Nel comune di Fumane, nella Valpolicella, si trova il Riparo Solinas, attualmente noto come Grotta di Fumane: un insolito museo considerato uno dei siti più importanti d’Europa. La nostra reporter Katia è andata a visitarla con i suoi due bambini, affascinati dalla preistoria.

La preistoria affascina tutti i bambini e anche i miei non sono mai stati indifferenti al fascino che questo periodo emana, ma Edoardo, 6 anni, ne ha una vera e propria passione e grazie a lui e per vivacizzare il percorso scolastico del fratello Ludovico, 10 anni, quest’anno abbiamo visitato diversi luoghi preistorici come la Valcamonica e la grotta di Neanderthal a Kaprina in Croazia; perciò quando abbiamo saputo che a Fumane era possibile passare un pomeriggio accompagnati da un VERO archeologo a toccare dei VERI reperti non ci siamo fatti sfuggire l’occasione.

La nostra visita alla Grotta di Fumane

La grotta di fumane si trova nei Monti Lessini vicinissima a Verona e raggiungibile molto agevolmente; per noi uomini moderni la grotta è stata scoperta solo recentemente negli anni 60, ma i nostri antenati preistorici la conoscevano e abitavano già 100.000 anni fa e vista la sua strategica posizione hanno continuato ad abitarla a lungo lasciandoci un tesoro di manufatti litici, ossa, conchiglie, resti di focolare e di abitato e decorazioni in ocra rossa.

Arrivati alla grotta io e mio marito che l’avevamo visitata anni fa quando era agli inizi della sua apertura al pubblico, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal cambiamento che il luogo ha avuto; oggi ci accoglie un moderno edificio pensato per la didattica, per le scuole e per le famiglie.

All’interno della Grotta

Qui incontriamo Eva una giovane e appassionata archeologa a cui brillano gli occhi quando parla dei reperti che via via ci mostra. Eva prende per mano Ludovico ed Edoardo e ci conduce all’interno della grotta che non è un museo, ma un vero e proprio luogo di scavo dove giovani come lei ogni estate scavano e cercano reperti che poi studieranno duranti i mesi invernali all’Università di Ferrara. Eva racconta con semplicità, ma anche con rigore scientifico come lavora l’archeologo, mostra ai bimbi gli strati esplorati e quelli da esplorare, fa toccare con mano i reperti ,stimolando la loro partecipazione con domande e storie coinvolgenti.

Inutile dire che i bambini erano rapiti dai racconti tanto che il tempo è volato, un pomeriggio è sembrato un attimo e il fascino antico di questo luogo ci ha reso davvero difficile dover terminare il nostro salto nel passato, ma scoprire che a Fumane spesso vengono organizzate attività super stimolanti per i bambini ha convinto Edoardo a tornare a casa, ma non prima di aver salutato Eva con un sonoro: “Torno Presto”.