L’’ormone dell’amore’ è coinvolto anche nel legame tra padri e figli: uno studio dimostra che livelli maggiori favoriscono una relazione reciproca più attiva“

Spesso sono le mamme a dedicare più tempo ai propri figli, e questo ci porterebbe a credere che il legame fra madre e bambino sia unico e incomparabile. Uno studio recente tuttavia mostra come non sia né più forte, né migliore di quello di un padre con il proprio bambino.

Quasi tutti gli studi che analizzano il legame di attaccamento si concentrano sulla figura della mamma, trascurando quella del papà. In particolare, la maggior parte di essi evidenzia l’importanza di uno specifico ormone, l’ossitocina, nell’instaurarsi del rapporto tra la madre e il neonato.

L’ossitocina, detto anche “l’ormone dell’amore”, svolge una funzione regolatrice delle interazioni sociali e di quelle sentimentali. Viene prodotto dalla ghiandola ipofisaria nel cervello e, quando una donna è incinta, i livelli di ossitocina nel suo corpo aumentano notevolmente perché serve sia a stimolare le contrazioni del parto sia a produrre il latte nelle mammelle. Inoltre, i ricercatori sono concordi nel ritenere che tale ormone sia anche responsabile del comportamento materno.

La dottoressa Ruth Feldman, dell’Università di Bar Ilan in Israele, è riuscita a dimostrare che l’ossitocina è coinvolta anche nel legame tra padre e figlio; inoltre, un aumento di questo ormone incrementa notevolmente il coinvolgimento dei papà ma anche dei figli.

L’esperimento della dottoressa Feldman ha coinvolto 35 padri con bambini di circa cinque mesi: nella prima fase ad ogni padre è stata somministrata una dose di ossitocina per via nasale, mentre i neonati erano tenuti in una stanza separata sotto il controllo e l’assistenza degli sperimentatori. Dopo 40 minuti dall’inalazione padri e figli venivano riuniti e potevano interagire.

Cosa è stato osservato? Come era prevedibile, i livelli di ossitocina dopo l’inalazione erano nettamente aumentati nei padri ma, sorprendentemente, anche nei bambini si è assistito a un identico aumento, spiegabile solo in virtù dello stretto legame che intercorre tra padri e figli.

Dopo l’inalazione di ossitocina, i padri si dimostravano più affettuosi, instauravano maggiori contatti fisici ed erano più propensi a relazionarsi in modo attivo, reciproco e comunicativo; d’altra parte, i neonati rispondevano anch’essi con un maggiore coinvolgimento, osservando più spesso la faccia del papà e cercando a loro volta un contatto fisico.

Questo semplice esperimento serve a dimostrare che il legame materno non è l’unico a influenzare lo sviluppo e il benessere del bambino. Inoltre, l’ossitocina riveste un ruolo importante sia nel rapporto con la mamma che in quello con il papà. In conclusione, l’analisi dei livelli ormonali nei bambini sembra supportare l’idea che entrambi i genitori, indipendentemente dal loro sesso, sono in grado di rivestire un ruolo fondamentale nella crescita del proprio figlio.

Dott. David Polezzi, psicoterapeuta dell’Associazione Nazionale Mentecomportamento