Giocare ai piccoli giornalisti, una caccia al tesoro fotografica e laboratori creativi: domenica 14 maggio 2017 è stata una giornata molto intensa a Villa dei Vescovi (Pd), gioiello gestito dal Fai che ha ospitato anche Margherita e la sua famiglia. Ecco il racconto della loro avventura ai Kid Pass Days, mentre su Prime Pagine magazine trovate i reportage dei piccoli Vittoria e Francesco Abbondanza.

Il meteo ci ha graziati per qualche giorno donandoci una domenica con sole e cielo azzurro che ancor di più valorizzavano la splendida cornice di Villa dei Vescovi. Per chi non la conosce, questa villa è stata, come dice il nome stesso, residenza estiva dei vescovi di Padova e devo dire che non si sono fatti mancare proprio nulla: ampie stanze affrescate, logge fresche, un meraviglioso panorama dei colli Euganei ed un parco ampio con laghetto annesso.

Il laboratorio per minireporter

Siamo arrivati alle 11 proprio mentre Erika Saggiorato e Francesca Boccaletto di Prime Pagine iniziavano il laboratorio per minireporter e subito i miei bimbi si sono messi all’opera. Hanno fatto un tour della villa dove dei volontari del Fai raccontavano storia e curiosità.

I bambini ascoltavano, prendevano appunti e fotografavano. Nonostante fosse un gruppo numeroso, i bambini erano molto composti e calati seriamente nella parte. Finita la visita si sono riuniti intorno ad un tavolo ed ognuno ha iniziato a lavorare al suo articolo, incollando immagini, ritagli di articoli e aggiungendo i propri appunti.

Chi non sapeva ancora scrivere, come il mio Francesco, che ha 5 anni, ha potuto fare un bel disegno o un collage. Mia figlia Vittoria (9 anni) mi ha stupita con il suo bell’articolo impaginato come un vero giornale. Complimenti alle ragazze di “Prime pagine” che con pazienza e con il sorriso hanno insegnato ai nostri ragazzi qual è il lavoro del giornalista!

Le sorprese del parco di Villa dei Vescovi

Quando si lavora volentieri il tempo passa in un lampo e senza accorgersene era già passata l’ora del pranzo. Una corsa sotto l’ombra di un grande albero e pic-nic sulla coperta insieme ai nostri amici. Noi adulti boccheggiavamo a causa del caldo inaspettato ed improvviso a cui non siamo ancora abituati, mentre niente ferma i più piccoli, che hanno continuato a giocare, rotolarsi sull’erba e correre senza fermarsi mai.

Sicuramente non ho l’occhio del reporter e mi sono accorta solo dopo tre ore che ai piedi del parco, dopo i vigneti, c’era un altro angolo dove poter sostare. In questa parte ci sono le altalene ed un piccolo laghetto con dei ponticelli molto carini. Ma la cosa che ci ha inchiodato lì (e ci ha fatto arrivare tardi alla caccia al tesoro) era l’acqua piena di girini. Facevamo a gara nel trovare quelli a cui erano già comparse le zampine posteriori, e tutti continuavamo a ripetere Ma quanti ce ne sono?!?. La natura ci stupisce e ci incanta sempre! Infine abbiamo trovato gli artefici di tanta fecondità comodamente appoggiati alle foglie di ninfea, per niente disturbati dai nostri sguardi e schiamazzi.

Caccia al tesoro fotografica e laboratori creativi

Ed ecco che era già l’ora della caccia al tesoro fotografica. Siamo arrivati che molti gruppi erano già partiti, ma non ci siamo disperati ed abbiamo iniziato a cercare i nostri indizi. Il gioco consisteva nel trovare e fotografare dettagli all’interno della villa o nel suo parco e condividerli su Facebook o Instagram. Idea molto intelligente per farci guardare in giro con occhi diversi e pubblicizzare i bei luoghi della villa. Come al solito, non avevo capito nulla e credevo che bastasse solo trovare, fotografare e postare e il primo che finiva vinceva… invece no, vincevano le fotografie più belle. Inaspettatamente abbiamo guadagnato il terzo posto. Evviva!!

Una mezz’oretta di pausa e poi i bambini sono stati coinvolti in due laboratori: la creazione di una cornice e la costruzione di macchine fotografiche giocattolo. Il primo ha dato spazio alla creatività tra perline, sassolini, conchiglie e colori. Qui alcune bambine avevano creato dei capolavori combinando i materiali con vero senso artistico (non i miei figli… ma custodirò comunque i loro lavori come se fossero tesori).

La costruzione della macchina fotografica consisteva nel creare un parallelepipedo di carta, a cui aggiungere tappi di plastica delle bottiglie del latte e d’acqua come obiettivo e pulsante, infine decorare a piacere. In questo caso il risultato era quasi garantito ed in giro trovavi poveri papà con al collo qualche decina di macchinine fotografiche di carta: a nessuno bastava farne una… almeno due o tre a testa!

Alle 18 abbiamo iniziato a “levare le tende”: noi adulti distrutti dalla giornata, mentre i nostri figli con le batterie nucleari ancora completamente cariche: ma come fanno!!?! Un grazie a tutti quelli che hanno contribuito a farci divertire: alle guide, alle associazioni, alle ragazze dei laboratori ed ai nostri amici che ci hanno accompagnato in questa domenica con i Kid Pass Days.

Vai su *Prime Pagine* per leggere il reportage di Vittoria e Francesco