Benvenuti in Toscana! Con questo articolo vogliamo parlarvi di alcune attrazioni della regione con un comune denominatore: cosa vedere e cosa fare per vivere scoperta, arte e cultura a misura di bambino. Ci riferiamo non solo ad attività strutturate, ma anche semplicemente all’immersione in luoghi che per la loro forza evocativa lasciano nei più piccoli un’impronta. Tante piccole impronte, una dopo l’altra, per giocare, imparare, diventare grandi.

Il Parco di Pinocchio a Collodi

Introduzione

Pensate a parchi divertimento che ci regalano adrenalina pura? Ecco, niente di tutto questo. A Collodi le emozioni che si scatenano sono altre, e non solo nei bambini. Iniziamo il racconto: “C’era una volta…” “Un re! diranno subito i miei piccoli lettori”. “No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno…”

Questo è l’incipit del libro non religioso più venduto in tutto il mondo, tradotto in 240 lingue, e in questo luogo l’autore del libro, Carlo Lorenzini, nome d’arte Collodi, trascorse la sua infanzia e probabilmente trovò gran parte dell’ispirazione. Ecco, visitare il Parco di Pinocchio, ma anche il piccolo delizioso borgo che lo racchiude, è un po’ entrare di soppiatto e respirare la magia di una storia scritta centoquaranta anni fa. Una storia che, se non lo avete già fatto, vi consigliamo di leggere (o far leggere) ai vostri bambini.

Visita

Godetevi la piazzetta dei mosaici, dove sono condensate per immagini le avventure di Pinocchio. Qui l’iconografia riacquista la sua antica funzione: raccontare una storia senza l’uso delle parole.

Collodi mosaici
Assistete allo spettacolo dei burattini, giocate al gioco dell’oca, perdetevi nel labirinto.
Seguite gli animatori e gli educatori, che propongono giochi e attività di riciclo. Fatevi ingoiare dal gigantesco pesce cane, tanto sapete già come va a finire… verrete risputati sani e salvi.

E infine capitolate anche voi, come Pinocchio nel capitolo 31, ed entrate nel paese dei Balocchi.
«Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.»
Scommettiamo il Paese della Cuccagna non dispiacerà affatto ai vostri bambini?

collodi pinocchio va in giostra
Lo spirito giusto quindi per apprezzare questo parco non è aspettarsi giostre super moderne, ma godere proprio dell’aspetto vintage che il luogo ha mantenuto negli anni e che lo rende unico.
Compreso nel prezzo del biglietto il Parco avventura, l’ingresso allo Storico Giardino di Villa Garzoni e la Casa delle Farfalle.

Giardino Tarocchi a Capalbio

Introduzione

Un pezzetto di Barcellona nel cuore se lo portano via tutti, visitando Parc Güell, ma a Niki de Saint Phalle, che vi entra per la prima volta nel 1955, questo non basta.
Artista innovativa e ribelle, diventa famosa negli anni Sessanta perché, assieme ad altri visionari contemporanei, dà vita a performance art molto potenti (avete presente Marina Abramović? Ecco, è solo una discepola).
Dopo il viaggio a Barcellona, il grande architetto catalano Antoni Gaudí diventa (senza saperlo, buonanima!) suo maestro, guida e ispiratore. La sua grande ossessione.
Da quel viaggio, infatti, Niki inizia a vagheggiare un proprio giardino di sculture, ispirato ai tarocchi e realizzato con materiali ed oggetti di diversa natura: vetro, acciaio, porcellana, poliestere, il tutto fasciato da una calda coperta di trencadis multicolore.
Su una collina di Garavicchio, nel comune di Capalbio, questo sogno diventa realtà grazie alla donazione di un terreno e a una nutrita schiera di collaboratori. Assieme per diciassette anni supportano il progetto e trasformano il boschetto di ulivi in una fucina artistica.
Primo tra tutti Jean Tinguely, suo marito, che si occupa solitamente dello scheletro delle sculture: realizza l’armatura in acciaio, su cui ricama diligentemente un reticolo in fil di ferro. Infine, con una pompa, spara sopra il cemento. È il turno di Niki, che aiutata dal resto del team, riveste di mosaico la nuda scultura.

Visita

L’ingresso al Giardino, fatto realizzare su progetto dell’architetto ticinese Mario Botta, ha la funzione di separare la realtà (fuori) dal sogno (dentro).
Allora entriamo, che sogno sia! Varcato l’accesso, ci troviamo immersi in un mondo fantastico, abitato da creature esoteriche: attenti, le sculture in questo luogo prendono vita!

Capalbio giardino tarocchi
La Papessa, subito sotto al Mago, alimenta una grande fontana, che si trova al centro della piazza centrale immersa nel verde.
Attorno, a raggera, le altre creature, tra cui l’imperatrice, superba come una sfinge, casa e atelier di Niki e Jean per ben sette anni. Lo spazio, interamente rivestito di frammenti di specchi, è composto da una camera da letto, un soggiorno, una cucina ed un bagno.
Pensieri, ricordi, disegni, messaggi di speranza accompagnano adulti e bambini pieni di stupore, in questo viaggio del corpo e dell’anima: “Se la vita è un gioco di carte, noi nasciamo senza conoscere le regole”.

Mus.e, ex Museo dei Ragazzi a Firenze

L’associazione Mus.e nasce con una missione speciale: trovare modi alternativi e divertenti per avvicinare bambini e ragazzi al mondo dell’arte.
Per questo ha predisposto una serie di attività, laboratori, visite guidate, grandi e piccoli eventi appositamente pensati per un target giovane. Non si tratta quindi un singolo museo, ma di una rete di attività, divise per classi di età, che forniscono ai piccoli visitatori gli strumenti per entrare nel meraviglioso mondo dell’arte (antica e moderna). Oggi queste attività sono in parte ridimensionate a causa del Covid-19, ma ad esempio, tra i percorsi possibili, c’è quello di Palazzo vecchio, cuore di Firenze e simbolo della storia della città. Nel Cinquecento era la residenza del duca Cosimo I de Medici, di sua moglie Eleonora de Toledo e dei loro undici figli. Passeggiando tra le sontuose sale i piccoli visitatori, accompagnati da personaggi in costume, potranno ammirarne lo splendore. Il racconto delle guide speciali li aiuterà ad immergersi nella vita di corte dei piccoli principi.

Muse Firenze bambini

L’impegno di Mus.e non si è limitato alla realizzazione di laboratori all’interno dei principali musei di Firenze. Fino al 2019 ha organizzato un festival dedicato ai piccolissimi, ai ragazzi e alle loro famiglie, ma sopratutto, in collaborazione con il Comune e l’Istituto degli Innocenti ha realizzato la bellissima guida e mappa “Firenze For Families“, che potrete ritirare gratuitamente in tutti gli info point della città.

Museo Leonardiano a Vinci

Introduzione

Siamo a Vinci, in provincia di Firenze, piccolo borgo medioevale costruito attorno al Castello dei Conti Guidi. Tra queste ridenti colline, nasce il figlio illegittimo di un nobile e una popolana, uno dei più grandi uomini di scienza di tutti i tempi e che tutto il mondo ci invidia: Leonardo.
Il museo Leonardiano è un museo diffuso, articolato su tre diverse strutture: le prime due, in paese, sono dedicate a Leonardo pittore, inventore, scienziato, ingegnere; la terza è la sua abitazione natale, nella frazione di Anchiano, a circa tre chilometri fuori dal borgo: i più sportivi potranno raggiungerla a piedi, con una gradevolissima passeggiata tra gli ulivi toscani.

La visita

La visita inizia nella Palazzina Uzielli, con le sale dedicate alle macchine da cantiere, alla tecnologia tessile, agli orologi meccanici e agli studi di anatomia. I modellini sono arricchiti con immagini tratte da dipinti e manoscritti d’epoca, mentre ricostruzioni digitali aiutano il visitatore a comprenderne meglio il funzionamento.

Il Castello dei Conti Guidi accoglie la seconda sede del percorso espositivo. Al piano terreno si trovano le sezioni dedicate all’architettura, all’ingegneria civile e a quella delle macchine da guerra, con gli studi di Leonardo sulle tecniche di fusione delle artiglierie. Nella sezione del volo sono esposti i modelli più noti della meccanica leonardiana.

museo leonardiano a vinci
Si giunge poi alla sala della bicicletta, che ospita anche il modello del carro semovente, un automa meccanico considerato l’antenato della moderna automobile. La sala delle acque presenta gli studi sul moto nell’acqua con focus sulla navigazione fluviale.
Nella Casa Natale, la narrazione diventa audio-visiva. Leonardo si racconta avvalendosi della moderna tecnologia tridimensionale: un ologramma a grandezza naturale, dà corpo e voce al grande scienziato.

Nella casa colonica adiacente campeggia la riproduzione digitale in scala 1:2 di uno più incredibili capolavori della storia dell’arte, che è anche tra i più fragili: L’Ultima Cena. L’applicazione multimediale permette di esplorare l’opera e attivare vari percorsi tematici, come quello iconografico, storico artistico, o quello dedicato al restauro.

Parco Archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima

Introduzione

L’estrazione dei metalli (rame e piombo argentifero) in questi luoghi è iniziata già in epoca etrusca, ed è proseguita nel corso dei millenni levigando il profilo del territorio e delle persone.
Negli anni Settanta gran parte delle miniere della Toscana vengono chiuse, perché poco produttive, specialmente se paragonate con altre zone di estrazione. Nella zona di San Silvestro, grazie anche al restauro e alla volontà di valorizzare la Rocca di San Silvestro e i suoi dintorni, è nato il Parco Archeominerario, che rinnova la memoria dei minatori e allo stesso tempo permette di scoprire un contesto naturale e antropico di grande interesse.

La visita

Dopo aver fatto il biglietto, con contestuale visita al Museo dell’Archeologia e dei Minerali, accompagnati da una guida del parco si accede alla Miniera del Temperino.
Si tratta di un lungo corridoio minerario (visitabile per circa 360 metri con caschetto protettivo) in gran parte scavato nell’Ottocento, che in alcuni punti capta scavi molto più antichi. Scopriamo infatti che gli Etruschi nel I secolo a.C. riuscirono a spingersi a profondità incredibili per il tempo.

Parco Archeominerario di San Silvestro

Si procede alla scoperta delle tecniche di avanzamento usate dai minatori nelle diverse epoche storiche, fino ai giorni nostri.
Uscendo dalla Miniera si sale verso l’area di Pozzo Earle, l’unico superstite dei cinque pozzi di estrazione mineraria che si trovavano nell’area. Qui il Museo delle Macchine Minerarie e il Museo dei Minatori raccontano a grandi e bambini l’impiego dei macchinari nelle ultime fasi di attività.

Una delle principali attrazioni per le famiglie nel Parco Archeominerario di San Silvestro è la visita alla seconda miniera, la Galleria Lanzi-Temperino, che si svolge a bordo del caratteristico trenino minerario.
Saliti a bordo, il simpatico mezzo si insinua nelle viscere della terra e ripercorre l’originale tragitto dei vagoncini contenenti i minerali.

Parco Archeominerario di San Silvestro

Alzando lo sguardo, si stagliano le vestigia del castello medievale di Rocca San Silvestro. E a questo punto, se siete amanti del trekking, non resisterete (con buona pace dei pigri bambini) e vorrete raggiungere a tutti i costi la cima. La Rocca, intorno alla quale ruotava tutto l’indotto dell’estrazione mineraria già dall’anno Mille, domina le aree dei giacimenti minerari fino al mare. Tutto intorno al castello si abbarbica il villaggio medievale dei minatori, abbandonato nel 1300.

Mi raccomando, per la visita alle miniere scarpe chiuse e adeguato abbigliamento (temperatura 14°)!

Museo d’arte per bambini a Siena

Introduzione

Antica struttura ospedaliera di origine medievale, il complesso di Santa Maria della Scala offre ai pellegrini odierni un’ampia varietà di itinerari di visita. Inoltre è una tra le realtà museali in Italia che si occupa continuativamente di nuovi approcci didattici tra bambini e arte. I piccoli visitatori vengono allenati a esaminare l’arte con occhio critico, a decifrarne gli insegnamenti e i valori.

Visita

Il Museo presenta una piccola sezione permanente, che conserva opere di scultura, pittura, illustrazione, video e cinema. Ma la parte interessante sono le attività laboratoriali, per scuole e per famiglie. (Temporaneamente sospese causa Covid-19, vi consigliamo di verificare sul sito le prossime aperture).

Ad esempio, ci sono i laboratori legati alla complessità storica e funzionale dell’antico hospitale. Diversamente dal servizio che offrono oggi gli ospedali, quelli medioevali fungevano da rifugio e ristoro per i pellegrini diretti a Roma. I bambini scopriranno chi erano i pellegrini, attraverso un buffo personaggio, Falco il Pellegrino.

Oppure scopriranno gli animali fantastici del Medioevo con la visita allo “zoo archeologico”. Queste e tante altre proposte per avvicinarsi all’arte a piccoli passi.  Per diventare grandi, più consapevoli e rispettosi del meraviglioso Patrimonio Culturale di cui saranno futuri custodi.

Museo d’arte per bambini a Santa Maria della Scala

 

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