L’impegno di Chiara Bisconti, assessora alla qualità della vita nella Giunta Pisapia, per rendere Milano più vivibile per adulti e bambini

Milano quest’anno è sotto i riflettori della scena internazionale. Chiara Bisconti è Assessora al benessere, qualità della vita, sport e tempo libero del Comune a guida Pisapia. Mamma di tre figli, Chiara ha sempre avuto a cuore il tema delle pari opportunità e l’applicazione di politiche di genere che permettano di aiutare le donne nell’affrontare il loro doppio ruolo al lavoro e in famiglia.

Confrontarsi con lei è quindi particolarmente interessante per conoscere quali sono le sue idee e i suoi progetti per la città dell’Expo 2015 e per le famiglie che vi risiedono, e per scoprire le molteplici idee per innovare l’accoglienza delle famiglie nel capoluogo lombardo.

Assessore, parliamo subito dei progetti del Comune di Milano: quali sono le idee messe in campo affinché le famiglie possano godersi, in maniera versatile e intelligente, gli spazi pubblici?

Sono molteplici e hanno il fine di rendere Milano più accogliente per le famiglie. Sono fermamente convinta, infatti, che con dei semplici accorgimenti i luoghi stessi in città possano diventare facilmente family friendly. Proprio per questo ad esempio abbiamo promosso l’Happy Popping: la campagna con cui abbiamo affrontato il tema dell’allettamento e della possibilità di poterlo fare vivendo liberamente gli spazi della città, siano essi musei o esercizi commerciali. Stiamo lavorando per estendere l’iniziativa anche in altre sedi: poter contare su luoghi della città accessibili e amici può fare la differenza nelle piccole scelte quotidiane delle donne. Vogliamo fare in modo che nessuna mamma di Milano debba affidarsi alla fortuna quando ha bisogno di trovare in fretta un luogo accogliente. In quest’ottica va anche il progetto Scuole Aperte che prevede l’utilizzo della scuola come sede naturale dove tenere figli anche oltre l’orario scolastico: rendendo più elastici gli orari di queste strutture pubbliche si potrebbero creare momenti di svago, sport, sostegno ai compiti e per molteplici attività ricreative. In questo modo i genitori non si dovrebbero scapicollare per organizzarsi col lavoro e arrivare puntuali all’orario del ritiro dei figli, che potrebbe coincidere con quello di fine giornata lavorativa.

Come gestisce e ha gestito i suoi impegni dividendosi tra l’essere mamma e l’essere manager prima, e assessore poi?

Credo che sia proprio il concetto di divisione dei tempi che ci mette in crisi: il lavoro, i figli, gli hobby. Il pensare che nella propria vita il tempo e lo spazio dei figli non coincidano con il tempo e lo spazio del lavoro e che il luogo del lavoro sia diverso dal luogo della famiglia. Ritengo che questa divisione sia stata imposta da un modello di società a mio avviso ampiamente superato. Siamo in un periodo storico nel quale la tecnologia permette molto, per esempio le mamme lavoratrici possono continuare a svolgere il proprio lavoro anche fuori ufficio avvalendosi di un utilizzo intelligente degli strumenti tecnologici. A questo però deve seguire parallelamente anche una versatilità degli spazi. Nel mio precedente lavoro di manager e di direttore del personale avevo dato vita al progetto “90 giorni” che apriva le porte della sede aziendale di Milano ai figli dei collaboratori del gruppo, offrendo la possibilità di ospitarli in aree loro dedicate durante i periodi di vacanza e chiusura delle scuole. Ora come Assessora del Comune ho tentato di seguire la stessa strada: il progetto qui si chiama Bimbe e Bimbi in Comune e consente la condivisione di spazio tra lavoro e famiglia. Questa è una opportunità di conciliazione. Una regola fondamentale da introdursi e dalla quale non si deve prescindere nel lavoro è quella di essere molto rigorose coi tempi. Io attuo spesso meccanismi di compensazione: se capita di dovermi fermare di più la sera per una giunta o altro, il giorno dopo recupero il tempo per i miei figli uscendo prima e andando a prenderli a scuola. Questo è il centro del mio benessere. Le compensazioni dei tempi sono importanti. Ogni componente – il lavoro, la mia famiglia ovvero i miei tre figli e mio marito, me stessa – deve avere il giusto riconoscimento e trovarsi in equilibrio con le altre. Questo per me è il cuore di tutto. È quasi una disciplina quotidiana.

Quale è quindi il suo sogno per aumentare il benessere di un bambino e della sua famiglia a Milano?

Più che un sogno, è un’ambizione che voglio perseguire, una visione che ho avuto fin da subito e che stiamo pian piano realizzando: è vedere la città e i luoghi che abbiamo a disposizione con occhi nuovi. Nello sport il mio messaggio è “Milano palestra a cielo aperto”: portare lo sport nei parchi, nelle piazze, nelle zone verdi della città. Questo consentirebbe anche tra i bambini e i ragazzi la diffusione di un corretto stile di vita oltre che una sua più diffusa fruibilità. E’ un approccio molto importante per le famiglie che spesso sono assalite dall’ansia di dover andare avanti indietro in mezzo al traffico della città: è un modello di vita scriteriato e molto lesivo della qualità della vita individuale. Sono convinta la soluzione per invertire questa tendenza stia proprio nei luoghi stessi. A fronte di uno scenario in cui non ci sono grandi disponibilità di fondi, stiamo valutando con i diversi soggetti coinvolti, federazioni e associazioni sportive, la soluzione migliore per ogni singolo impianto da risistemare. Ancorare il benessere di una famiglia milanese al fatto che abbia a disposizione uno spazio a pochi metri per far giocare, svagare e divertire i propri figli è fondamentale.

Usciamo dal suo ruolo di Assessora adesso ed entriamo nella sua veste di mamma: qual è il valore principale che ha cercato di trasmettere ai suoi figli? E da mamma, cosa sente di suggerire ai genitori per migliorare la qualità del loro tempo libero con i bambini?

Io ai miei figli da sempre chiedo e consiglio di resistere alle pressioni esterne, incluse le mie, e di seguire i propri desideri. Lascio loro la libertà di affermarsi per quello che sono e saranno, a prescindere dai condizionamenti che incontreranno sulla loro strada. Ai genitori invece dico non fate pressioni sui vostri figli: fate attenzione a non imprimere ai figli le vostre ambizioni e i vostri desideri personali. Rispettare le libertà individuali dei figli è imprescindibile.