Il sapore è importante, ma per convincere i bambini più ritrosi a mangiare di tutto ci vogliono anche consistenza e forma. Ecco le 3 regole per trasformare un piatto qualsiasi in un piatto a prova di bimbo nel nuovo appuntamento con i consigli in cucina di Elisa Perillo di Peri and the kitchen.

Quando cuciniamo qualcosa per i nostri figli, siamo spesso animati dalle più buone intenzioni. Spignattiamo, inventiamo, assaggiamo … Ci piace? Sì, niente male. E allora perché non piace anche ai nostri piccoli commensali? Perché il palato, i gusti e in generale il mondo dei più piccoli è un’altra cosa, ahinoi, un altro mondo, appunto. Vediamo un po’ come entrarci per gradi.

Sapore e consistenza dei cibi

Sicuramente sì, il sapore finale di un piatto ha la sua importanza. Una ricetta prima di tutto dev’essere buona, equilibrata nei toni, appetitosa per loro così come per noi. Ma spesso trascuriamo altri aspetti altrettanto importanti che, se non centriamo, mettono a rischio la missione “mangia la pappa“.
Uno di questi è la consistenza. Ha a che fare con la sensazione che il cibo dà in bocca. Una volta che i bambini cominciano ad avere qualche dentino e uscire dallo svezzamento, maturano via via il desiderio di sperimentare tutte le armi che hanno a disposizione per gustare i cibi: le più interessanti, a pari merito con le manine, sono appunto i denti. La mia esperienza mi dice che i cibi troppo molli che non stimolano la masticazione sono una noia mai vista. Attenzione quindi a cuocere troppo la pasta o il riso, sminuzzare esageratamente le cose o rendere tutto una pappa cremosa. Non sto parlando della grandezza dei pezzi – anzi, mi raccomando, su quello prestate sempre la massima attenzione – ma della loro solidità. Facciamo un esempio: le verdure sono tra le cose più difficili da dare ai bambini. Il problema è che spesso vengono cucinate troppo, diventano acquose e perdono la loro grinta. Un piatto di verdure al vapore stracotte non se lo fila nessuno, ma se le teniamo al dente e le accompagniamo con un po’ d’olio extra vergine d’oliva e qualche spezia, già si fanno più invitanti. A proposito di spezie. Ricordiamocele! Completano il sapore del piatto e lo rendono più gustoso. Ben venga quindi il timo nelle patate, la salvia nella carne, l’alloro nelle zuppe … ce n’è finché volete.

L’occhio vuole la sua parte

L’occhio vuole la sua parte, anche quello dei piccolini. Una ricetta ha sempre qualcosa da raccontare e allora spazio alle favole e alla fantasia. Accogliete le passioni dei vostri cuccioli, assecondate le loro preferenze e trasformatele in un bel piatto. Non vi preoccupate: non serve diventare artisti o esperti di visual food. A volte basta la disposizione degli elementi o qualche accorgimento sulla forma: i bimbi saranno più attratti dalla storia che c’è dietro e meno preoccupati del cibo in sé. Quando preparo il cous cous alle verdure, ad esempio, creo delle semplici righe con la forchetta per simulare un campo arato, visto che in casa ho un appassionato di motori e trattori. Oppure, spesso sfrutto gli stampini per biscotti anche nelle preparazioni salate, come ad esempio in questi gnocchi alla romana a forma di omini, stelline e cuoricini.
La forma ha anche a che fare con il taglio degli ingredienti. Spesso mi è capitato che lo stesso alimento, proposto con tagli differenti, avesse più o meno successo. Qualche esempio: i finocchi crudi tagliati in pezzi grossolani rimangono tutti sul piatto; al contrario, se sono sottili sottili e meno fibrosi, arrivano alla meta. All’età di 2 anni, il mio bimbo Matteo non ne voleva sapere di assaggiare l’uva, anche se ero certa avrebbe apprezzato il suo sapore dolce e zuccherino. Ho provato allora a tagliare i chicchi a metà e presentarglieli come dei fiori e … non ne è rimasto neanche un petalo. O ancora, i bambini spesso si divertono a sgranocchiare le carote crude a bastoncini, ma i più pigri potrebbero preferirle grattugiate: rimangono croccanti, ma si fa meno fatica!
Insomma, tra tutte le corse di mamme e papà non è certo il caso di diventare matti in cucina. Il mio motto è “più facile è più buono“: per questo motivo, ricorrere a qualche piccolo accorgimento può essere la via più semplice per far risparmiare tempo e soddisfare grandi e piccini.

Elisa Perillo di Peri ßamp; the kitchen