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Genitori e social network: quando pubblicare le foto dei figli può essere un problema

da Nov 17, 2017

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Il Tribunale di Mantova ha accolto la richiesta di un papà separato, contrario al fatto che l’ex moglie pubblicasse sui social network le foto dei figli. Questa sentenza si inserisce in una questione molto più ampia: ne abbiamo parlato con l’avv. Giorgio Battaglini.

Bambini e social network: la scorsa settimana per la prima volta un Tribunale, quello di Mantova, si è espresso sulla delicata questione della pubblicazione delle foto dei minori in Rete, rispondendo ad un padre separato che chiedeva che l’ex moglie rimuovesse dai propri profili gli scatti dei figli. L’ordinanza, che ha stabilito che per postare le foto dei bimbi debba sussistere il consenso di entrambi i genitori, ha acceso i riflettori su una tematica spesso sottovalutata ma che riguarda tutte le mamme e i papà (ma anche zii, nonni, ecc.), sulla quale anche noi vogliamo provare a fare chiarezza con l’aiuto di Giorgio Battaglini, avvocato cassazionista di Venezia ed esperto di diritto dell’informatica, di information technology e di privacy.

La sentenza del Tribunale di Mantova è stata definita “storica”, perché?
Forse definirla storica è eccesivo, ma è certamente un provvedimento importante perché affronta, per la prima volta, una particolare problematica legata all’uso disinvolto e spensierato dei social network da parte di genitori in relazione a dati personali – informazioni e soprattutto foto – relativi ai propri figli minori. Il provvedimento ha quindi posto l’attenzione su un fenomeno, più sociale che giuridico, che coinvolge davvero la maggior parte della popolazione.

Essa riguarda nello specifico il caso di due genitori separati: il duplice consenso alla pubblicazione delle foto di minori sui social network è estendibile anche alle coppie di genitori non separate?
Seguendo il ragionamento del Tribunale si direbbe proprio di sì, posto che questa debba essere certamente considerata una “questione di particolare importanza” sulla quale entrambi i genitori – esercenti la cosiddetta responsabilità genitoriale – devono essere d’accordo. Il Tribunale va anche oltre: specifica chiaramente che, al di là del consenso dei genitori, la diffusione delle foto dei minori è una pratica da evitare perché potenzialmente lesiva di una pluralità di diritti del minore, dal diritto all’immagine, di cui all’articolo 10 del Codice Civile, alla riservatezza dello stesso prevista dal Codice Privacy, al diritto alla non ingerenza arbitraria nella vita privata del minore, previsto dalla Convenzione di New York del 1989 ed infine anche dal nuovo Regolamento Europeo sulla privacy, che entrerà in vigore a fine maggio 2018.

Il duplice consenso può fungere da deterrente: qual è l’obiettivo ultimo del Tribunale attraverso questa ordinanza?
In questo caso l’obiettivo del giudice era quello di dirimere un conflitto tra genitori, ma la massima che si può estrapolare dal provvedimento è invece richiamabile anche in casi simili e si può sintetizzare così: la diffusione di dati personali relativi a figli minori, essendo una condotta potenzialmente dannosa per loro, deve essere condivisa da entrambi i genitori.

Vi sono altri paesi, in Europa e nel mondo, ai quali si può guardare come esempio per la regolamentazione della questione delle foto dei minori nel web?
Si può guardare ad esempio alla Francia, dove nella normativa in tema di privacy approvata lo scorso anno si dichiara espressamente che sussiste una responsabilità dei genitori nei confronti dell’immagine dei propri figli. Ciò significa che i genitori potrebbero essere pure chiamati a risarcire il danno al minore stesso.

In concreto, quali possono essere i rischi? Di cosa bisogna essere consapevoli?
Bisogna essere consapevoli che pubblicare una foto o un altro dato personale in internet significa perdere il potere di controllarne la futura circolazione e che, molto probabilmente, non sarà più possibile rimuoverlo con certezza e in modo definitivo dalla Rete, specie se di contenuto sensibile. È necessario essere coscienti che la Rete non è solo una meravigliosa risorsa ma, al pari del mondo reale, può nascondere lati oscuri e molto pericolosi. Bisogna conoscere bene e saper usare correttamente i mezzi tecnologici per evitare in futuro brutte sorprese. I rischi evidenziati dal Garante della Privacy nel documento dello scorso anno e richiamati dal Tribunale di Mantova nel provvedimento in esame ne sono certamente un buon esempio.

Spesso i genitori pubblicano le foto dei figli per aggiornare amici e parenti sulla crescita dei bambini, immortalare i piccoli progressi, ecc.: è un atteggiamento che va assolutamente evitato o bastano alcune accortezze per tutelarli?
Il mio parere è che andrebbe per quanto possibile evitato. Vi sono altre modalità telematiche utili al caso: non è necessario diffondere foto e video pubblicandoli in internet, permettendo così un accesso indiscriminato ai dati. Si può in alternativa condividerle su altre piattaforme, meglio se personali, limitando l’accesso solo agli amici e parenti selezionati. Insomma, non lasceremmo mai le nostre foto, anche le più personali, appese sotto casa per farle vedere ad amici e parenti, perché dovremmo allora farlo in Rete, dove i rischi sono molto più gravi e l’esposizione infinitamente maggiore?

Ilaria Tonetto

Ilaria Tonetto

laria Tonetto è una giornalista pubblicista e un’esperta nella comunicazione di progetti culturali e di promozione territoriale, dal 2007 dirige l’agenzia trevigiana Koiné Comunicazione. Se ne intende di luoghi, ma anche di bambini: la maggior parte delle sue avventure nell’ultimo decennio le ha condivise con le figlie, di 12 e 8 anni, potendo sperimentare personalmente tutte le modalità di “viaggio con la famiglia”. È una delle firme storiche di Kidpass.it, per il quale si occupa di raccontare gli itinerari di viaggio con i più piccoli in Italia, mixando l’esperienza di giornalista e lo spirito di sopravvivenza di mamma, e di selezionare e segnalare appuntamenti con l’arte per tutte le età.

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