turismo e eventi per famiglie e bambini kid pass
turismo e eventi per famiglie e bambini kid pass
a
come trovare una babysitter giusta

Come trovare la babysitter giusta

da Dic 24, 2022Guide per genitori

Home » Guide per genitori » Come trovare la babysitter giusta

Che sia un aiuto periodico, quotidiano, o da chiamare solo in emergenza, il denominatore comune è uno: la babysitter, o il babysitter (ce ne sono molti!) deve essere una persona di fiducia. Perché le affidiamo “semplicemente” il nostro tesoro più prezioso. Come trovare la persona giusta? Ecco i nostri consigli su come trovarla, come gestire il colloquio e sulle modalità di pagamento.

Come cercare una babysitter

Ci sono sostanzialmente quattro modi per cercare una babysitter, dai più tradizionali ai più “smart”. In ordine di preferenza:
• l’intramontabile passaparola
• le piattaforme di incontro domanda/offerta come Toptata o Sitly
• le bacheche virtuali gestite dai Comuni, o da enti loro collegati (per es. gli Informagiovani)
• gli annunci fisici in luoghi strategici (asili, palestre, supermercati, ludoteche etc.)

Modalità 1: il passaparola

Nulla batte il passaparola. Non per raggiungere l’obiettivo: la probabilità di trovare una babysitter con il passaparola, infatti, è identica alle altre modalità. Ma per la scrematura: nessuno ti consiglia qualcuno con cui ha avuto, o sa che altri hanno avuto, una brutta esperienza. Il passaparola, poi, è di fatto l’unico vero modo per trovare una babysitter in caso di emergenza (malattia, un problema al lavoro o che).

Modalità 2: Toptata o Sitly

Toptata e Sitly sono piattaforme a registrazione gratuita (Sitly è a pagamento per alcune funzionalità) dove famiglie e babysitter possono inserire il loro annuncio. Selezionando bene i filtri (luogo, età dei bambini e disponibilità richiesta, innanzi tutto) vi restituiranno già un buon numero di candidate… e anche di candidati. Se come famiglia inserite un annuncio ben circostanziato, riceverete anche tantissime candidature spontanee. Mettetevi via che passerete molto tempo a guardare profili, per selezionare la vostra “rosa”.

Modalità 3: bacheche virtuali comunali

Inserisco questa opzione più come auspicio che torni pienamente operativa, man mano che il post pandemia diventa sempre più “post”. Infatti prima del Covid molti Comuni, nell’ambito dei servizi sociali, avevano organizzato dei corsi di formazione per babysitter (con un’infarinatura di pedagogia, alimentazione, sicurezza), stilando poi una sorta di albo che era accessibile alle famiglie del territorio.
Oppure, le amministrazioni avevano attivato altre modalità di incontro domanda/offerta, anche coinvolgendo sportelli specifici come l’Informagiovani. Il vantaggio nell’avere questa sorta di intermediazione pubblica, soprattutto in caso di corsi di formazione, è che le persone “improvvisate” si escludono da sé.

Modalità 4: annunci fisici

Anche questi sono intramontabili come il passaparola: chi si propone come babysitter spesso lascia annunci, corredati dei classici foglietti col numero da strappare, in luoghi frequentati da bambini e famiglie, come gli asili, le ludoteche, le palestre o i supermercati.

Come gestire il colloquio con la potenziale baby sitter

Una volta che avete selezionato le potenziali babysitter… bisogna conoscerle! Come prima cosa, dovete avere ben chiare le vostre esigenze non negoziabili. Per esempio, quando abbiamo cercato noi unababy sitter (nostra figlia aveva 3 mesi) avevamo due punti fermi: avrebbe dovuto partecipare allo svezzamento che sarebbe cominciato di lì a poco (quindi con conoscenza delle manovre di disostruzione pediatrica), e non doveva essere un problema il fatto che io fossi presente (lavoro da casa). Quando siete trasparenti sulle vostre esigenze, il colloquio va da sé. E lasciatevi anche condizionare dalla sensazione “a pelle”.

Un consiglio: se una candidata vi è piaciuta, ma non ha accettato la vostra offerta, chiedetele se potete contattarla in caso di emergenza. Avrete un numero in più! E se voi sarete piaciuti a lei, state pur certi che vi darà altri contatti “fidati”, anche se ha scelto di non lavorare per voi. E il passaparola delle professioniste!

Come pagare una baby sitter: evitate il lavoro nero

Non nascondiamoci dietro a un dito: pagare in nero una babysitter è molto, molto diffuso. Forse perché le soluzioni “in chiaro” non sono note, o perché si teme di rimanere invischiati nella temibilissima italica burocrazia. Invece, avere una babysitter in regola è molto più semplice e meno oneroso di quel che si pensa. E, soprattutto, è molto più sicuro. Per tutti.

Spiega Serena Badan, consulente del lavoro e socia dello Studio Dal Brollo e associati: «Il lavoro nero, che è illegale a prescindere, è assolutamente sempre da sconsigliare per una forma di tutela per ambo le parti, sia per i genitori come datori di lavoro, sia per le babysitter. Pensiamo solo se il bambino affidato alla babysitter si fa male, o la babysitter stessa ha un infortunio durante il lavoro: ci possono essere risvolti, anche di natura penale, che diventano pesanti se non si hanno le tutele legali derivanti dalla costituzione del rapporto di lavoro».

Come pagare una baby sitter: assunzione o libretto famiglia

Le modalità di pagamento in chiaro di una babysitter sono sostanzialmente due: l’assunzione con contratto di lavoro domestico (cioè il contratto “colf e badanti”), oppure il libretto famiglia. Conviene l’assunzione se instaurate con la babysitter un rapporto di lavoro continuativo, praticamente quotidiano. Il libretto famiglia è più utile per un incarico periodico (per esempio, 1-2 pomeriggi a settimana) o su chiamata. Fermo restando che è diritto di ogni lavoratrice contrattare la retribuzione col datore di lavoro, per sapere quale delle due modalità scegliere potete farvi assistere da uno studio di consulenza del lavoro o dallo sportello “colf e badanti”, che è presente in quasi tutti i centri di assistenza fiscale collegati ai sindacati.

La retribuzione oraria minima di partenza secondo il contratto è di circa 9 euro l’ora, leggermente più bassa rispetto ai “buoni orari” da 10 euro del libretto famiglia. Entrambi prevedono contributi e assicurazione Inail, mentre col contratto – ovviamente – la babysitter gode di tutti i diritti del lavoratore dipendente (ferie, malattia, TFR). Il contratto, inoltre, non ha particolari vincoli in caso di scioglimento, in caso famiglia e baby sitter alla fine “non si trovino”.

Il libretto famiglia, una volta superato l’impatto con la rigidità del portale dell’Inps, è molto semplice da utilizzare: il genitore carica il suo portafoglio virtuale con la somma utile, indica giorni e orari in cui la babysitter presta servizio quel mese, e nei primi giorni del mese successivo l’Inps accredita direttamente il compenso netto alla lavoratrice, dirottando a Inail e alla cassa previdenziale le quote relative.

Leggi anche la Guida all’Assegno Unico Universale

Antonella Scambia

Antonella Scambia

Antonella Scambia è giornalista freelance e collabora con Kid Pass dal 2016. La curiosità è alla base del suo mestiere, curiosità che mette al servizio dei lettori nelle ricerche che conduce per scrivere gli articoli, che siano itinerari, idee per vivere la cultura in famiglia o temi legati alla genitorialità.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Novità

canzone kid pass siamo noi di nicole di danieli koi

DA SCOPRIRE

collaborazioni con kid pass 2025

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

RICEVI SUBITO UN REGALO DA KID PASS!

In omaggio abbiamo preparato un regalo speciale per te: 10€ di sconto sui corsi per bambini di Kid Pass Edu!

Resta aggiornato sulle migliori proposte family nella tua città e non solo!

 

Trattamento dati personali

Grazie per esserti iscritto! Riceverai via email il codice sconto in omaggio.