L’illustratore tedesco, tra i più importanti d’Europa, tra pochi giorni riceverà il Premio Astrid Lindgren 2017: noi cogliamo l’occasione per fare “tuffo” tra i suoi disegni, che hanno il potere di mostrare agli adulti lo sguardo dei bambini

Forse il suo nome, Wolf Erlbruch, sulle prime non vi suggerirà granché, ma siamo certi che, se vi diciamo “Chi me l’ha fatta in testa?”, sul viso di molti di voi si stamperà un sorriso ricordando la divertente vicenda della talpa che si sveglia con una cacca fumante sul capo e non sa chi ringraziare per l’odoroso regalo…

Tradurre il mondo in disegni

Erlbruch è l’illustratore di questa divertente storiella, cavallo di battaglia di moltissimi lettori ad alta voce di biblioteche ed eventi per bambini, nonché uno dei più importanti illustratori europei: lo scorso aprile è risultato il vincitore del Premio Astrid Lindgren 2017, riconoscimento istituito dal governo svedese nel 2002 che ritirerà a Stoccolma il 29 maggio. La motivazione del premio è questa e fa subito venire voglia di saperne di più: Wolf Erlbruch sa rendere le grandi questioni esistenziali accessibili e comprensibili ai lettori di ogni età. Con umorismo e un calore umano che affondano le radici in una visione umanistica del mondo, le sue opere svelano il microcosmo nel macrocosmo. Grazie a una perfetta padronanza dell’arte del disegno, continua una lunga tradizione abbracciando al contempo nuovi orizzonti creativi. Wolf Erlbruch è un visionario particolarmente meticoloso. Wolf Erlbruch, tedesco, ha all’attivo una decina di pubblicazioni, oltre ad aver illustrato una cinquantina di libri di altri scrittori.

Temi esistenziali a misura di bambino

Nel 2003 ha vinto il premio speciale alla carriera del Deutscher Jugendliteraturpreis e nel 2004 il Bologna Ragazzi Award per la categoria fiction, ma il più prestigioso riconoscimento è di certo il Premio Hans Christian Andersen, da tutti considerato il Nobel della letteratura per ragazzi, ottenuto nel 2006. Erlbruch ha saputo innovare l’illustrazione dei libri per bambini, combinando il disegno al ritaglio, al collage, alla pittura. Il tratto espressionista e talvolta surreale delle sue illustrazioni ci porta a conoscere luoghi e personaggi dall’aspetto deformato e bizzarro, ma che raccontano storie molto vicine a noi: attraverso storie e immagini leggiamo di dubbi, domande, esperienze che toccano la vita di tutti quanti. Tra i suoi indiscussi capolavori tradotti in tutto il mondo, oltre a Chi me l’ha fatta in testa? (scritto con Werner Holzwarth nel 1998 e disponibile in diverse versioni, anche come libro sonoro e libro pop-up), ricordiamo che in Italia per le Edizioni E/O sono usciti anche La grande domanda (2003) e L’anatra, la morte e il tulipano del 2007. E poi La fabbrica delle farfalle (testo di Gioconda Belli), La signora Meier e il merlo, Il miracolo degli orsi, Un paradiso per il piccolo Orso (testo di Dolf Verroen), La creazione (testo di Bart Moeyaert), La Notte, I terribili cinque e Due che si amano. Ciò che affascina e conquista, tanto i bambini quanto gli adulti, è il fatto che in ogni libro, in ogni disegno, il protagonista assoluto sia sempre lo sguardo del bambino: Erlbruch, infatti, nel sintonizzarsi con i bambini è davvero magistrale, restituisce questa visione del mondo “fanciulla” – in cui i bambini si riconoscono e gli adulti si sorprendono – con la sola forza delle illustrazioni.