Precauzioni e suggerimenti utili da tenere in considerazione prima di esporre neonati e bambini al sole.

Ventun giugno, l’estate ha ufficialmente inizio. Sole, mare: è tempo finalmente di dedicarsi alle tanto desiderate vacanze. Occhio però! Se da un lato il sole può favorire alcuni processi rinvigorenti per l’organismo di adulti e piccini, dall’altro può causare danni alla salute. La parola d’ordine è, quindi, precauzione. Con l’arrivo dell’estate possiamo godere dei benefici dell’aria aperta, cerchiamo allora di capire come goderla al meglio con i consigli della nostra pediatra di fiducia, la dottoressa Giuliana Rossi.

Partiamo dai lati positivi: il sole fa bene ad adulti e bambini, è un vero e proprio toccasana per il sistema neurologico e per lo sviluppo scheletrico, aiuta la pelle a produrre e sintetizzare la vitamina D e a fissare il calcio alle ossa. Il sole favorisce un corretto equilibrio sonno/veglia ed influenza il tono dell’umore, non solo – precisa la dott.ssa Rossi – i raggi solari ci vengono in aiuto nel contrasto di alcune malattie cutanee come la dermatite atopica (eczema) o la psoriasi.

Dottoressa, quali sono le precauzioni da adottare nell’esposizione dei bambini al sole?
Ci vuole parecchia attenzione, soprattutto se i bambini sono molto piccoli. L’esposizione solare senza alcuni accorgimenti può essere rischiosa sia a breve termine (ustione e colpo di calore) sia a lungo termine: ricordiamo che le ustioni nell’infanzia sono fattori di rischio per l’insorgenza di tumori cutanei in età adulta. Non voglio creare allarmismi, ma mi preme inoltre ricordarvi che l’eritema solare è già segno di danno dei tessuti.

Ci suggerisce gli accorgimenti più importanti per prevenire l’insorgere di manifestazioni cutanee pericolose e proteggere i nostri piccoli?
Innanzi tutto non esporre al sole diretto i bambini d’età inferiore ai 6 mesi. Con i bambini più grandi invece è consigliabile evitare l’esposizione durante le ore centrali (11-16) e favorire un’esposizione graduale in tutto il corso delle vacanze. Fondamentale è poi l’utilizzo del cappellino, possibilmente con frontino ed occhiali da sole. L’esposizione al sole diretto, soprattutto senza la protezione del capo, può causare un colpo di calore, che si presenta con nausea, vomito, debolezza, crampi muscolari, febbre molto elevata, cute calda e secca (assenza di sudore). I provvedimenti da adottare in questi casi vedono come fondamentale il raffreddamento del bambino. Lo si deve spostare in un ambiente fresco e ventilato, spogliarlo e bagnarlo delicatamente con acqua. Fondamentale la sua reidratazione: nei casi peggiori può essere necessaria la reidratazione endovenosa in ospedale.

Quali sono invece le creme solari da utilizzare per i bambini?
Sicuramente le creme con alto fattore protettivo sia X UVB che X UVA. In linea di massima fino ad un anno di età si può utilizzare una crema con fattore di protezione 50, successivamente si può passare ad una crema con SPF (sun protection factor) pari a 30, a meno che non sussistano reali problemi di fotosensibilità, familiarità per melanoma, fototipo 1 o chemioterapia in atto. Spesso mi viene chiesta quale sia la frequenza di applicazione del prodotto: il mio suggerimento è di rimetterlo ogni 2 ore e sempre dopo i bagni o importanti sudate dei bambini. Non fate poi affidamento sul fatto che i bambini siano sotto l’ombra degli alberi o riparati dall’ombrellone: i raggi del sole filtrano comunque.

Le creme da sole non sono comunque sufficienti: la FDA (la food and drug administration, l’organo americano che controlla i farmaci) sconsiglia l’utilizzo di creme solari nei bambini d’età inferiore ai 6 mesi, questo perché – evidenzia la nostra pediatra – la loro pelle è molto sottile e assorbe facilmente gli ingredienti chimici dei prodotti, aumentando il rischio di reazioni allergiche ed infiammazioni. Eventualmente il consiglio è di testare il prodotto in una piccola area del corpo qualche giorno prima. I bambini con fototipo 1 e 2 (capelli rossi o biondi e pelle chiara) sono più a rischio. E ancora: attenzione al sole riflesso (acqua, sabbia), al vento e alle nuvole che aumentano il rischio di ustione perché viene ridotta la percezione del calore. E bere: Offriamo spesso da bere ai nostri piccoli, ricordandoci che il loro rischio di disidratazione è maggiore. I bambini allattati esclusivamente al seno non hanno bisogno di acqua, ma si può offrire loro più spesso il seno. Si può fare molto anche con l’alimentazione: il consiglio per i genitori è quello di favorire in estate un’alimentazione ricca di frutta e verdura (che contengono molta acqua e sali minerali, che si perdono con la sudorazione) e povera di grassi; rinfrescare con bagnetti e adottare un abbigliamento leggero, possibilmente con tessuti naturali. Per i bambini più piccoli secondo la dottoressa – basteranno pannolino e body di cotone, con cappellino fuori di casa e maniche e pantaloni lunghi in presenza di zanzare. Ultimo consiglio: ok all’aria condizionata, in casa o in macchina, ricordatevi però di regolare la temperatura a 25° o 27° ed evitate sbalzi eccessivi e troppo rapidi tra i vari ambienti.