Sono circa 2 milioni in Italia e non vogliono più essere considerate eccezioni ad un “modello normale”. Per questo rivendicano formule personalizzate per la gestione della quotidianità con i propri bambini

Sono circa due milioni in Italia, cresciute del 25 per cento in dieci anni. Eppure da noi le famiglie monogenitoriali restano poco indagate e – a sentire loro – infondo considerate ancora come anomalie. Secondo l’ultima ricerca Istat, questa realtà composita riguarda il 16 per cento delle famiglie italiane: l’80 per cento sono separati o divorziati, e l’85 per cento donne.

Per molte di queste famiglie, che non sempre hanno attorno una rete familiare (i preziosissimi nonni, gli zii, ecc.), problemi e incombenze quotidiani risultano doppiamente pesanti e anche l’organizzazione dei momenti di svago con i propri figli può risultare complicata. La buona notizia tuttavia è che oggi essere un genitore single non significa più essere un genitore solo, e il web in questo offre un valido sostegno: negli ultimi anni stanno infatti fiorendo associazioni e progetti a supporto di coloro che devono affrontare la crescita di un figlio senza aiuti.

Un esempio è Smallfamilies, un progetto sociale e culturale nato nel 2012 da un’idea di Gisella Bassanini, ricercatrice e madre smallfamily, condivisa con altri due genitori single, Michele Giulini ed Erika Freschi. Smallfamilies nel 2013 apre il sito web e in un anno diventa una piccola “piattaforma – osservatorio”, mentre nel 2014 diventa associazione di promozione sociale: la mission è disegnare futuri nuovi, dare ascolto e voce alle diverse realtà, offrendo orientamento, informazioni, servizi, strumenti e creando una rete tra i componenti delle comunità smallfamilies.

“I bisogni espressi dalle smallfamilies con cui entriamo in contatto – spiega Gisella Bassanini – sono di vario genere: ci sono emergenze dettate dalla disperazione, molte richieste di informazioni sull’esistenza di opportunità e un diffuso bisogno di socialità. Fare rete per noi è infatti fondamentale, sia per condividere problemi e soluzioni sia per darci concretamente una mano”.

E sul tempo libero aggiunge: “Tempo libero e vacanze sono un privilegio che molte smallfamilies non possono permettersi, e anche chi può incontra ancora molti limiti: il principale è l’applicazione dello “sconto famiglia” solo ai nuclei di due adulti più un bambino. Fortunatamente oggi qualcosa si muove a nostro favore: Trenitalia applica la riduzione anche a un solo genitore in viaggio con il figlio”.

Le famiglie monogenitoriali oggi alzano la testa, rivendicano una propria dimensione sociale. E spesso più forte in questa richiesta è quel 15 per cento composto da uomini, padri single che vivono con i figli, ai quali pesa la solitudine e la mancanza di tempo per sé. Socializzare, trovare nuovi amici, scambiarsi opinioni e pareri, confrontarsi e confortarsi è ciò che ha spinto Roberto, padre single, a creare la community di Genitori Single Italia, e Bruno a fondare OneParent, un gruppo di mutuo aiuto online.

Per i genitori single è nato anche un social network dedicato, GenGle, che offre loro l’opportunità di crearsi una rete di amicizie per condividere il proprio tempo libero in compagnia dei propri figli, senza sentirsi isolati o svantaggiati dalla propria situazione. Non solo, gli utenti iscritti possono mettersi in contatto per scambiarsi opinioni, esperienze e consigli sulla loro vita o sulla crescita dei figli. L’unico requisito per far parte di Gengle, che serve 34 città italiane, è quello di essere un genitore single. Come ci racconta l’ideatrice, Giuditta Pasotto, fare rete con chi si trova nella stessa situazione per i “gengle” è fondamentale: “Confrontarsi alla pari con chi ha un trascorso simile al nostro è importante per almeno due motivi: da un lato non temiamo di essere giudicati dalla persona con cui stiamo dialogando, dall’altro, sappiamo che il nostro interlocutore può capirci fino in fondo”. Un confronto, spiega ancora Giuditta, che giova anche ai figli che, quando si ritrovano con i bambini di altri genitori single, comprendono che la loro famiglia non è diversa, ma uguale a molte altre.

Dalla quotidianità alle vacanze: la rete si arricchisce di portali dedicati alle smallfamilies, con offerte dedicate ai genitori soli in vacanza con i propri figli. Per chi sceglie mete italiane c’è Vacanzepergenitorisingle, mentre per chi decide di passare le ferie all’estero, il sito Singleparentsonholiday presenta un catalogo di destinazioni anche oltreconfine, con pacchetti in Austria, Croazia, Spagna, Grecia e Marocco. C’è poi la community inglese (a cui si accede, però, versando una quota di 20 sterline) di Singleparenttravelclub, i cui membri si incontrano su una pagina Facebook privata conoscendosi e organizzando vacanze condivise con altri genitori single.