Anche i bambini subiscono il fascino e il mistero dei travestimenti artigianali e artistici, e imparano ad amarli – non solo a Carnevale – quando ne raccontiamo loro storia e particolarità. Con Francesca Cecamore di Kartaruga abbiamo compiuto un piccolo viaggio in questo mondo fantastico.

La maggior parte dei bambini aspettano trepidanti il Carnevale, che finisce proprio oggi, per potersi sentire per qualche ora forti o bellissimi come i personaggi dei cartoni più amati. Pochi invece sanno che il periodo più colorato e divertente dell’anno nell’incantata Venezia è una vera e propria istituzione, dietro alla quale esiste una tradizione pluricentenaria legata alle maschere. Per raccontarla ai più piccoli, nulla di meglio una chiacchierata con Francesca Cecamore di Kartaruga, dove il Carnevale e i suoi simboli sono un’arte che si inserisce in un solco antico.

Kartaruga è un laboratorio veneziano dall’esperienza più che trentennale dedito alla creazione e decorazione delle maschere. Kartaruga riassume la propria fiabesca identità proprio nel nome, che fonde le parole “cartapesta”, il materiale utilizzato, e “tartaruga”, l’animale raffigurato nello stemma di marmo presente sulla facciata del primo laboratorio.

La maschera veneziana è molto più di un travestimento, durante il Carnevale e non solo. Come spiegare questa ricchezza ai bambini?
Spiegare la ricchezza e la bellezza della maschera veneziana ai bambini non è difficile, noi lo facciamo raccontando loro la storia e suscitando curiosità ed emozione attraverso le immagini. Raccontiamo com’era Venezia un tempo e come si svolgeva la vita quotidiana, mostriamo loro i dipinti di quel periodo sottolineando che, in qualche modo, si tratta delle “foto” del tempo.

Come nasce una vostra maschera?
Una maschera è un’idea che prende forma modellando l’argilla. Quando il modello in argilla è pronto viene colato del gesso liquido per ottenere, una volta che si solidifica, il calco in negativo del modello. Il calco è la base della lavorazione delle maschere in cartapesta e viene conservato con cura. Per realizzare la maschera in cartapesta usiamo pezzettini di carta intrisi di colla facendo tre o quattro strati e poi lasciamo asciugare. Quando è pronta, se necessario, passiamo della carta vetrata per rendere liscia la superficie ed infine tagliamo la forma degli occhi. A questo punto la maschera può essere decorata.

Il mondo delle maschere artigianali e artistiche va oltre il Carnevale: in quali altre occasioni o contesti esse tornano ad essere protagoniste?
Maschere artigianali e… artistiche, appunto. Sicuramente il loro valore va oltre alle feste: le maschere vengono usate anche per diverse produzioni come quelle teatrali e cinematografiche. Le nostre creazioni negli ultimi decenni hanno calcato palcoscenici e set del cinema internazionale, come la maschera di Tom Cruise in Eyes Wide Shut, rinominata “Tom”, o la bauta (il travestimento veneziano del Seicento per eccellenza) usata da Heath Ledger in Casanova, o ancora le collezioni per le boutique del Cirque du Soleil.

Quali sono le creazioni più richieste? Perché?
In realtà non ci sono maschere più richieste di altre, l’universo delle maschere è immenso: ci giungono richieste di maschere che sono legate all’antico uso della maschera di Venezia oppure di maschere “più moderne”, ma sempre rigorosamente realizzate a mano.

In base alla vostra esperienza, i più piccoli conoscono le maschere tradizionali? Le scelgono ancora?
Abbiamo potuto constatare che i bambini scelgono le maschere tradizionali quando le conoscono e riconoscono, e questa è una responsabilità che spetta a noi adulti: se riescono a trasmettere ai più piccoli la storia, il valore, la ricercatezza delle maschere artigianali e artistiche allora i bimbi sapranno cercarle ed apprezzarle.

Per avvicinare i bambini al mondo delle maschere e all’arte di crearle Kartaruga organizza dei laboratori rivolti a loro. Come è nata e come è stata accolta questa iniziativa?
Collegandomi alla domanda precedente… l’idea dei laboratori è nata proprio dall’esigenza di raccontare il legame che c’è tra Venezia e questa arte, intesa come mestiere artigiano. Volevamo che i bambini, prima di tutto quelli veneziani, conoscessero questa parte della nostra storia e in qualche modo riuscissero a interiorizzarla, diventando essi stessi piccoli artigiani.

Perché è importante per un bambino creare la propria maschera? Che significato e quali benefici può avere?
Molti pensano che le maschere a Venezia siano solo la conseguenza del Carnevale contemporaneo e non sanno che invece esse sono parte delle nostre radici. Perciò è necessario rendere partecipi i bambini e… gli adulti. I laboratori sono un successo anzitutto per i bambini veneziani, e non solo per i “foresti”. Le scuole di Venezia avvicinando i bimbi alla storia e alle tradizioni della città, fanno capire loro che Venezia è ancora viva e non è solo un museo a cielo aperto. Inoltre i bambini vivono con estrema meraviglia l’uso dei colori, la decorazione della maschera. A noi può sembrare una cosa scontata, ma per loro non lo è affatto: spesso vivono attraverso tablet e telefonini, ovvero in maniera “virtuale”, dar loro invece la possibilità di toccare, manipolare, dipingere e dare sfogo alla fantasia significa offrire loro la possibilità di vivere un’esperienza di crescita.