Lo scorso anno scolastico il Telefono Azzurro ha trattato un caso al giorno di bullismo o cyberbullismo, che hanno coinvolto bambini anche di 5 anni.

Il preoccupante dossier diffuso negli scorsi giorni da Telefono Azzurro, associazione impegnata da quasi trent’anni nella tutela di bambini e adolescenti, ci dà un’idea di quanto il fenomeno del bullismo sia presente e di come, con l’avvento del web, si stia evolvendo nella forma. Ci siamo già occupati dei pericoli che i nostri figli possono incontrare in rete e degli strumenti e misure che possiamo adottare per un utilizzo consapevole del web: bambini e adolescenti nascono e crescono ogni giorno in un mondo sempre più connesso, sempre più digitale. Ma se da un lato questa digitalizzazione porta indiscussi vantaggi nella vita quotidiana di tutti noi, dall’altro lato vediamo farsi avanti nuove minacce: aggressività ostentata, violazione della privacy, abbondanza di contenuti non appropriati al pubblico dei più giovani e, nonostante ciò, di facile accesso.

Il dossier

Secondo l’Unesco, si precisa nel dossier, uno studente è vittima di bullismo quando subisce, in maniera intenzionale e ripetuta nel tempo, comportamenti aggressivi mirati a provocargli danni e sofferenze, fisicamente e/o psicologicamente (vittimizzazione), attraverso contatti fisici inadeguati, violenza verbale, aggressioni o manipolazione psicologica. La condivisione attraverso la rete di questi comportamenti aggressivi non fa altro che amplificare la sofferenza, facendo del cyberbullismo una forma ancor più crudele del bullismo stesso.
Il centralino del Telefono Azzurro durante lo scorso anno scolastico è stato contattato 270 volte per casi di bullismo, quasi uno al giorno: il cyberbullismo rappresenta il 10% di queste, con segnalazioni principalmente dal Nord Italia (56,5%). Le vittime sono prevalentemente preadolescenti e adolescenti, quindi studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. E gli ambienti più pericolosi sono le scuole come luogo fisico e il luogo “immateriale“ della Rete.

I segnali

Un bambino o ragazzo vittima di bullismo manifesta segnali di disagio che è importante riconoscere. Spiega il dossier: Tra le caratteristiche che possono portare ad una maggiore vulnerabilità si evidenziano le difficoltà di apprendimento e l’ansia da prestazione, oltre alle difficoltà relazionali con coetanei. Solitudine e bassa autostima contribuiscono poi all’isolamento, fino all’abbandono del luogo in cui generalmente queste prevaricazioni avvengono: la scuola. I risvolti più preoccupanti si leggono però in questi numeri, che confermano i tristi fatti di cronaca: Il 30% delle vittime di bullismo mette in atto comportamenti di autolesionismo, mentre il 10% avrebbe pensato o tentato il suicidio. Se invece guardiamo ai bulli, questi ultimi hanno una maggiore probabilità di sviluppare comportamenti devianti o delinquenziali. Al di là delle attività di formazione e prevenzione che l’associazionismo, proprio come il Telefono Azzurro, può proporre e mettere in pratica, il coinvolgimento degli adulti gioca un ruolo importante nella lotta al bullismo, adulti che sono chiamati a imparare a riconoscere le nuove vesti sotto cui si presenta questa piaga.