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Violenza di genere: come parlarne ai bambini? Ce lo spiega Cristina Portolano

da Giu 12, 2026Bambini e digitale, Libri per bambini, Psicologia per bambini

Cristina Portolano _ Violenza di Genere come parlarne ai bambini
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Riassunto

Violenza di genere: come parlarne ai bambini? Cristina Portolano, l’illustratrice e autrice della rubrica “Un momento imbarazzante” su Internazionale Kids riconosce nei graphic novel uno strumento potente per confrontarci con i più giovani su temi difficili eppure vicini alla loro quotidianità.

Incontriamo Cristina Portolano nel corso di Mirror/Error, un evento itinerante che attraversa l’Italia per sensibilizzare la Gen Z sul tema della violenza di genere digitale, che ha fatto tappa al Centro Commerciale Panorama di Villorba (Treviso): in questo contesto l’illustratrice ha il compito di imprimere sulle vetrine dei negozi, con il suo inconfondibile stile, volti e messaggi che invitino a riflettere ma anche a non sentirsi soli, e di avviare un confronto con bambini e ragazzi attraverso i laboratori a tema.

Libri di Cristina Portolano: arte, fumetto e laboratori per parlare ai più giovani

Per Cristina non è un impegno insolito: nei suoi lavori, infatti, affronta sempre storie di vita vera, trattando senza giri di parole anche gli argomenti più delicati e scomodi con cui i giovanissimi si confrontano nella loro quotidianità. “Dopo la pubblicazione del mio primo graphic novel, “Quasi signorina” (Topipittori, 2016), e il grande successo che il libro ha ottenuto, – spiega – mi sono resa conto che i più giovani hanno bisogno di storie vere, che parlino della vita reale, delle difficoltà e dei problemi in cui tutti inciampiamo. Temi che ho affrontato anche nelle pubblicazioni successive (come “Non so chi sei”, Rizzoli Lizard 2017, e “Io sono mare”, che fa parte del progetto “Dalla parte delle bambine”, Canicola Edizioni 2018) e che tratto ogni mese su Internazionale Kids, nella rubrica “Un momento imbarazzante”. Tra questi, l’attenzione per l’universo delle bambine e delle ragazze è una costante: è l’argomento centrale in “Tettonica”, realizzato con Sofia Assiarelli e pubblicato da Feltrinelli nel 2022, rivolto ad un pubblico adolescente, ma anche nelle illustrazioni dei primi due volumi di “Storie della buonanotte per bambine ribelli” (Mondadori, 2017 – 2018), dedicati ai lettori più piccoli”.

Come affrontare temi difficili nei fumetti per bambini e ragazzi?

La scoperta di sé e della sessualità, i pregiudizi, la parità dei diritti: Cristina ha un approccio e un modo di affrontare questi argomenti che la contraddistinguono. “A volte – ci spiega – il messaggio è sottotraccia, altre volte è esplicito, e modulo il disegno mantenendo fede al mio stile, che è semplice e immediato. Non c’è un modo “giusto” per affrontare determinate tematiche, ma sicuramente c’è un modo “onesto”: costruisco un racconto reale, mi immergo nell’universo dei giovanissimi e racconto ciò che vivono tutti i giorni. Tra le pagine dei miei fumetti ragazze e ragazzi riconoscono il loro mondo e si sentono a proprio agio: questo mi permette di introdurre temi urgenti e catturare la loro attenzione. L’obiettivo però non è insegnare, ma spiegare loro qualcosa che già stanno vivendo”.

Cristina Portolano - Violenza di genere come parlarne ai bambini
Cristina Portolano - Violenza di genere come parlarne ai bambini

Violenza di genere digitale: come e perché parlarne con bambini e ragazzi?

Tra gli argomenti delicati ma necessari c’è anche la violenza di genere, in particolare quella digitale. “Fa parte della quotidianità di ragazze e ragazzi, lo evidenzia con chiarezza l’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes 2026, associazione con la quale collaboro per l’evento Mirror/Error. Nei miei libri è un argomento sempre presente, anche se a volte coesiste con altri, e nei laboratori che realizzo ne parlo in modo differente, a seconda di chi ho davanti: ai bambini più piccoli propongo disegni con messaggi visivi, ai più grandi sottopongo delle vignette da riempire con testi di loro invenzione, perché è importante offrire uno spazio nel quale potersi esprimere e iniziare a condividere”.

Personaggi diversi per dare voce a esperienze diverse

Questi messaggi sono affidati a personaggi che, come Cristina ci racconta, “sono ragazzi con caratteristiche diverse, dalla personalità sempre sfaccettata, perché penso che dar voce ad una pluralità di persone sia un dovere morale: così è più facile per i lettori immedesimarsi, sentirsi ingaggiati negli argomenti sviluppati nella storia e avviare una riflessione autonoma”.

Cristina Portolano: il dialogo con ragazze, ragazzi e genitori

Lettori con i quali l’illustratrice ha instaurato un dialogo costante, che la aiuta a comprendere e raccontare il loro universo. “Mi capita spesso di essere contattata dai ragazzi, ma anche dai genitori, e trovo questo scambio prezioso e necessario. Nei miei lavori cerco sempre di trasmettere l’idea che nessuno è solo nelle difficoltà: se dopo aver letto le mie storie qualcuno mi cerca per condividere le proprie impressioni, vuol dire che sono riuscita a entrare in connessione e a coinvolgerlo”, racconta.

Leggere e confrontarsi insieme a mamma e papà

“Tra i messaggi a cui sono più affezionata – prosegue – c’è quello di un papà, che mi contattò dopo l’uscita di “Quasi signorina”: mi ringraziava per aver trovato nel libro lo spunto e lo strumento per parlare con sua figlia di quel senso di oppressione, quello spavento che si prova di fronte all’idea di crescere, e mi chiedeva un consiglio su quando farlo leggere alla bambina, che allora aveva 10 anni. Ci ho riflettuto un po’ e alla fine l’ho invitato a non aspettare e a leggerlo insieme: condividere la lettura e il confronto con il papà mi sembrava un’ottima idea, un primo passo per scardinare lo stereotipo secondo il quale di certe cose si parla solo con la mamma”.

Il consiglio di Cristina Portolano a chi sta crescendo

Nel ringraziare e salutare Cristina, le chiediamo un piccolo regalo, un consiglio per le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi che stanno affrontando la fase delicata della crescita, e lei non ha dubbi: “Non fatevi abbattere dai giudizi degli altri e fidatevi del vostro istinto, sempre”.

Scopri di più sulla violenza di genere nell’articolo: Maschi e femmine? Sono uguali. Smontiamo gli stereotipi di genere

Come parlare di violenza di genere ai bambini?

Per parlare di violenza di genere ai bambini è importante usare un linguaggio adatto alla loro età, partire da esempi concreti e lavorare su concetti come rispetto, ascolto, consenso, stereotipi e libertà di espressione. Libri, fumetti, immagini e laboratori possono aiutare ad aprire il dialogo senza trasformarlo in una lezione frontale.

Perché è importante parlare di violenza di genere digitale con i ragazzi?

La violenza di genere digitale riguarda comportamenti che possono avvenire online, nelle chat e sui social network. Per questo è importante aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere dinamiche sbagliate, pressioni, giudizi, esclusioni e forme di controllo che possono nascere anche negli ambienti digitali.

Chi è Cristina Portolano?

Cristina Portolano è un’illustratrice e fumettista italiana. Nei suoi libri e nelle sue graphic novel affronta spesso temi legati alla crescita, all’adolescenza, all’identità, alla parità di genere e alle difficoltà che bambine, bambini e ragazzi incontrano nella vita quotidiana.

Che cos’è Mirror/Error?

Mirror/Error è un evento itinerante pensato per sensibilizzare la Gen Z sul tema della violenza di genere digitale. Durante le tappe del progetto, arte, illustrazione e laboratori diventano strumenti per aprire un confronto con bambini, ragazze e ragazzi.

Perché il fumetto può aiutare a parlare di temi difficili?

Il fumetto permette di affrontare temi complessi attraverso immagini, personaggi e storie in cui i lettori possono riconoscersi. Questo linguaggio crea uno spazio più accessibile per parlare di crescita, emozioni, relazioni, stereotipi e difficoltà personali.

Ilaria Tonetto

Ilaria Tonetto

laria Tonetto è una giornalista pubblicista e un’esperta nella comunicazione di progetti culturali e di promozione territoriale, dal 2007 dirige l’agenzia trevigiana Koiné Comunicazione. Se ne intende di luoghi, ma anche di bambini: la maggior parte delle sue avventure nell’ultimo decennio le ha condivise con le figlie potendo sperimentare personalmente tutte le modalità di “viaggio con la famiglia”. È una delle firme storiche di Kidpass.it, per il quale si occupa di raccontare gli itinerari di viaggio con i più piccoli in Italia, mixando l’esperienza di giornalista e lo spirito di sopravvivenza di mamma, e di selezionare e segnalare appuntamenti con l’arte per tutte le età.

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