Abbiamo visitato il Museo Canova e la Gipsoteca di Possagno (Treviso), affiancando alla visita tradizionale a quella virtuale della Canova Experience che arricchisce l’esposizione di nuovi contenuti e suggestioni.

Fin da quando erano molto piccole, le nostre figlie Vera (oggi 10 anni) e Petra (6 anni) ci hanno sempre seguito in musei e mostre, dimostrando di volta in volta una personale capacità di interessarsi e farsi coinvolgere da ciò che stavamo osservando. Ricordo la più grande qualche anno fa distesa a terra davanti alle Ballerine di Degas al Musée d’Orsay di Parigi, mentre riproduceva tutù e scarpe da punta sul suo inseparabile bloc notes, o la più piccola incollata alle teche del Museo Egizio di Torino mentre ci bombardava con le sue curiosità tutt’altro che banali. Non me l’ero però mai sentita, sebbene si trovi a poche decine di chilometri da casa nostra e rappresenti una delle più alte manifestazioni artistiche venete e nazionali, di affrontare con loro la Gipsoteca e il Museo Antonio Canova di Possagno (Treviso). Il candore del gesso, la grandezza dell’arte dell’eclettico artista, l’atmosfera sospesa e mistica in cui sono immerse le sculture mi pareva necessitassero di un po’ di maturità in più, di maggiore consapevolezza da parte delle bambine. Ci ha pensato la tecnologia a convincermi.

Qualche mese fa, infatti, il 1° dicembre scorso è stato inaugurato il progetto Canova Experience, curato da Asolana Group, che ha impresso una svolta digital alla Gipsoteca e al Museo. Una piccola grande rivoluzione che da subito ha solleticato la mia curiosità, proiettando quel luogo, che nel mio immaginario apparteneva ad un tempo sospeso, nel presente e avvicinandolo quindi anche alla possibilità di essere visitato con i più piccoli. Così, in una uggiosa domenica di aprile, con mio marito e le bambine abbiamo pianificato di trascorrere una giornata a Possagno.

Gipsoteca e Museo a misura, e costi, di famiglia

Il complesso museale è accessibile con il “biglietto famiglia”, disponibile per due adulti e quanti bambini si vuole (una buona notizia per i nuclei numerosi!), e il percorso di visita si snoda dalla Gipsoteca all’ala nuova (l’ampliamento realizzato dall’architetto Carlo Scarpa), alla casa dello scultore, fino all’aula didattica interattiva dove si incontra il progetto Canova Experience. Si inizia quindi con una visita tradizionale.

Per favorire il loro coinvolgimento e stimolare il loro sguardo, prima di partire da casa avevamo consigliato a Vera e Petra di inserire negli zainetti la macchina fotografica e un blocchetto per gli schizzi: purtroppo alla biglietteria abbiamo appreso che non è possibile scattare foto, ma il bloc notes si è rivelato prezioso e di fronte ai gessi delle Grazie, di Amore e Psiche o delle Danzatrici, che sembrano sospese in aria con le vesti leggerissime che ne accarezzano i corpi, si sono sedute a terra (e a volte liberamente distese) e, calandosi nell’atmosfera sospesa e unica, hanno iniziato a tratteggiare i contorni sinuosi delle statue.

La casa di Antonio Canova

Molto utile è passare poi alla visita della casa di Antonio Canova, dove tra le sue stanze e i suoi ritratti si riscopre l’umanità e la quotidianità di un mito. Non solo, qui si può conoscere come nascevano i capolavori che realizzò: dal disegno al bozzetto in argilla, in terracotta o in cera, alla creazione della statua in argilla in cui veniva colato il gesso per creare la forma, e infine al modello in gesso su cui inseriva dei chiodini di bronzo (che punteggiano i gessi e non erano sfuggiti alle bambine nella Gipsoteca) che utilizzava per trasferire attraverso un pantografo le proporzioni dal prototipo alla statua di marmo.

Scoprire i dettagli con la Canova Experience

Infine, la tanto attesa esperienza immersiva, Canova Experience, che ci ha permesso di ripercorrere la visita alla Gipsoteca e alla casa dello scultore (sul sito del progetto è presente un’anteprima) offrendoci nuovi punti di vista e permettendoci di soffermarci su dettagli che ci erano sfuggiti “dal vivo”. Il tavolo multimediale dell’aula didattica ha subito attratto le manine, che fino a quel momento non avevano potuto toccare nulla, e in autonomia le bambine hanno rifatto il percorso: la più grande, di 10 anni, si è anche divertita a ruotare e osservare da tutte le angolature le statue che più le sono piaciute, leggendo anche le informazioni fornite.

Grande successo hanno riscosso pure le postazioni con visori Oculus, che proiettano il visitatore nella Gipsoteca assicurandogli un’esperienza di realtà aumentata unica: puntando le singole opere se ne può ingrandire, girare e capovolgere l’immagine, per un’osservazione a 360 gradi. Come ho fatto a finire in un’altra stanza?!, è stata la prima reazione delle bambine, tra il sorpreso e il divertito.

Per poter vivere quest’esperienza anche a distanza si può scaricare la app gratuita (solo per dispositivi Android) e acquistare e scaricare i file Museo e Casa del Canova sul sito del progetto (ci si deve dotare di Cardboard o Oculus). Mentre per Vera, la più grande, la sezione più appassionante è stata la Gipsoteca, quest’ultima aula virtuale è risultata la preferita di Petra, che non sa ancora leggere ed ha perciò trovato un valido aiuto nella tecnologia.

I gessi di Canova e la Prima Guerra Mondiale

Per concludere, il percorso propone una ricostruzione video della Gipsoteca nel 1917, all’indomani del bombardamento subito durante la Prima Guerra Mondiale. L’aver posizionato questo contenuto al termine della visita è, in virtù del momento storico in cui viviamo, secondo me geniale. È stato, infatti, guardando insieme questo video che ho avuto la certezza che visitare il museo insieme alle nostre figlie sia stata una scelta positiva e costruttiva: mentre scorrevano le immagini di distruzione si sono lasciate andare a considerazioni in cui sono affiorati tutto lo sdegno, il dispiacere e il dolore per le splendide opere di Canova spezzate, sfregiate, talvolta frantumate, e quasi mi sono commossa nel sentirle ragionare sull’orrore della guerra, che distrugge gli uomini ma anche tutto il bello che fino a quel momento hanno saputo creare.

Mi sbagliavo nel considerare il patrimonio del complesso museale canoviano “senza tempo”, etereo ed eterno, grazie allo sguardo delle bambine l’ho percepito oggi come molto fragile, del tutto dipendente dalla nostra capacità di saperlo gestire e preservare. L’arte riesce talvolta ad impartire preziose lezioni di civiltà… Il nostro giudizio è assolutamente positivo e vi consigliamo senza alcun dubbio una visita: scoprite il calore e l’umanità delle opere canoviane!