Gli incubi notturni dei bambini possono essere affrontati con una terapia breve ma efficace: la IRT e invitando i piccoli a disegnarli cambiando il finale per renderli meno spaventosi

Tutti i genitori hanno visto i propri figli svegliarsi nel cuore della notte piangendo per un forte spavento dovuto ad un incubo. In alcuni bambini, gli incubi diventano molto frequenti, specialmente in alcuni periodi. È vero che avere incubi notturni è molto diffuso e che spesso, crescendo, i brutti sogni svaniscono da soli o si impara a conviverci; non tutti i bambini però riescono a superare questa fase che rende l’addormentamento un momento difficile e spaventoso, con importanti conseguenze sul loro benessere.
è necessario, quindi, non minimizzare l’importanza degli incubi e dei loro effetti e se possibile intervenire, ma come?

Proprio perché spesso sottovalutato, “fare brutti sogni” è un oggetto di studio ancora poco approfondito ma già dalle prime indagini è emerso come con una breve terapia sia possibile affrontare i propri incubi imparando a sconfiggerli.

Di cosa si tratta? La psicoterapia che sembra ottenere i risultati migliori è una forma di psicoterapia cognitivo- comportamentale detta Imagery Reharsal Therapy (IRT) e che punta non tanto a impedire la formazione di incubi ma piuttosto a cambiarne il finale in modo da renderli meno spaventosi e più facili da tollerare.

Da tempo la IRT viene utilizzata per la cura di adulti con disturbi del sonno, ma alcuni ricercatori si sono chiesti se la stessa terapia sia adatta anche per scacciare i brutti sogni dei nostri bambini.

Gli psicologi Valerie Simard e Tore Nielsen hanno condotto uno studio a Montreal in Canada e hanno scoperto che una versione adattata della IRT per i bambini si dimostra efficace in soli 2 mesi di terapia!

Nello studio di Simard e Nielsen hanno preso parte un gruppo di bambini canadesi tra i 6 e gli 11 anni accompagnati dalle loro madri; il criterio di selezione dei partecipanti era che avessero in media almeno un incubo alla settimana (spesso anche di più).

La terapia si è svolta in tre incontri nell’arco di due mesi in cui sono state fornite da psicologi dell’infanzia sia ai figli che alle loro mamme importanti informazioni e istruzioni circa gli incubi notturni (l’epidemiologia, le false credenze sugli incubi e quali sono i fattori che facilitano l’insorgenza e il mantenimento dei brutti sogni.)

Oltre a consapevolizzare sul tema degli incubi, il trattamento consiste principalmente nell’insegnare a modificare la propria versione del sogno in modo da renderlo meno sgradevole. Mentre con gli adulti si è soliti lavorare in gruppo attraverso esercizi di immaginazione, i due psicologi hanno scoperto che la tecnica più efficace con i bambini consiste nel far loro disegnare i propri brutti sogni creandone una nuova versione meno terrificante.

I risultati di questo studio sono stati davvero incoraggianti: anche nei controlli avvenuti a distanza di 3 e 6 mesi, la terapia si è dimostrata utile a ridurre notevolmente la frequenza degli incubi ma anche nel diminuire l’ansia e lo stress che i bambini provavano nel momento di andare a letto.

Che conclusioni si possono trarre? Innanzitutto che gli incubi possono essere ridotti e che a volte è meglio affrontare le nostre paure piuttosto che trascinarcele dietro sperando che prima o poi svaniscano da sole. Infine è importante sapere che esiste una breve ed efficace terapia, la IRT, che in soli 2 mesi ci aiuta a gestire i brutti sogni dei nostri bambini.

Dott. David Polezzi, psicoterapeuta dell’Associazione Nazionale Mentecomportamento