Chiudere le feste andando a vedere un film in famiglia è sempre una bella idea, e se non avete ancora visto l’ultimo lavoro Disney-Pixar, ve lo consigliamo: una storia sull’importanza della famiglia e delle tradizioni.

C’è ancora tempo, anche domani 6 gennaio, per scoprire Coco, questo piccolo capolavoro frutto del lavoro del regista Lee Unkrich (Alla ricerca di Nemo, Monstersßamp;Co.) che, chiuso il terzo capitolo di Toy Story, nel 2010, e per sette anni, si è dedicato alla scrittura di questo film. Il risultato è un’opera che si snoda fluidamente attraverso variegati temi: un film sull’importanza della famiglia e delle tradizioni, che riesce a toccare con leggerezza anche il tema della morte. Coco ci ha sorpresi ed emozionati con i colori e la musica del Messico.

Ispirato alla festa messicana del Giorno dei Morti

Il film Disney-Pixar si ispira alla festività messicana del Giorno dei Morti e racconta la storia del dodicenne Miguel, figlio di calzolai, cui è proibito far musica a causa delle malefatte di un antenato musicista. Però, dice lo stesso Miguel, Lo so che non dovrei amare la musica ma non è colpa mia. La musica è nelle mie vene. Quando nel Giorno dei Morti Miguel si ritrova a suonare la chitarra del defunto musicista Ernesto de la Cruz, viene magicamente trasportato nell’aldilà e costretto a risolvere gli antichi e mai sopiti problemi di famiglia.

Coco insegna… a inseguire i sogni

Coco è un film molto allegro, colorato, con una colonna sonora bellissima – ci racconta Valentina, 39 anni, mamma di Anna, 10 – La storia di un bambino con un sogno, diventare un grande musicista, ostacolato dalla famiglia. La bisnonna infatti, era stata abbandonata dal marito che aveva fatto della musica il suo sogno. Ma la verità non è quella che la famiglia crede e Coco la scoprirà… ma non ve la svelo. La morale dell’equilibrio tra la passione e la famiglia è molto forte, e raccontata attraverso gli occhi di un bambino pieno di entusiasmo per la vita che capisce, e fa capire, che non serve rompere con i propri affetti per realizzarsi. Anche Anna ha qualcosa da dire su Coco: Mi è piaciuto molto perché spiega che i sogni vanno sempre inseguiti nonostante gli ostacoli che si possono incontrare durante un cammino. Coco ci dice allo stesso tempo che non bisogna mai scordarsi della propria famiglia, perché è proprio la famiglia che, come può, ti aiuta sempre nelle tue scelte. Ho provato gioia e emozione allo stesso tempo.

Coco insegna… che niente è più importante di coloro che ami

Per tutta la durata del film viene affrontato un tema delicato come la morte, restando sempre su toni spensierati ed allegri. La scelta coraggiosa della Pixar – ci racconta Gianluca, 44 anni che ha visto il film assieme al figlio Leonardo, 7 anni – di farlo uscire proprio adesso nell’era Trump, secondo me è da standing ovation, visto che i personaggi sono proprio dei messicani. E poi mi è piaciuto molto perché ha rappresentato il mondo dei morti non come un luogo lugubre e triste ma come un mondo colorato e divertente. Lo consiglierei a tutti adulti e bambini per una visione condivisa e… a prova di lacrima. Enza,40 anni, mamma di Cesare, 8 anni e Adriano (4): Se avete drammi familiari in corso, non andate per il vostro bene. Perché non sarà intelligente come Inside Out o geniale come Monsters ßamp; Co., ma Coco ti acchiappa le budella dal primo momento, per farti piangere come un bambino nel finale (ma pure per tutta l’ultima mezz’ora). Insomma, un film che ribadisce che niente è più importante di coloro che ami.