Dire no ai bambini, il valore educativo dei no: è importante parlare con i figli senza dire di “no” in modo diretto, per educare i bambini alla positività. Nell’essere genitori non è facile mantenere l’equilibrio nel crescere figli con integrità e prepararli anche alla vita nella dura realtà. I bambini apprendono anche in base al linguaggio usato dai genitori nella vita quotidiana, per cui è fondamentale prestare attenzione per renderlo positivo.

Dire no ai bambini apre ad altre opportunità

L’adozione di questo approccio del dire di “no” in modo indiretto serve per far capire ai bambini non solo che la parola “no” limita, ma che apre la mente alle altre opportunità.  Infatti, grazie a questa visione, i bambini riescono ad ascoltare meglio, a crescere più assertivi con alta autostima, e non tendono a ribellarsi davanti ad un limite percepito di cui ancora non comprendono il valore educativo.

La percezione del linguaggio nel cervello di un bambino

Grazie alle scienze come la linguistica, abbiamo capito che la percezione della frase varia a seconda dell’età. Gli adulti spesso non ascoltano ogni singola parola che viene detta, ma si concentrano su l’intento della frase detta. Nel caso di bambini piccoli invece, funziona diversamente: quando aggiungiamo il linguaggio negativo non necessario, costringiamo i figli ad elaborare la sintassi della frase almeno due volte.

Fondamentali sono anche le indicazioni chiare riguardanti i suggerimenti su cosa fare. Ora, vi chiedo di NON pensare ad alcun tipo di alimento.  Ci sono molte altre cose a cui potreste pensare, ma è più difficile “non pensare al cibo” piuttosto che farlo quando vi chiedo di “pensare ad un animale”. Infatti, il cervello deve fare più lavoro per trovare le alternative a quello che gli verrebbe da fare in modo automatico, e se riesce a farlo è grazie alle parti frontali, quelli che nei bambini piccoli devono ancora svilupparsi bene. Per questo motivo, il bambino posto davanti ad un “non farlo”, potrebbe essere incerto sul cosa fare in alternativa. Quindi, perché non adottare un sistema che aiuti ai vostri figli ad ascoltarvi meglio?

Esempi pratici del linguaggio positivo

Non sarà facile abbandonare le vecchie abitudini della comunicazione negativa, ma grazie alla pratica è possibile farlo. Per esempio, se il bambino viene a parlarci mentre siamo occupati, al posto di “non disturbarmi” o “non posso parlare adesso”, possiamo dire “in questo momento devo finire questa cosa importante, tra poco mi libero e parleremo”. In questo modo il bambino sentirà il fatto che abbiamo qualcosa di urgente da fare, ma tra poco saremo a sua disposizione, e non sentirà che ci disturba o che non si merita il nostro tempo per parlare. La sua autostima crescerà, imparerà ad essere assertivo per il futuro e vi ascolterà meglio. Gli altri esempi simili potrebbero essere:

avvicinati a me” o “allontanati dalla strada perché è pericoloso!” al posto di “non andare vicino alla strada!

scegli un’altra parola” al posto di “non dire parolacce!

usa gli argomenti e non le mani” al posto di “non picchiare!

invece di comprare questo, perché non…?” al posto di “non te lo compro!

capisco che ti senti triste, è successo così perché…” al posto di “basta, non fare scenate

questo è per…, puoi giocare con…?” al posto di “questo non è tuo!

magari giochiamo dopo” al posto di “non possiamo giocare adesso

Dott.ssa Iwetta Musial, neuropsicologia

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