Abbiamo visitato le Officine Ansaldo del Teatro alla Scala di Milano: una mattinata per scoprire i retroscena di un’Opera teatrale, fra scenografie e costumi meravigliosi. Ed abbiamo scoperto che alla Scala l’Opera è davvero per tutta la famiglia!

L’emozione dell’Opera…

Chi ama andare a teatro a godersi l’Opera conosce l’emozione degli istanti che precedono l’inizio di una messa in scena. Il sipario è ancora chiuso, le luci in sala si stanno per spegnere. Si respira un silenzio speciale, denso delle emozioni di chi, da un momento all’altro, riceverà in dono una storia con le sue suggestioni, attraverso la presenza e la preparazione degli artisti e della loro musica, del loro cantare, danzare, recitare per noi spettatori.

La visita alle Officine Ansaldo del Teatro alla Scala di Milano ha dato ulteriore nutrimento a questa emozione, aggiungendo la  consapevolezza di come per gli addetti al ‘dietro le quinte’ il giorno della messa in scena rappresenti il compimento di un lavoro attivo da mesi, frutto di grande impegno, dedizione, passione. Soprattutto  di una grande sinergia, data dalla collaborazione di tanti artisti-artigiani, che con i loro diversi ruoli ed abilità, condividono lo stesso obiettivo: vedere il sipario aprirsi e rivelare così le loro creazioni sul palco.

Il Tour nel “dietro le quinte”

Abbiamo visitato questa ‘Fabbrica del teatro’ con una guida d’eccezione: Paola Bisi, responsabile della Comunicazione dell’Accademia alla Scala, che ci ha accompagnati lungo questi laboratori-atelier inseriti in un importante struttura di 20.000 metri quadrati, suddivisi su tre padiglioni.

I tre padiglioni

Il nostro tour è cominciato visitando il padiglione intitolato allo scenografo Benois, dove abbiamo potuto ammirare gli scenografi trasformare grandi lastre di polistirolo in vere e proprie sculture, gli spazi dedicati a l’assemblaggio, la falegnameria, l’officina meccanica. Osservando tutto questo è scappato un sospiro di stupore nel pensare che ognuna di queste opere sarà la cornice di qualche cantante, ballerino, attore.

In un secondo momento ci siamo spostati nel padiglione Caramba, dedicato alla sartoria e all’elaborazione di costumi, dove ci sono stati svelati alcuni segreti del mestiere, come le ‘strutture nascoste’ sotto all’abito che servono a darne la forma, o le ‘cuciture sporche’, a cui viene lasciato un margine per offrire possibilità di adattamento, nel caso ad esempio di un cambio del cast. In questo padiglione che abbiamo conosciuto Clara Sarti, docente scenografa della Scala, appassionata (in maniera contagiosa!) del suo lavoro, che ci ha dato la possibilità di osservare da vicino un abito dello spettacolo Elisir d’Amore, indossato per noi dalla cantante Sara Rossini, interprete di Adina. Gli abiti di quest’opera, ci ha spiegato, sono interamente dipinti a mano, ed in scena vi è un vero tram milanese (di legno!).

Le Officine comprendono poi il padiglione Visconti, che ospita la sala prove del coro ed uno spazio scenico per le prove di regia perfettamente corrispondente al palcoscenico del Piermarini.

Ed infine, ciliegina sulla torta, abbiamo potuto scrutare una parte dello spazio magazzino dove sono custoditi più di 60.000 costumi degli spettacoli del Teatro alla Scala.

Un lavoro di squadra

È stato davvero emozionante osservare i ‘lavori in corso’, capire come da un semplice bozzetto del capo scenografo o del regista si giunga ad un vero e proprio allestimento scenico, o ad un costume, grazie alla passione degli oltre 150 protagonisti di questo luogo dedicato alla creazione, e grazie alla cooperazione fra i diversi artisti.

Vi è un altro aspetto che ci ha molto colpiti e riguarda il passaggio di esperienze e conoscenze da maestro ad allievo che avviene in questo ‘cantiere teatrale’. Tra i lavoratori, oltre che scenografi, tecnici, sarti e costumisti, ci sono anche gli allievi dell’Accademia, che hanno la possibilità di formarsi al fianco dei loro docenti e maestri d’Arte, condividendo il progetto e sperimentando dal vivo la professione per cui si stanno formando.

L’elisir d’Amore: l’Opera a dimensione di famiglia

L’elisir d’amore è in cartellone fino al 9 Marzo 2019, con la regia di Grischa Asagaroff, le scene e i costumi di Luigi Perego, la direzione musicale di Pietro Mianiti e l’Orchestra e le voci dei Solisti dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano.

Parte del progetto “Grandi spettacoli per piccoli”, è un’Opera rivolta a bambini e ragazzi, che ha lo scopo di avvicinarli al mondo dell’Opera. Ogni anno viene proposta l’esecuzione di un celebre titolo in forma ridotta con una versione a loro dedicata.

Avvicinare i bambini all’Opera significa offrire anche a loro la possibilità di poter respirare quello speciale silenzio di un sipario che sta per aprirsi, e soprattutto, di godere la bellezza di uno dei patrimoni artistici più preziosi che abbiamo.

I laboratori del Museo teatrale alla Scala

Segnaliamo inoltre i laboratori Museo Teatrale alla Scala che coinvolgono i più piccoli alla scoperta di questo luogo speciale per esplorare le meraviglie dell’opera in modo allegro e divertente, usando il linguaggio universale della creatività. Anche i più piccini potranno addentrarsi nel mondo delle note e fra le sale sia del Museo sia del Teatro con il laboratorio “Brilla Museo!”, ideato quest’anno appositamente per i bambini dai 4 ai 5 anni, mentre per i più grandi (dai 6 ai 10 anni) tornano gli affascinanti incontri “Museo, mia Musa” e “Buongiorno Museo!”

F.I.L.A. è al fianco del Teatro alla Scala anche quest’anno sostenendo le iniziative rivolte a bambini e ragazzi. Con GIOTTO Colore Ufficiale del programma di sala è accanto ai giovani spettatori per rendere più colorato e ancora più emozionante l’incontro con lo spettacolo con un kit speciale, creato ogni anno appositamente sul tema dell’opera e supporta tutti gli avvincenti laboratori del Museo Teatrale alla Scala, pensati anche per piccolissimi.