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Torino, un itinerario per bambini alla scoperta di principi e re

da Giu 1, 2022

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Quando hai due figli maschi non ti immagini che castelli e storie d’amore tra principi e principesse possano stimolare la loro curiosità e invece abbiamo visitato Torino coinvolgendoli con grande interesse, grazie a un itinerario dei luoghi dove i Savoia sono stati protagonisti.
Basta avere a disposizione un lungo weekend per programmare un una visita nella prima capitale d’Italia, scegliendo come filo conduttore i palazzi che l’hanno resa capace di competere nel passato con le grandi capitali europee.

Primo giorno. La Reggia di Venaria

Arrivando a Torino la nostra prima tappa è stata la Reggia di Venaria con l’intenzione di sfruttare gli immensi e curatissimi giardini per scaricare la stanchezza del viaggio con una bella passeggiata. Abbiamo trovato davvero molto di più… un trenino che ci ha fatto sentire viaggiatori di altri tempi a spasso in una foresta incantata e splendidi angoli dove resistere alla tentazione di fare un pic-nic sdraiati sull’erba è stato impossibile.

Ristorati dalle fatiche del viaggio e pieni di energia abbiamo approfittato della visita guidata per famiglie durante la quale una guida preparata e simpatica ci ha fatto conoscere da vicino gli esponenti più significativi di Casa Savoia raccontandoci aneddoti e mostrandoci i loro volti nei ritratti, tanto che alla fine ci sembravano amici di vecchia data.

reggia di venaria con bambini

Secondo giorno. I Musei Reali di Torino

Il giorno seguente lo abbiamo dedicato alla visita dei Musei Reali di Torino iniziando dal Palazzo Reale, che è davvero traboccante di oggetti con il potere di farti sentire un principe o una principessa. Ai miei figli è piaciuto incontrare di tanto in tanto, lungo il percorso, manichini in costume d’epoca, una tavola imbandita e tante piccole accortezze che ci hanno permesso di immaginarci invitati ad una grande festa in queste splendide sale.
I musei reali hanno un’offerta didattica cosi ricca, che abbiamo fatto fatica a scegliere tra le tante proposte. ma alla fine dopo un’accesa discussione ed una democratica votazione abbiamo scelto il percorso “Come parla un ritratto” che ci ha insegnato come quei personaggi del passato raffigurati nei quadri che puoi vedere nei musei e nei palazzi antichi in realtà ci parlano. Certo, non puoi sentire la loro voce, ma. se sai come ascoltare ti diranno tante cose e ne hanno da raccontare, sulla loro vita, i loro desideri le loro passioni ed in fondo sul nostro passato.

torino musei reali con bambini e ragazzi

Terzo giorno. Le tombe reali

Come concludere la nostra visita alla Torino dei Savoia senza visitare le Tombe Reali?
Eccoci allora salire al monte Superga con la cremagliera, già di per sé un’avventura, per visitare questi maestosi monumenti e scoprire, ad esempio, che nel passato i bambini morivano molto spesso anche se erano principi. Questo ci ha dato l’occasione per riflettere sul privilegio di vivere in un’epoca nella quale igiene e medicina ci hanno permesso di scordare queste cose. Scoprire poi tra queste sepolture una molto recente ci permette di toccare con mano che la storia non è una materia che si studia nei libri polverosi, ma è il passato che ci ha permesso di arrivare al nostro presente.

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Leggi anche l’articolo Visita al Museo Egizio di Torino con i bambini e Torino con i bambini: guida completa

Katia Pettenò

Katia Pettenò

Katia Pettenò ha un background scientifico, ed è insegnante di matematica. Nella vita personale Katia è mamma di due bambini che frequentano la scuola primaria. Da sempre è amante dell’arte in tutte le sue forme, della storia e della cultura in generale, ma la sua passione più grande sono i viaggi, intesi come esperienze di vita e crescita personale. Nella vita di tutti i giorni cerca di far combaciare passioni, lavoro e il suo essere mamma. Questo si traduce in viaggi che spesso seguono il programma scolastico dei figli o le loro passioni; viaggi che vengono a lungo preparati e discussi a tavolino: progettazione a cui tutti i componenti famigliari contribuiscono per creare qualcosa che venga vissuta da tutti, e in particolare dai bambini, come qualcosa di personale e che si trasformi poi in ricordi. Fermamente convinta che l’apprendimento passi attraverso l’esperienza vive e condivide con i figli molte esperienze culturali che sceglie sempre, se e solo se, pensati per i bambini.

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