Un anno fa entrava in vigore la legge sul cyberbullismo: per la prima volta al fenomeno veniva data una definizione certa. E si coinvolgevano le scuole per azioni di prevenzione e contrasto. A distanza di un anno come sta andando? Ne parliamo con il Telefono Azzurro.

Un caso al giorno e per il 55% segnalati da bambine o ragazze. Di cosa parliamo? Parliamo nuovamente di cyberbullismo. Sono i dati forniti dalla dottoressa Simona Maurino, referente della linea di ascolto 114 Emergenza Infanzia di Telefono Azzurro, a un anno dalla promulgazione della legge sul cyberbullismo. Abbiamo chiesto il suo aiuto per provare a fare il punto, e capire quanto questo fenomeno dei nostri tempi si sia diffuso e se la legge abbia aiutato l’emergere dei casi.

Bullismo e cyberbullismo sono spesso connessi

La legge 71 del 29 maggio 2017 aveva come titolo “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Obiettivo della normativa è quello di contrastare il fenomeno in tutte le sue manifestazioni, con azioni preventive e puntando all’educazione dei minori coinvolti. Questo sia per quello che riguarda le vittime sia i responsabili, assicurando inoltre l’attuazione degli interventi necessari. Il cyberbullismo è un fenomeno in crescita: si conta almeno una vittima ogni trenta bambini. Come Telefono Azzurro possiamo dare uno spaccato in riferimento ai casi che arrivano al nostro osservatorio – spiega Maurino – I dati che abbiamo fanno riferimento ai casi di bullismo e cyberbullismo gestiti nel periodo compreso tra il 30 giugno 2016 e il 31 agosto 2017, sia attraverso la linea telefonica gratuita 19696 sia attraverso la chat (www.azzurro.it/chat). In questo arco temporale, fra le 2975 segnalazioni ricevute, 430 riguardavano casi di bullismo e cyberbullismo. Un caso al giorno. Spesso non si tratta di situazioni ben definite, ci può essere la compresenza di dinamiche di cyberbullismo e bullismo, o casi che da uno sfociano all’altro.

Dei 430 casi gestiti, la maggior parte ha riguardato bambini e adolescenti che hanno chiesto aiuto per situazioni di bullismo (80%). Mentre i casi che riguardano bambini o adolescenti in difficoltà prevalentemente per episodi di cyberbullismo sono il 20%. Il 4,2% dei casi segnalati per bullismo e cyberbullismo segnalati a Telefono Azzurro rappresentano la motivazione secondaria della richiesta di aiuto: le vittime di bullismo, in questi casi, vivono contemporaneamente situazioni di abuso e violenza, al di fuori della scuola e della rete, problemi relazionali, stati di sofferenza legati a difficoltà emotive e psicologiche.

Il cyberbullismo colpisce di più le ragazze, il bullismo inizia molto presto

La linea telefonica è il mezzo più utilizzato da bambini e ragazzi per segnalare il fenomeno. C’è da aggiungere anche che il periodo dell’attività scolastica (spesso la scuola è il contesto preponderante in cui avvengono i fenomeni) è quello in cui arrivano maggiori segnalazioni. Nei casi segnalati prevalgono situazioni di cyberbullismo che derivano da circostanze reali tra ragazzi che hanno in qualche modo avuto relazioni e contatti . Per quanto riguarda il genere delle vittime, non si riscontrano differenze tra le proporzioni di maschi e di femmine, che costituiscono rispettivamente il 53% e il 47% dei casi. Tuttavia, approfondendo, si nota come la differenza emerga invece per il cyberbullismo, fenomeno del quale si registrano più vittime femmine (55% dei casi), rispetto ai maschi (30% dei casi).

Per quanto riguarda l’età delle vittime di bullismo e cyberbullismo, è possibile rilevare come più di una vittima su due di bullismo o cyberbullismo per cui è stato contattato Telefono Azzurro è pre-adolescente (54%). Il 16% delle vittime di bullismo e cyberbullismo sono bambini dai 6 ai 10 anni, mentre il 30% è costituito da ragazzi adolescenti dai 15 ai 17 anni. Il bullismo inizia molto presto e riguarda bambini della scuola primaria nel 19% dei casi, mentre nel 26,5% dei casi vede come vittime adolescenti dai 15 ai 17 anni. La fascia che però risulta maggiormente interessata da questo fenomeno è quella della preadolescenza: infatti, un ragazzo su 2 è vittima di bullismo dagli 11 ai 14 anni.

Il cyberbullismo, invece, ha inizio in modo preponderante in preadolescenza (51,9% delle vittime appartengono a tale fascia), età in cui cresce significativamente l’utilizzo di Internet e soprattutto l’accesso ai social network. Il fenomeno prosegue in adolescenza: il 46,5% dei casi riguarda infatti adolescenti dai 15 ai 17 anni). I maschi sono maggiormente vittime nella preadolescenza (47,1% vs 38,7%), mentre le femmine sono più attaccate durante l’adolescenza (61,3% vs 52,9%).

Il ruolo della prevenzione

La legge è stata un primo passo importante per andare nella direzione di dare agli interventi un carattere preventivo ed educativo per allontanarsi dalla logica meramente repressiva – continua Simona Maurino di Telefono Azzurro -. Si può fare di più e meglio, perché ad esempio consideriamo le 48 ore di tempo che i siti e i social hanno per valutare e rimuovere i contenuti sono un’eternità. Sappiamo che bastano pochi secondi per condividere e ricondividere e diffondere in modo incontrollabile un contenuto. Non si può comunque che apprezzarne lo spirito rieducativo, apprezzando particolarmente quegli aspetti tesi a responsabilizzare i minori che hanno commesso degli illeciti, quali l’istituto dell’avvertimento. La legge inoltre promuove l’educazione al digitale e il coinvolgimento dei genitori. È importante quindi che i ragazzi e i bambini, spesso capaci ma non competenti, abbiano dei punti di riferimento che invece li guidino sulla strada di una maggiore consapevolezza.

Una iniziativa della Polizia Postale

Si chiama #Cuoriconnessi ed è una campagna di prevenzione realizzata nel 2016 dalla Polizia di Stato, assieme a Unieuro, ma che continua a girare in varie regioni d’Italia, attraverso la proiezione di un docufilm itinerante contro il cyberbullismo basato su fatti realmente accaduti. La campagna è rivolta agli adolescenti e alle loro famiglie e si integra alle numerose iniziative di sensibilizzazione e prevenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’obiettivo è fornire alla platea consigli utili per un uso consapevole e responsabile della tecnologia, dagli smartphone, ai pc, ai tablet, per far comprendere le conseguenze che questo fenomeno può generare nella vita di un ragazzo, attraverso il confronto diretto con le possibili vittime. Perché troppo spesso il cyberbullismo “fa più male delle botte” .