Riassunto
Torino con i bambini si visita bene in due o tre giorni, alternando musei e aria aperta. Le tappe che meritano sempre un posto in agenda sono il Museo Egizio, il Museo del Cinema nella Mole Antonelliana, il Borgo Medievale nel Parco del Valentino e Palazzo Madama. Chi si ferma un weekend intero può aggiungere la Pinacoteca Agnelli, il Museo Nazionale dell'Automobile e una gita fuori porta alla Reggia di Venaria.
Cosa vedere a Torino con i bambini?
Cosa vedere a Torino con i bambini? Anche se impreziosita dalle architetture scenografiche volute dai principi di Savoia nel corso del Seicento e del Settecento, essa è stata testimone della storia italiana prima e dopo il barocco. Impronte che la città conserva nella sua fisionomia. In questo articolo vi condurremo attraverso cinque itinerari tematici: la Torino più conosciuta, la Torino più verde, la Torino più liberty, la Torino più cosmopolita. E per i più piccoli, a Torino con la Pimpa.
Cosa vedere a Torino con i bambini la prima volta? Torino da non perdere
Porta Palatina
È l’unica conservata delle quattro porte che in epoca romana permettevano l’accesso ad Augusta Taurinorum, la civitas romana oggi nota come Torino.
Rappresenta la principale attestazione di età romana della città, oltre che una delle porte urbiche del I secolo a.C. meglio conservate al mondo.
Palazzo Reale
Il Palazzo Reale di Torino fu il centro di potere della famiglia sabauda per ben tre secoli. Nato come palazzo vescovile, fu poi convertito in ducale da Emanuele Filiberto di Savoia, che vi andò a vivere con la sua corte.
Diventa residenza reale nel 1713 con Vittorio Amedeo II, che portò con sé a Torino l’architetto siciliano Filippo Juvarra.
A proposito di uno dei progetti di Juvarra, la famosa Scala delle Forbici: sembra che gli architetti di corte, forse gelosi del genio messinese, sostenessero che sarebbe crollata, e invece eccola lì, ancora in piedi.
Per i bambini sarà suggestiva la visita all’Armeria Reale, una delle più ricche collezioni di armi e armature antiche del mondo. La particolarità dell’esposizione sta nel fatto che molti reperti non sono freddamente inseriti nelle bacheche, ma esposti in ricostruzioni realistiche, con modellini a misura naturale di cavalli e cavalieri.
Fresca di allestimento, la Galleria Junior offre un innovativo percorso di visita a misura di bambino, all’interno della Galleria Archeologica,
Su ciascuno dei totem presenti nelle sale, il riquadro dedicato alla Galleria Junior propone una domanda. Basterà inquadrare il QRcode per trovare la risposta, tra quiz, giochi e approfondimenti, che aiutano a conoscere meglio il passato e metterlo a confronto con il nostro tempo.
Dalla storia alla mitologia, dall’arte alla scrittura, dalla moda allo sport: gli argomenti proposti dalla Galleria Junior sono presentati con linguaggio semplice e divertente, per accompagnare la visita con leggerezza e allegria.
Esplorando la Galleria Junior, si potrà ad esempio:
– Imparare che cosa trasforma una semplice raccolta in una vera collezione (Le Collezioni Reali di Antichità)
– Scoprire che legame c’è tra la lettera A e un bue (Il Vicino oriente antico)
– Provare a leggere i numeri su un antico calendario (Il mondo romano)
– Seguire i consigli di bellezza di una celebre regina (L’Egitto ellenistico)
La Galleria Junior, fruibile anche in inglese, è pensata per essere “percorsa” dai visitatori in autonomia con i propri dispositivi personali. Le bambine e i bambini più piccoli la scopriranno insieme all’adulto che li accompagna, ma i più grandi potranno farlo anche da soli.
Per un assaggio di museo, godetevi il cortometraggio realizzato dal regista e compositore Giorgio Ferrero: tre minuti di puro incanto in cui danzatori, acrobati, schermitrici e cantanti liriche percorrono sale, boudoir, cucine del Palazzo Reale.
Palazzo Madama
Palazzo Madama è un edificio chimera, che ingloba al suo interno ben 1600 anni di storia, con una sovrapposizione di strutture e riedificazioni.
Ai tempi dell’Impero Romano era la porta d’ingresso alla città. Al piano terra è ancora visibile, sotto il pavimento di vetro, il selciato in pietra del cardo. Nel Medioevo la porta urbica romana fu inglobata in un piccolo castello e poi pian piano venne ulteriormente modificata nel palazzo barocco che oggi vediamo.
Nel Seicento e nel Settecento se ne impossessano le madame reali (da cui il nome del palazzo), ovvero le reggenti del ducato, in nome dei figli minorenni. L’ariosa facciata sormontata da statue, è applicata come una maschera chiara sul volto della vecchia fortezza in bruno laterizio. Juvarra non riuscì a concludere il progetto della facciata: proprio questa incompiutezza e stravaganza lo rendono particolare.
Palazzo Madama è circondato da un giardino di ispirazione medievale, per realizzare il quale lo staff del castello si è basato sulla descrizione di questo spazio in documenti del quindicesimo secolo. Il giardino è suddiviso in due zone: un orto, con le erbe aromatiche, tintorie, tessili, medicinali e tossiche e una seconda area, il giardino del principe.
Dal 1934 Palazzo Madama ospita importanti collezioni di arte antica. È molto attivo il dipartimento delle attività educative, rivolte sia alle scuole che alle famiglie, con coinvolgenti progetti di disseminazione, risorse scaricabili online prima di partire e l’audioguida per bambini.
Museo Egizio
La collezione nasce nel 1824 con il re Carlo Felice, ma è l’archeologo Ernesto Schiapparelli a renderla competitiva rispetto a quella, allora più nota, del Louvre.
Solo negli ultimi anni il museo ha smesso i panni della cattedrale silenziosa: oggi accoglie le famiglie con percorsi tra tombe ricostruite, arredi originali e le statue dei faraoni, in un racconto che parla di vita quotidiana prima ancora che di potere. Per i più piccoli ci sono visite guidate a tema, dedicate al villaggio degli operai che costruivano le tombe o ai culti funerari, pensate per chi vuole qualcosa in più della semplice passeggiata tra le vetrine.
Un approfondimento sulla visita in automia è raccolto in questo articolo dedicato al Museo Egizio. Qui trovate invece le più belle esperienze e visite guidate per famiglie al Museo Egizio di Torino.
Museo del Cinema nella Mole Antonelliana
La Mole Antonelliana fu, fino al 1908, l’edificio più alto del mondo: nata come sinagoga cittadina, oggi ospita il Museo Nazionale del Cinema, con un percorso che si sviluppa a spirale per oltre 3.200 metri quadrati.
Ai bambini sono dedicate visite animate, laboratori sul set e cacce al tesoro, oltre a un’attenzione particolare all’accessibilità: pannelli tattili in braille, un percorso tattile-plantare e modelli da esplorare con le mani affiancano le classiche visite guidate con interprete LIS.
Quali sono i parchi per bambini? Torino verde
Torino è la città italiana più ricca di verde pubblico, con 320 km di viali alberati e circa 50 parchi.
In ogni quartiere spunta una zona verde, con aree attrezzate per bambini e per i cani, altre per fare jogging, fitness, tennis o, se siete poco sportivi, rilassarvi nella natura.
Parco del Valentino
Il più popolare è il Parco del Valentino, 550.000 metri quadrati di verde sulle rive del Po, ai piedi della collina.
Viene istituito nell’Ottocento, dopo un concorso di idee, vinto dal giardiniere svizzero Jean Baptiste Kettmann. Il progetto non prevedeva un giardino all’italiana, elegante ma impostato, bensì un romantico paesaggio all’inglese, in un ideale abbraccio tra collina e fiume.
Al suo interno è animato da edifici storici, come il castello seicentesco del Valentino, l’ottocentesco Borgo in stile medievale, banchine e società di canottaggio, noleggi di bici, bar e ristoranti.
Ma la sua vocazione di parco verde, in mezzo a tante piacevoli distrazioni, permane.
Potrete prendere il sole in vallette appartate, o leggere e sonnecchiare all’ombra di 1800 alberi ad alto fusto, tra i quali alcuni esemplari monumentali. Sempre controllando, con un occhio aperto, cosa combinano i vostri dolci furfanti!
Il Borgo Medievale nel Parco del Valentino
Costruito nel 1884 per l’Esposizione Universale, il Borgo Medievale è una ricostruzione filologica di un villaggio tardo medievale, circondato da mura e fossato: botteghe, portici affrescati, taverne e una rocca fanno da scenario a una visita che i bambini vivono come un parco a tema. Sorge dentro il Parco del Valentino, 550.000 metri quadrati di verde sul Po nati da un progetto di paesaggio all’inglese, con 1.800 alberi ad alto fusto, noleggio bici e un castello secentesco.
Parco Pellerina e Giardini Reali
Il Parco Pellerina è il secondo polmone verde della città: tavoli da picnic, aree gioco, campi da tennis e un’ampia zona cani lo rendono uno dei preferiti dalle famiglie torinesi. I Giardini Reali, alle spalle di Palazzo Reale, furono progettati nel 1697 dallo stesso architetto del parco di Versailles, André Le Nôtre: perfetti per una pausa tranquilla dopo la visita ai musei.
Secondo viaggio a Torino: altri musei amati dai bambini
Pinacoteca Albertina
Meno conosciuta rispetto ai grandi musei cittadini, la Pinacoteca dell’Accademia Albertina nasce nel 1837 con una vocazione dichiaratamente didattica. Le sale dalle pareti rosse custodiscono la quadreria donata dall’arcivescovo Vincenzo Maria Mossi di Morano, oltre duecento dipinti tra scuola fiorentina, ligure e fiamminga; quelle azzurre ospitano i cartoni preparatori di Gaudenzio Ferrari, donati da Carlo Alberto.
Per le famiglie il museo organizza periodicamente laboratori a tema, spesso legati alle mostre temporanee, pensati per avvicinare i bambini alla pittura attraverso il disegno e il racconto. L’ingresso è ridotto per i bambini dai 6 ai 18 anni e gratuito sotto i 6, mentre il museo resta chiuso il mercoledì.
Pinacoteca Agnelli
La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli occupa il tetto del Lingotto, l’edificio della prima grande fabbrica Fiat: lo “scrigno” progettato da Renzo Piano custodisce 25 opere che vanno dal Settecento alla metà del Novecento, con laboratori per famiglie durante la Domenica in Pinacoteca.
Museo Nazionale dell’Automobile
Avete ancora un po’ di energie per mettere in calendario un altro museo, che molto probabilmente piacerà soprattutto ai papà? Se sì, ecco il Museo nazionale dell’automobile, recentemente rinnovato. Tre le sezioni da visitare: l’automobile e il Novecento, l’automobile e l’uomo, l’automobile e il design.
Il museo mette a disposizione i suoi ampi spazi, luminosi e accoglienti, anche solo per un pit-stop: i bagni al piano terra, liberamente accessibili, sono attrezzati con morbidi fasciatoi per cambiare i bambini e negli spazi della caffetteria è possibile fermarsi per fare la merenda e allattare, godendo dalle ampie vetrate del meraviglioso panorama della collina.
MUSLI e A come Ambiente
Il MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, propone due percorsi paralleli, uno sulla scuola e uno sul libro, per scoprire come si studiava a Torino tra fine Ottocento e inizio Novecento. A come Ambiente, nel Parco Dora, è invece una struttura interattiva di educazione ambientale che ogni weekend propone un laboratorio tematico diverso: si trova a circa venti minuti dal centro con i mezzi pubblici, in un’area che da ex zona industriale è diventata un quartiere di nuova generazione.
Altri luoghi da visitare? Torino liberty
Torino, così famosa per il suo barocco, è anche la capitale italiana del Liberty, stile derivato dall’Art Nouveau francese. Qui, dopo l’Esposizione di Torino nel 1902, furono realizzate le prime architetture in stile floreale.
Casa Fenoglio – La Fleur
Curve morbide e sinuose si ritrovano in alcuni edifici del centro, come Casa Fenoglio – La Fleur, con i freschi fregi floreali che ricoprono la facciata. Le stupende vetrate policrome dei due finestroni del primo e del secondo piano, disegnati con linea sinuosa e scattante, e il movimentatissimo balcone in ferro battuto che li sovrasta, culminano con i fregi del tetto che richiamano quelli delle facciate.
Cit Turin
Ma a Torino sorge un intero quartiere in pieno gusto floreale, il Cit Turin, la piccola Torino, con le manifestazioni più variegate dello stile. Percorretelo senza fretta con i bambini, magari facendo sosta in uno dei numerosi caffè per gustare i gianduiotti spatolati a mano e un bicerin, storica bevanda analcolica torinese, preparata con caffè, cioccolato fondente e crema di latte.
Villaggio Leumann
Una storia virtuosa, di imprenditori illuminati, è quella che si racconta al villaggio. Napoleone Leumann fu uno di questi. Attorno alla sua fabbrica, un cotonificio, costruì il nido, la scuola materna ed elementare, la chiesa, gli spazi per lo svago, una piccola stazione, un ambulatorio medico.
Siamo a cavallo tra Otto e Novecento, anni in cui nei pressi delle loro fabbriche alcuni imprenditori creavano villaggi operai modello, coscienti che garantendo ai propri dipendenti buone condizioni di vita, migliorasse anche la qualità del lavoro. Le abitazioni costruite per operai e impiegati, erano villette a due piani, dotate di bagno, con relativo orto e giardino. Ai bambini, dal nido fino ai tredici anni, era garantita una scolarizzazione di base, in un periodo in cui l’analfabetismo era ancora estremamente diffuso.
Il cotonificio produsse fino al 1972, poi, dopo un periodo di abbandono, è entrato a far parte del circuito eco-museale della Regione Piemonte.
Merenda e aperitivo in famiglia? Torino cosmopolita
Quadrilatero Romano
Il Quadrilatero Romano, dietro Porta Palazzo, è una zona che fino a pochi anni fa era un fatiscente dedalo di vicoli e vecchissime case. Poi la gentrificazione: il quartiere è stato risanato, le case sono state restaurate (e adesso costano un occhio della testa), e le viuzze sporche sono rinate a nuova movida, in un vivace susseguirsi di localini e botteghe etniche.
I Murazzi
Sono gli imponenti argini costruiti nell’Ottocento per preservare la città dagli straripamenti del Po, fino agli anni Cinquanta fungevano da approdo per le barche. Vietata la pesca e spariti i barconi, dopo anni di degrado le grotte scavate nella muraglia furono trasformate a locali d’intrattenimento.
Con musica per tutti i gusti, dal reggae, all’hip hop, dal jazz al rock, nelle prime ore della sera sono frequentati da allegre famiglie, con bambini e cani al seguito. Ma all’avanzare della notte il luogo torna a essere dominio dei più giovani, recuperando quell’atmosfera underground e trasgressiva che lo ha reso popolare.
Quindi, le opzioni sono due: o passate con i bimbi per un apericena musicale e poi tutti a letto, o trovate una brava babysitter!
A Torino con la Pimpa, la guida per i più piccoli
Non ci stancheremo mai di ripetere, qui a Kid Pass, di come sia importante coinvolgere i bambini nelle visite alle città d’arte e ai musei. Regalate loro laboratori, attività, e quando presente in commercio, la guida tutta da sfogliare per scoprire la destinazione scelta.
La Pimpa è arrivata anche qui, con ben due volumi, Pima va a Torino e Pimpa al Museo Egizio.
Grazie al suo linguaggio semplice, immediato e coinvolgente, è adatta ad una fascia d’età dai tre agli otto anni.
Pimpa gioca con i bambini, attraverso uno storytelling confezionato su misura, raccontando le attrazioni più popolari, ma svelando anche curiosità divertenti. Curiosità che probabilmente saranno interessanti anche per gli adulti!
FAQ: Domande frequenti sulla visita a Torino con i bambini
Quanti giorni servono per visitare Torino con i bambini?
Due giorni bastano per le tappe principali: Museo Egizio, Museo del Cinema, Palazzo Madama o Palazzo Reale e il Borgo Medievale nel Parco del Valentino. Con un terzo giorno a disposizione si possono aggiungere la Pinacoteca Agnelli, il Museo dell’Automobile o una gita alla Reggia di Venaria.
Qual è l'età giusta per portare i bambini al Museo Egizio?
Il Museo Egizio propone attività pensate per bambini dai 6 anni in su, con visite guidate a tema sulla vita quotidiana nell’antico Egitto. Con bambini più piccoli la visita resta comunque possibile, ma conviene puntare su un percorso più breve, concentrato sulle sale con le statue dei faraoni e i sarcofagi.
Torino con i bambini si visita meglio a piedi o con i mezzi pubblici?
Il centro storico, dove si trovano Museo Egizio, Palazzo Madama, Palazzo Reale e la Mole Antonelliana, si percorre comodamente a piedi. Per raggiungere il Parco del Valentino, il Lingotto o il Villaggio Leumann è invece pratico usare tram e bus, ben collegati con il centro.
Cosa fare a Torino con i bambini in caso di pioggia?
Torino offre molte alternative al chiuso: oltre al Museo Egizio e al Museo del Cinema, il Museo Nazionale dell’Automobile e la Pinacoteca Agnelli hanno ampi spazi coperti, mentre il MUSLI e A come Ambiente propongono laboratori pensati apposta per le giornate meno adatte alle passeggiate all’aperto.
Conviene acquistare la Torino + Piemonte Card per una famiglia?
Conviene se si prevede di visitare almeno tre o quattro attrazioni a pagamento nell’arco del soggiorno: la card include l’ingresso a gran parte dei musei citati in questo articolo e permette di saltare parte delle code alla biglietteria.
Torino in famiglia, informazioni pratiche
Per organizzare al meglio i tempi, conviene dividere la visita per zone piuttosto che per interesse: una giornata dedicata al centro storico, con Museo Egizio, Palazzo Madama o Palazzo Reale, e una al Parco del Valentino con il Borgo Medievale, lasciando il resto del pomeriggio libero per una merenda al cioccolato. Prenotare online i biglietti del Museo Egizio con qualche giorno di anticipo resta il modo più semplice per evitare la fila più lunga della città.
Il centro storico si gira a piedi in circa 20-30 minuti da un museo all’altro; il Villaggio Leumann e A come Ambiente richiedono uno spostamento con mezzi pubblici o auto di 20-30 minuti dal centro.
Come muoversi: la rete di tram e bus urbani collega bene tutte le tappe del centro; per Venaria e Collegno conviene valutare treno regionale o bus extraurbano.
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