I preparativi di Alberta, Seba e delle loro figlie, in partenza per l’America Latina alla scoperta del biologico e dell’equo-solidale

Alberta sta lavorando quotidianamente al percorso: a gennaio si parte e non c’è tempo da perdere. Trascorre quindi le giornate tra gli allenamenti in sella alla due ruote e le ricerche sul web, tracciando l’itinerario che da Ushuaia (Tierra del Fuego) condurrà la sua famiglia fino in Colombia. Al suo fianco il compagno Seba, guida nazionale di mountain bike, e le figlie Anna e Angela, già piccole fan della vacanza in bicicletta: avranno più di un anno e mezzo di tempo per esplorare l’America Latina visitando aziende agricole che producono materie prime biologiche, realtà legate al commercio equo-solidale o con i presidi Slow Food, aziende legate a WWOOF (World Wide Opportunities on Organic Farms).

L’idea di trascorrere un anno fuori dall’Italia con le bambine balenava nella mia testa già da anni – ci racconta Alberta, laureata in Cooperazione allo sviluppo all’Università di Padova e responsabile di una bottega del commercio equo-solidale – Volevo trovare un progetto inerente a ciò che avevo studiato. Ecco nel 2012 un primo viaggio di un mese in Sudafrica, paese in cui Seba ha vissuto per 12 anni, che ha portato tutti e quattro a girare in macchina, testando la possibilità di trasferirsi. Ma organizzare un trasferimento per poi ripartire dopo solo un anno sarebbe stato troppo complicato per le bambine. È nata così l’idea di un percorso itinerante in Sud America.

Con due figlie, che al momento della partenza avranno sei e otto anni, l’organizzazione risulta fondamentale: bisogna valutare altitudini, dislivelli, clima, percorsi, e prevedere delle soluzioni “di emergenza”. Per quanto riguarda vitto e alloggio utilizzeremo WWOOF, Couchsurfing e Warmshowers (quest’ultimo dedicato proprio ai cicloviaggiatori), ma molti pernottamenti saranno in tenda, per cui bisogna attrezzarsi bene sia per le temperature alte che quelle basse. Il loro progetto sta già destando l’interesse di molte famiglie e curiosi, per cui verrà avviata a breve una campagna di crowdfunding al fine di coprire il costo dei biglietti aerei e di alcune spese in loco.
Assolutamente da non sottovalutare è poi la scelta delle biciclette, una sorta di tandem, che permetteranno alle bambine di pedalare al loro ritmo o di prendersi delle pause mentre mamma e papà continuano. Ma se organizzare un viaggio di questo tipo costa fatica, questa viene pienamente ricompensata da ciò che può offrire un’esperienza itinerante in bicicletta: è il mezzo più ecologico e permette di scoprire lentamente ciò che sta intorno, perfetto per gli obiettivi che si sono dati. Vogliono infatti capire e vedere da dove vengono tante materie prime che le famiglie utilizzano quotidianamente, ma che non vengono coltivate in Italia: banane, zucchero, cacao, caffè – tra le tappe principali ci sarà quindi anche una visita alla cooperativa peruviana Apbosman che coltiva banane bio certificate Fairtrade, un progetto che rientra anche nelle Terre di Ecor.
Tutto questo mantenendo un rapporto stretto con la scuola: il sito Happy Family BIOcycling verrà aggiornato con foto e con un diario di viaggio, rendendo così accessibile questa forma di roadschooling ai compagni di classe delle bambine e fornendo materiale didattico integrativo. Alberta, Seba e le bambine sono inoltre da poco rientrati da S-cool 2015, l’incontro nazionale di educazione parentale che si è svolto a Rimini dal 19 al 22 giugno, che ha dato loro importanti spunti su come provvedere all’educazione scolastica delle bambine durante il viaggio.

Già in questa fase organizzativa Alberta e Seba sono entrati in contatto con moltissime persone, sia italiane che sudamericane, assaporando già quello che sarà mood del viaggio: è la prima volta che organizzano un viaggio in America Latina, quindi i rapporti umani sono fondamentali per la riuscita dell’impresa.
Al di là delle esperienze specifiche che vivranno quotidianamente, Alberta crede infatti che il valore più grande di questo progetto sia sentirsi cittadini del mondo, soprattutto in un contesto socioeconomico come quello attuale: le bambine impareranno ad adattarsi, a capire che non c’è solo un modo di vivere, che non esiste una cultura principale e migliore delle altre.

I prossimi passi? Sulla tabella di marcia ho già segnato due settimane di vacanza in bicicletta ad agosto e altre due a novembre per testare tutti i materiali, ci spiega Alberta, a cui restano ancora un po’ di mesi per mettere a punto tutto. E noi, curiosissimi, seguiremo il suo roadbook.