Secondo una ricerca i fratelli minori sono più competitivi, mentre i primogeniti sarebbero più coscienziosi

Già nell’800 Charles Darwin aveva scoperto come la competizione fosse presente in tutte le specie sia tra membri di gruppi diversi che tra quelli di uno stesso gruppo. La rivalità riveste un ruolo adattivo perché permette di avere accesso alle risorse presenti nell’ambiente e, quando non è eccessiva, ha una valenza più positiva che negativa.
Anche per i nostri bambini la competizione può rappresentare la spinta a cercare di migliorarsi e raggiungere l’obiettivo desiderato (come ad esempio l’attenzione della mamma o la lode della maestra).

La competizione non è presente solo tra compagni di classe o nelle attività sportive, il luogo in cui più spesso i bambini sperimentano situazioni di conflitto è proprio all’interno delle mura domestiche, con i loro fratelli e sorelle.
La maggior parte degli studi che si è concentrata sul rapporto conflittuale tra fratelli ha cercato di analizzare il rapporto tra l’anzianità, o ordine di nascita, e la rivalità scolastica. Uno studio recente, realizzato da 2009 dagli psicologi Julia Badger e Peter Reddy, si è chiesto se non intervenissero altri fattori all’interno di questa dinamica tra fratelli.
Lo studio condotto da Badger e Reddy si è concentrato sulle differenze di personalità che solitamente si riscontrano tra i primogeniti e i secondogeniti, mettendo in relazione questi risultati sia con l’ordine di nascita che con la rivalità scolastica. Gli autori hanno scelto di approfondire la competizione riguardo ai voti rispetto ad altri temi come la popolarità sociale o l’aspetto fisico perché la competizione scolastica risulta essere la più sentita tra fratelli (McNerney e Usner, 2001).
L’esperimento ha coinvolto coppie di fratelli a cui sono stati somministrati gli stessi questionari per valutare quanto si percepissero in competizione circa i risultati accademici e valutare le loro caratteristiche di personalità.

Quali risultati hanno ottenuto i due studiosi? Innanzitutto l’ordine di nascita influenza notevolmente entrambi gli aspetti presi in considerazione: i primogeniti hanno infatti ottenuto risultati molto simili tra loro e molto diversi da quelli dei loro fratelli minori.
I fratelli minori sono risultati maggiormente in competizione rispetto ai primogeniti, probabilmente perché spesso paragonati da genitori e insegnanti ai loro fratelli primogeniti.
L’indagine sugli aspetti di personalità ha invece evidenziato una differenza nella coscienziosità, notevolmente più alta nei fratelli maggiori rispetto ai minori.

Lo scopo di questo e degli altri studi sulla rivalità tra fratelli è quello di sensibilizzare sia i genitori che gli insegnanti sulle differenze che realmente esistono tra due fratelli anche solo partendo dall’ordine di nascita. La competizione non è negativa di per sé, ma è importante che ogni figlio venga trattato in modo unico e speciale affinché la differenza con i fratelli venga vissuta come una possibilità di crescita.

Dott. David Polezzi, psicoterapeuta dell’Associazione Nazionale Mentecomportamento