Questo è l’ultimo fine settimana al Teatro Nazionale Che Banca! di Milano per il Mary Poppins musical sulla tata più famosa del mondo. E dato che, a grande richiesta, ci sarà una nuova stagione in autunno, vi diamo qualche motivo per programmare una giornata nel capoluogo lombardo.

Quando nel 1964 uscì il film Mary Poppins, quasi trent’anni dopo la pubblicazione del primo degli otto libri scritti da Pamela L. Travers, il marketing della Disney lo promuoveva come la sua pellicola più riuscita, piena di effetti innovativi. E così era. Quando altri trent’anni dopo a Londra si è cominciato a pensare di portare Mary Poppins a teatro, ovviamente per un musical, c’era la consapevolezza che l’obiettivo doveva essere quello di far sperimentare al pubblico la stessa magia. Ci hanno messo dieci anni (la prima è del 2004) a mettere a punto lo spettacolo che quest’anno, finalmente, è arrivato anche da noi nella sua versione italiana. E ha raccolto tutto il successo che si merita. Tanto da richiedere una nuova stagione da venerdì 5 ottobre fino a festeggiare il Capodanno dai Banks, ancora al Teatro Nazionale Che Banca! di Milano.

Il musical di Mary Poppins è un’esperienza nuova

Se anche voi, come me e mio nipote (andare a teatro era il suo regalo di compleanno), siete cresciuti vedendo un numero incalcolabile di volte il film, amandolo, è facile partire prevenuti. Soprattutto se conoscete le vicissitudini che hanno portato alla sua realizzazione (per questo vi rimando a un altro film, Saving Mr Banks). E se avete dato un’occhiatina, pur fugace, al primo libro da cui Disney ha pescato la trama. Insomma, tutti questi “se“ per dire che il mio entusiasmo era perfettamente bilanciato dallo scetticismo. Alla fine dello spettacolo, è stato entusiasmo.

La sceneggiatura di Julian Fellowes integra elementi del primo libro, già presenti nel film, con altri episodi dei libri seguenti, principalmente il secondo e il terzo, Il ritorno di Mary Poppins (1935) e Mary Poppins apre la porta (1943). Se la storia alla base di tutte le avventure sul palco è che Mary Poppins arriva in Viale dei Ciliegi per aiutare la famiglia Banks a essere di nuovo una famiglia, gli spettatori si trovano di fronte episodi già noti, e altri nuovi (a meno di aver letto tutti i libri, che si trovano purtroppo con grande difficoltà). Riconoscono molte battute e canzoni (ce ne sono 9 dal film, ma non vi dirò quali), e canticchia con facilità quelle inedite. E si innamorano di Giulia Fabbri, l’attrice che interpreta Mary Poppins: praticamente perfetta sotto ogni aspetto. Io, poi, resto innamorata degli spazzacamini (nella replica che ho visto io Bert era interpretato da Tiziano Edini) e della signora dei piccioni. Anche se l’unico mio “ma“ è legato proprio a quest’ultima: nonostante l’orchestra, secondo me non si è data giustizia a quel capolavoro di La Cattedrale (Feed the birds).

Il tema del “diverso“

Fra gli elementi che distanziano il musical dal film, uno in particolare mi ha colpito molto. Jane e Michael sono due bambini molto viziati, a tratti cattivi. Atteggiamenti che mascherano la loro solitudine e il bisogno che sentono di stabilire un contatto con il padre: infatti spariranno nel corso dello spettacolo. Jane, poi, è una bambina piena di pregiudizi e sputasentenze nei confronti anche di chi vede per la prima volta. Per esempio, tratta male Bert quando lo incontra, e non crede che i suoi giochi possano prendersela dei maltrattamenti che lei infligge perché sono i miei giochi e ci faccio quello che voglio. Sarà sempre Mary Poppins a riprenderla, nella quintessenza dell’essere Mary Poppins: calma, ma tagliente. Con battute che, secondo me, un po’ sono rimaste sospese sulla platea…

Vivere la magia in famiglia

Quando prima ho scritto che il team creativo del musical aveva la responsabilità di portare la magia a teatro, non scherzavo. Lo spettacolo è pieno di effetti speciali e di trucchi da prestigiatore, a partire dalla famosissima valigia in grado di contenere l’universo. Fino al fatto che Mary Poppins vola davvero: ormai non è più uno spoiler, ma non vi dico quando succede, così resta la sorpresa. Anche perché è davvero una sorpresa.

Una lancia va spezzata, infine, a favore dell’organizzazione che crea per le famiglie biglietti di gruppo speciali, ai quali è riservata un’ampia parte della platea. E la “Mary Poppins Experience“: il super-biglietto che vi porta anche nel backstage.