Il MUDEC di Milano dal 19 marzo al 13 settembre 2020 ospita la mostra “Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo“. Questa è  la mostra, che racconta al pubblico come nasce un capolavoro di animazione, il ‘dietro le quinte’ di alcuni dei più grandi film d’animazione di tutti i tempi firmati Disney, entrando nel vivo dello studio dei personaggi e del processo artistico.

 

Cosa vedere alla mostra

Riuscire a incantare il pubblico di bambini ma anche di grandi, con storie che non invecchiano mai, è considerata una vera e propria arte. Dietro al risultato artistico perfetto si nasconde un lavoro di ricerca creativa lungo anni, che di solito resta nell’ombra.

“Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo”, al MUDEC è la mostra che racconta al pubblico questo processo creativo.

C’era una volta Walt Disney, un pioniere nell’arte dell’animazione. Il suo innovativo approccio creativo allo storytelling ha creato alcuni dei film più belli e famosi del 20° secolo, tra cui Biancaneve e i Sette Nani, Pinocchio e Fantasia. La mostra espone preziose opere originali provenienti dagli Archivi Disney di questi film immortali e di altri celebri film dei Walt Disney Animation Studios, tra cui Hercules, e La Sirenetta, fino al più recente film d’animazione ora nelle sale, Frozen 2, creato da una nuova generazione di artisti e cineasti tuttora profondamente ispirati all’eredità di Walt Disney.

 

Come è organizzata

La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, a cura della Walt Disney Animation Research Library, con la collaborazione di Federico Fiecconi, storico e critico del fumetto e del cinema di animazione, propone un percorso con triplice chiave di lettura.

La mostra racconta al visitatore i capolavori di Walt Disney riconducendo le storie, note a tutti nella versione disneyana, alle antiche matrici di miti, leggende, favole e fiabe delle diverse culture da ogni continente. Queste sono anche le sezioni tematiche della mostra, dove si collocano le storie più famose da cui sono stati tratti i film Disney, presentate in chiave narrativa. Si possono ammirare i bozzetti preparatori di ricerca creativa, incentrati sull’esplorazione di personaggi, oltre alle ambientazioni e le trame narrative.

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Dai miti e leggende ai film di animazione

L’innovazione degli artisti di Disney è stata da sempre quella di portare queste storie al cinema utilizzando diversi strumenti artistici, dal disegno a mano all’animazione digitale. Riuscendo così a modernizzare l’essenza delle favole antiche e il loro valore universale e sempre verde.

L’animazione infatti è un mezzo artistico che racconta con immediatezza, dando aspetti e sentimenti umani agli animali e agli oggetti delle favole, alle fate e ai nani delle fiabe. Con uno studio molto dettagliato dei comportamenti, gli artisti della Disney hanno creato personaggi universali come Topolino e Paperino. Miti e leggende di dei ed eroi, favole di animali, racconti di cavalieri, streghe, maghi e principesse assumono le fattezze dei cartoni animati: da Robin Hood a La spada nella roccia ai Tre porcellini, da Hercules a Pinocchio, Biancaneve e i Sette Nani, La Bella Addormentata nel Bosco, Cenerentola, La Sirenetta, fino ad arrivare al più recente Frozen 2.

La seconda chiave di lettura della mostra è che, mentre il valore simbolico delle storie è rimasto intatto nel tempo, le tecniche di produzione si sono evolute.

 

Come nasce un film d’animazione, il “dietro le quinte”

Ci vogliono mesi e anni di lavoro di un’intera équipe coordinata da un regista per produrre un film d’animazione: un processo creativo lento, continuativo e molto meticoloso, che da un’idea iniziale costruisce un intero film attraverso migliaia di immagini, che via via prendono vita.

In mostra il visitatore potrà ripercorrere l’elaborazione dell’intero processo creativo dietro le quinte di un racconto Disney.

Si inizia da un’idea, un concept di storia e si sviluppa un plot narrativo. Si creano quindi i personaggi. Ogni singolo personaggio che animerà la storia viene studiato visivamente dai creativi Disney.  Ancor prima che il nostro eroe (o il cattivo) abbia le fattezze che siamo abituati a riconoscere nel film, se ne immaginano gli occhi, i capelli, gli abiti e le movenze. Un mare di fogli e fogli di bozzetti preparatori e maquette tridimensionali in cui lentamente il personaggio prende vita.

Il lavoro del team viene supervisionato da un direttore artistico. Con lo stesso procedimento creativo e sotto la sua guida si definiscono le ambientazioni. Svariate le tecniche artistiche utilizzate (che prevedono disegno a grafite, matite colorate e pastelli, carboncini, acquerelli, tempere, acrilici, collages): la computer grafica usata oggi è solo l’evoluzione di quelle tecniche tradizionali, soprattutto nei processi di animazione e colorazione. Trasformando centinaia di migliaia di immagini una dopo l’altra in fotogrammi, si crea il film. La musica, spesso affidata a grandi compositori, accompagna e completa le sequenze e i personaggi.

 

Il visitatore può trasformarsi in narratore

La terza chiave di lettura della mostra consente una interpretazione personale dell’arte dello storytelling.

Il visitatore viene incoraggiato a diventare egli stesso un narratore e potrà percorrere le sale della mostra non solo come spettatore passivo di contenuti, ma come attore protagonista degli stessi.

L’obiettivo è infatti quello di costruire il proprio racconto, che si comporrà in un piccolo libretto da portare a casa. Attraverso postazioni interattive e un allestimento che evoca gli scenari dei grandi capolavori dell’animazione Disney, sarà lo stesso percorso di visita a fornire i ferri del mestiere di ogni grande storyteller.

 

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