Quest’anno è arrivata in anticipo e già un milione di italiani l’hanno presa, ma ora entriamo nel periodo più a rischio. Qualche consiglio del Policentro Pediatrico di Milano per gestire i vostri bambini se si ammalano.

Come ogni anno la più grande speranza nel periodo delle feste è quella di non ammalarsi, speranza anche di questi giorni di pieno rientro nelle varie attività scolastiche e lavorative. Però questo è anche il periodo che coincide con l’inizio della influenza, quella “vera”, generata dal virus che ogni anno muta e che lascia a casa intere famiglie devastate dalla febbre alta, dal malessere e da sintomi quali rinite e mal di gola che possono essere debilitanti.

Il virus di quest’anno

L’influenza 2017 ha giocato d’anticipo, anche grazie alle condizioni climatiche miti di dicembre, ed ha iniziato quindi a colpire già nei giorni precedenti il Natale: si stima che siano più di 1 milione i soggetti che hanno già contratto la malattia e si arriverà verosimilmente a 5 milioni di pazienti infettati entro fine febbraio. Il vaccino antinfluenzale può aiutare a contrastare la malattia ed è strettamente consigliato in alcune categorie a rischio: anziani, bambini con infezioni respiratorie ricorrenti, asmatici e nei pazienti con patologie croniche.
Molto utile per prevenire il contagio è un’adeguata igiene, visto che il virus si trasmette attraverso le goccioline di saliva di chi starnutisce o tossisce.
Il Centro Europeo per il controllo delle Malattie ha raccomandato le seguenti azioni:

– Lavaggio frequente delle mani. In assenza di acqua utilizzare gel alcolici;

– Igiene respiratoria: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani dopo il contatto con secrezioni contaminate;

– Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale;

– Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) ma, aggiungerei, anche a casa se vi sono bambini piccoli.

Come affrontare la malattia

Prima di tutto ricordiamo che l’influenza ha una causa virale, pertanto non necessita di antibioticoterapia ma solamente di farmaci antipiretici che servono ad abbassare la temperatura corporea e a migliorare lo stato di malessere.

La febbre può essere anche molto elevata quindi meglio tenere i bimbi non troppo coperti; il body o un pigiamino molto leggero sono sufficienti. Nel momento del rialzo febbrile invece si possono mettere a letto sotto le coperte per evitare il disagio legato alla fase di brivido.
A volte anche delle spugnature con acqua tiepida sulla fronte, sulla nuca, all’inguine e dietro alle ginocchia possono essere d’aiuto per abbassare la temperatura, se solamente con i farmaci antipiretici non si riesce. Ricordiamoci che le spugnature non devono mai essere fatte con acqua troppo fredda o con l’alcool perché è fondamentale che la temperatura corporea non venga abbassata troppo rapidamente per evitare un meccanismo di rebound (rimbalzo). Inoltre, l’utilizzo di sostanze chimiche quali l’alcool può esporre il bambino a problemi di intossicazione a causa dell’assorbimento transcutaneo.
Molto importante è anche bere molto perché con la febbre perdiamo molto liquidi che devono essere reintegrati nell’organismo: si possono somministrare anche soluzioni zuccherate, per evitare forme di ipoglicemia o di acetone legate all’inappetenza tipica della malattia.
Anche i “rimedi della nonna“ possono aiutare a migliorare i sintomi: il miele come calmante della tosse, ed esempio, o i fumenti con camomilla ed eucalipto. La regola fondamentale rimane quella di munirsi di tanta pazienza e una fase di convalescenza adeguata. La febbre può durare anche fino a 5 giorni ed essere sempre elevata, quindi non bisogna spaventarsi.
Ricordiamoci, però, che è sempre necessario far visitare il malato per essere sicuri della diagnosi (potrebbe essere un’altra malattia invece dell’influenza!) e per escludere che vi sia una sovrapposizione batterica con conseguente necessità di intraprendere una terapia antibiotica. La valutazione medica deve essere tempestiva soprattutto se parliamo di bambini o di anziani con febbre elevata.

Il profilo della dott.ssa Sabbioni del Policentro Pediatrico di Milano