Il nostro viaggio #congliocchideibambini continua in Molise insieme all’illustratore Gianni Mucci che ha rappresentato la visione dei suoi piccoli corregionali.

Ciao Gianni! Grazie di aver accettato di rappresentare il Molise attraverso il progetto #congliocchideibambini, presentati ai lettori di Kid Pass!

Mi chiamo Giovanni Mucci e sono un graphic designer e un illustratore. Da freelance collaboro con agenzie e professionisti di vari settori, dal mondo dell’editoria a quello dell’advertising, dal mondo degli eventi a quello del fashion design e della musica, sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre come storyboard artist ho collaborato alla realizzazione di vari spot andati in onda sulle principali reti nazionali. Disegno da sempre e tra un disegno e lo sviluppo di una identity mi rilasso suonando (male) vari strumenti musicali oppure riempiendo il mio sketchbook sia quando sono a casa sia quando sono in viaggio (per la gioia dei passeggeri che mi sono vicino).

Sei il portavoce dei tuoi piccoli corregionali con la tua illustrazione, in che città vivi e cosa caratterizza di più la tua terra?

Anche se da diversi anni vivo e lavoro a Pescara sono molisano. E devo tanto alle mie origini. Il Molise è una regione piccola e poco conosciuta ma è contraddistinta da una grande umanità e genuinità nei rapporti tra persone. E’ una terra che ha lavorato e lavora in silenzio e che ha un ritmo proprio, lento ma continuo, che spesso segue più la cadenza naturale delle stagioni che non quella dei mercati o della voracità della vita metropolitana. Ed è per questo che spesso non viene percepita dai radar delle persone… Vivere o “essere del Molise” significa imparare a capire la visione delle cose dal punto di vista di una minoranza e ad apprezzare la forma della vita democratica di un Paese che permette, appunto, alle minoranze (e mi riferisco anche a quelle etno-linguistiche molto presenti in regione come quella “arbereshe” o quella “croata”, che è una minoranza nella minoranza) di poter essere parte del processo politico e culturale di un Paese.

In Molise la vita è un percorso che si svolge a misura d’uomo, dove tutti si conoscono, dove quasi tutti parlano o perlomeno conoscono il proprio dialetto, dove ogni 5 chilometri però il dialetto cambia, dove ogni paese ha le sue leggende e i suoi miti, dove se “vieni da fuori” e sei ospite di un molisano è la fine del tuo fegato e della tua dieta ma l’inizio di una grande amicizia. Per il resto, il Molise ha in larga parte le stesse qualità delle altre regioni italiane: siti archeologici, città romane, paesaggi naturali da cartolina, prodotti enogastronomici tipici riconosciuti, borghi e castelli, mare e montagna, parchi e riserve naturali, laghi e abbazie, agricoltura intensiva e artigianato di qualità, punte di eccellenza e situazioni critiche. Il tutto compresso in un territorio geomorfologicamente abbastanza “ballerino”. Nel mondo è sicuramente conosciuto dagli oltre 600 mila emigranti molisani e relativi discendenti (sì, ci sono più molisani in giro per il mondo che nel Molise stesso) tra cui uno dei più conosciuti è anche uno degli attori cinematografici più apprezzati a livello mondiale, cioè Robert De Niro.

Il mondo sta cambiando e dobbiamo fare i conti con una nuova realtà, com’è vissuta nella tua regione?

La quasi totalità dei molisani ha vissuto il periodo del lockdown come la maggior parte degli italiani, con molta attenzione e con grande responsabilità. Certamente avere un territorio costituito per la maggior parte da piccoli comuni, disseminati tra montagne e colline, che sicuramente non favorisce uno scambio umano veloce o un traffico intenso, ha permesso la minor diffusione possibile del virus (come accaduto anche in altre zone dell’Italia “interna” peraltro). Ma questa esperienza ha messo in luce tante esigenze e tanti nodi da sciogliere, come ad esempio la situazione, già critica prima del covid, della sanità regionale (che ha convinto ulteriormente le persone a stare ben chiuse in casa), e si spera che questa sia l’occasione giusta per poter rimediare a molti di questi problemi. Ad ogni modo, pur essendo un periodo difficile per tutti, molte persone in Molise sono state facilitate nel superare la quotidianità del lockdown grazie alla vicinanza della campagna, dall’avere a disposizione un giardino privato e soprattutto grazie ad un’abitudine abbastanza consolidata nel creare e consumare in casa molti prodotti come pane, conserve, marmellate, salumi, formaggi, etc.

gianni mucci illustrazione congliocchideibambini

Hai rappresentato la visione dei piccoli Molisani con uno scorcio coloratissimo di un borgo della tua regione, come hai scelto il soggetto?

Pur non vivendo in un centro storico ho realizzato che per molte persone che vivono nei paesini in qualche modo la comunicazione tra vicini di casa c’è sempre stata ed è continuata nonostante tutto, magari da balcone a balcone, da finestra a finestra. Vivere in un piccolo paese è come vivere in una grande famiglia o in un grande palazzo…solo un po’ più “diffuso”. Il balcone poi è stato il grande protagonista del periodo dell’isolamento. Per questo i bambini hanno continuato a giocare con i loro vicini di casa, a distanza, anche da un balcone all’altro, come se il vicoletto diventasse una continuazione del perimetro domestico, una specie di “stanza in comune” della grande casa “paese”, mentre tutte le strade erano completamente vuote.

Quale frase sceglieresti per accompagnare la tua illustrazione?

La frase potrebbe essere molto semplicemente “I colori e la creatività aiutano sempre a superare ogni tipo di distanza”.

Manda un saluto ed una frase di incoraggiamento ai piccoli lettori di Kid Pass!

Cari bimbi non smettete mai di disegnare e di immaginare un mondo a colori perché ce ne sarà sempre bisogno. Quindi portate sempre con voi dei colori o una matita.

gianni mucci illustratore molise congliocchideibambini

 

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#congliocchideibambini, le visioni dei piccoli secondo gli illustratori italiani e del mondo