. Qualcuno della famiglia potrebbe distrattamente camminarci sopra e romperne qualcuno. Quando il bambino si lamenterà del fatto che qualcuno ha rotto ciò che lui aveva costruito, il genitore potrebbe chiedergli: “Secondo te perché è successo?”. Lasciar sperimentare al bambino le conseguenze naturali significa accettare che il proprio figlio provi alcuni insuccessi sulla propria pelle. Difficile da accettare per un genitore, ma estremamente utile per un bambino.

2 Conseguenze logiche. In altri casi, non è possibile attendere che si verifichino le conseguenze naturali, per cui occorre percorrere un’altra strada. Se è necessario sottolineare che un certo comportamento è sbagliato si possono imporre delle conseguenze al bambino. L’importante è che tali conseguenze siano logicamente legate al suo comportamento, anziché arbitrarie. Se un bambino lascia i pezzi di un puzzle sopra la tavola poco prima dell’ora di cena, è sconsigliabile dire: “Hai lasciato il tavolo in disordine e quindi dopo cena non guardi la TV”. E’ invece preferibile dire: “La tavola è piena di pezzi del tuo puzzle. Dove mangiamo? Io non posso preparare la cena”. E’ probabile che anche gli altri componenti della famiglia si lamentino della tavola occupata, in quanto vogliono mangiare. In aggiunta, si può chiedere al bambino di apparecchiare la tavola, facendogli sperimentare come non sia possibile apparecchiare fintanto che non rimette il puzzle nella sua scatola.

3 Conseguenze imposte. Infine, esistono situazioni in cui non è possibile lasciare sperimentare al bambino le conseguenze poiché questo si verificano raramente o sono troppo pericolose. Tutti i genitori insegnano ai propri figli a non correre per strada, ma non possono certo aspettare che i bambini sperimentino le conseguenze di un’eventuale violazione. In questi casi, si possono dunque imporre delle conseguenze. La cosa più importante è che il genitore sia coerente e imponga sempre le stesse conseguenze ogni volta che il bambino non rispetta la regola. Soltanto se il genitore è coerente il bambino comprende l’importanza della regola, altrimenti penserà che correre per strada è un qualcosa che è vietato o è permesso a seconda dell’umore del genitore.

Dott. David Polezzi, psicoterapeuta dell’Associazione Nazionale Mentecomportamento