In vista delle elezioni politiche 4 marzo abbiamo guardato i programmi elettorali dei partiti e delle coalizioni per vedere che misure sono previste a favore delle famiglie. Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo ad andare sul sito del ministero dell’Interno.

Il voto è alle porte e le principali forze politiche stanno tentando di rilanciare, attraverso slogan e promesse, specifiche proposte “ad effetto” su tematiche ritenute di interesse per gli italiani. Un tema che coinvolge noi di Kid Pass è, ovviamente, la famiglia: che spazio ha in questa campagna elettorale?

Dagli asili nido e i servizi per l’infanzia, alle misure per l’incentivazione di congedi e flessibilità nell’orario di lavoro per mamme e papà, agli interventi fiscali a favore delle famiglie… abbiamo tentato di fare il punto sui programmi proposti dai vari schieramenti, in un paese come l’Italia in cui la bassa natalità rappresenta una grossa criticità, è sconfortante la discesa della curva demografica e i servizi sociali paiono insufficienti a rispondere alle esigenze di chi una famiglia ha deciso di farla. Lo abbiamo fatto analizzando, da destra a sinistra, come – e soprattutto se – i partiti intendano migliorare la situazione.

La prima premessa: Jobs Act e conciliazione famiglia-lavoro

Già con l’introduzione del Jobs Act nel 2015 si era parlato di provvedimenti che riguardavano le mamme e i papà che lavorano. Telelavoro, o lavoro agile, congedo familiare, una speciale tutela per le madri ammalate e i parti prematuri: le cosiddette “misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, contenute nel testo, già allora necessitavano di un coordinamento più chiaro. Ad esempio sul congedo di paternità obbligatorio per i papà introdotto ancora dal governo Monti, o sugli sconti sul pagamento della babysitter per chi rinuncia ai congedi parentali e via dicendo. L’ultimo provvedimento degno di nota è stato approvato lo scorso anno con la legge 81/2017 divisa in due tronconi: il cosiddetto Jobs Act dei lavoratori autonomi, e il quadro normativo entro il quale stipulare gli accordi di lavoro agile (smart working) fra datore di lavoro e dipendenti. Nei programmi elettorali 2018 esaminati non tutte le forze politiche approfondiscono il tema. Ma la conciliazione, per non rimanere solamente uno slogan, ha bisogno di concretezza.

La seconda premessa: il quadro demografico

Il nostro non è un Paese per giovani: a confermarlo sono i dati dell’annuario statistico Istat secondo i quali, nel 2016, in Italia sono nati 473.438 bambini (di cui 373.075 da coppie con entrambi i genitori italiani), oltre 12mila in meno rispetto al 2015. Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100mila unità. Ciò avviene – scrive l’Istat – fondamentalmente per due fattori: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli. Se ci si concentriamo sul tasso di disoccupazione femminile (la quota di persone in età lavorativa che cerca un impiego), il valore riferito alle donne è sceso a giugno di quest’anno al 12% in Italia. Buon segno? All’apparenza sì. Ma se guardiamo i dati in prospettiva europea dobbiamo ricrederci: quello italiano resta ancora il dato peggiore dopo Spagna e Grecia. Il motivo? Sembrerebbe essere proprio il difficile rapporto famiglia-lavoro: proprio nel 2016, secondo i dati dell’Ispettorato del lavoro, sono state 30mila le donne che hanno dato le dimissioni in occasione della maternità. Del resto, secondo l’Istat in Italia ci sono 22,5 posti in asilo nido ogni 100 bambini tra 0 e 3 anni, ben al di sotto dei 33 posti indicati come obiettivo strategico dall’Unione europea.

Le proposte dei partiti per le elezioni 2018 sul tema famiglie

Dopo queste necessarie premesse, riportiamo i punti salienti rintracciati nei programmi delle quattro principali coalizioni: Centrosinistra, Centrodestra, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali.

Centrosinistra

La prima misura che si legge nel programma è un assegno mensile per ciascun figlio. Citando testualmente: Sarà graduale sulla base dell’età dei figli, ingloberà le precedenti detrazioni, avrà dei limiti di reddito. […] L’investimento economico vale circa mezzo punto di Pil all’anno. Un altro progetto, si legge, è una “carta universale” dei servizi di cura che permetterà di coprire i costi di asili e babysitter per chi ne ha bisogno (ovvero 400ßeuro; al mese per i primi tre anni da spendere per asilo, servizi di cura, babysitter). Tra gli altri punti citati: il piano nazionale di asili nido da 100 milioni di euro l’anno per tutta la legislatura; la creazione di speciali forme di aiuto, specie abitative, per i padri separati, la modifica della legge sulle adozioni nazionali. Sulla conciliazione la coalizione vuole rendere obbligatoria la concessione del lavoro agile per la fase di rientro al lavoro dopo la maternità ed estendere a 10 giorni il congedo obbligatorio per i padri.

Centrodestra

Più sostegno alle famiglie al fine di sostenere la natalità e le pari opportunità: è questo lo slogan che unisce le forze della coalizione di centrodestra che convergono su tre proposte principali (che vengono poi declinate nei programmi elettorali di ogni singolo partito):

– la proposta del quoziente famigliare che prevede consistenti assegni famigliari, più che proporzionali al numero dei figli;

– la gratuità nell’accesso ai nidi;

– la tutela del lavoro delle giovani madri, con un riconoscimento pensionistico.

Movimento 5 stelle

Nel programma dei grillini si parla di un investimento di 17 miliardi per aiutare le famiglie con figli; applicazione del modello francese, rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter; introduzione Iva agevolata per prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età; innalzamento importo detraibile per assunzione di colf e badanti. Non ci sono riferimenti alle normative relative ai congedi e alla flessibilità lavorativa.

Liberi e Uguali

Liberi e Uguali parla non di “famiglia” ma di “famiglie” e, pur non riportando nel programma una parte dedicata prettamente a questo tema, traccia nei seguenti punti le sue proposte: riunire le detrazioni per carichi familiari con gli assegni familiari in uno strumento unico di sostegno alle famiglie da estendere anche ai lavoratori autonomi e a incapienti. In secondo luogo, moltiplicare l’offerta dei servizi di asilo nido e rendere universale la scuola dell’infanzia, per permettere a tutti i bambini in fascia di età 0-3 di accedervi. Per quanto riguarda congedi e flessibilità di orario, Liberi e Uguali non ha avanzato alcuna proposta migliorativa delle attuali leggi.

Un ultimo consiglio

I programmi sono consultabili all’interno del sito del ministero dell’Interno, che ha una sezione interamente dedicata alle elezioni. Se avete voglia di cercare autonomamente le tematiche che vi stanno a cuore, vi consigliamo anche di consultare il sito “Politicamente corretto“: si tratta di un progetto nato da pochissimo, in seguito a un’esperienza di hacking civico, e che consente di interrogare tutti i programmi, facendo una ricerca per parole chiave. All’interno si trova anche una raccolta e un monitoraggio delle promesse dei politici. Per la serie: Scripta manent.