Un piccolo excursus tra i videogiochi che hanno successo tra i bambini di oggi e che si ispirano ai giochi che negli anni Novanta hanno reso spensierate le ore degli attuali trentenni

In un’epoca storica in cui è difficile stare al passo con gli incessanti cambiamenti che avvengono nel mondo del digitale, il successo dei videogiochi tra i bambini rimane una certezza. Se da un lato siamo arrivati alla “settima generazione avanzata“ caratterizzata da periferiche di tecnologia avanzata, come il Wii MotionPlus, il PlayStation Move e il kinect, che permettono un’interazione coi giochi diversa da quella standard, dall’altro rileviamo una sorta di ritorno al passato, grazie alla costante presenza di personaggi e videogiochi provenienti direttamente dai “fantastici anni novanta”. Era il tempo in cui c’è stata letteralmente un’esplosione della cosiddetta “console”: numerosissimi i giocatori e fortissima l’espansione del settore e delle tecnologie collegate, con il risultato i videogiochi oggi sono onnipresenti. Dispositivi elettronici, cellulari, decoder satellitari, fino agli smartphone e le smart-tv attuali: sono numerosissimi quindi oggi gli strumenti attraverso i quali i bambini (e gli adulti, non dimentichiamolo) possono mettere alla prova le proprie capacità, raggiungere successi virtuali e, non da ultimo, comunicare con altri giocatori. Oggi l’offerta di videogiochi sembra aver superato la domanda, pochi titoli diventano hit commerciali e c’è un inevitabile ritorno alle pietre miliari degli anni passati.

Videogiochi cult che piacciono ai bambini di oggi

Non possiamo non partire dal mitico Super Mario Bros, l’idraulico dalla tutina rossa che assieme al fratello Luigi combatte coraggiosamente mostri e insidie per liberare la principessa Peach. Nessuna grafica spaziale né tantomeno meraviglie sonore: il piccolo grande Mario sopravvive a tutti e ritorna in grande spolvero tra supporti mobili della Nintendo, che tanto piacciono ai più piccoli, e lo fa in versioni diversificate ma ispirate alla prima storica creata nel 1985 in Giappone ed esportata per in Europa nel 1987. Non è un caso che quella di Mario sia riportata nella classifica delle 25 saghe di videogiochi di maggior successo e disponibile su Wikipedia.

Da Kick Off a Minecraft

E poi c’è il ritorno di un’altra icona, un remake di un titolo con cui i quarantenni del 2016 hanno giocato e rigiocato e che ancora oggi riscuote successo tra i più giovani: si tratta di Kick off, un gioco di calcio che al tempo era risultato rivoluzionario e che oggi il suo programmatore originario, l’inglese di origini italiane Dino Dini, recupera dalla memoria e riporta sul mercato con Kick Off Revival.

Altro segno di un ritorno al passato è il grandioso successo del videogioco Minecraft: diventato un fenomeno diffusissimo tra i bambini di ogni età: il videogioco è stato comprato da Microsoft per 2,5 miliardi di dollari e conta oggi in tutto il mondo circa 100 milioni di giocatori. Si tratta di un fenomeno senza precedenti: 10 mila copie vendute al giorno per questa piattaforma digitale in cui si può costruire qualunque cosa e con cui avvicinano i ragazzi al pensiero computazionale. Perché ritorno al passato? Il gioco è nato sette anni fa ma secondo il New York Times il videogioco Minecraft, con la sua grafica “brutta” simil-8 bit, svolge lo stesso ruolo dei primi pc per i bambini-ragazzi di questa generazione: La cultura di Minecraft è un salto indietro ai primi giorni della cultura digitale. Nei tardi anni Settanta e negli Ottanta l’arrivo dei personal computer come il Commodore 64 fece crescere la prima generazione di ragazzi competenti nell’informatica.