Con o senza animali, sotto il tendone accadono magie che da decenni incantano i bambini. Tanto da veder nascere molte scuole-gioco che attraverso l’insegnamento delle discipline circensi fondono sport, arte e creatività

Atteso, immaginato, sognato, il circo per la generazione di noi genitori era una dimensione magica, un luogo sospeso dove poter scoprire e ammirare cose mai viste prima: muovevamo passi voraci su quel ghiaino che entrava nei sandaletti, fino a scostare il lembo del tendone pesante e all’interno l’odore acre degli animali pizzicava le narici, le divise sgargianti degli acrobati ci riempivano gli occhi e, mentre i genitori si sbracciavano per attirare l’attenzione del clown che vendeva i pop corn, noi rimanevamo composti in trepidante attesa.

La crisi dello spettacolo viaggiante

Poi sono venute le contestazioni contro l’utilizzo degli animali, le lotte e i boicottaggi. Contemporaneamente, si sono sviluppate anche altre forme di divertimento. Così il circo è passato di moda. L’ultimo rapporto Censis – Centro Studi Investimenti Sociali 2016 conferma il presentimento: il numero di spettacoli in cinque anni è calato dell’11 per cento e, nel frattempo, è diventata evidente la preferenza del pubblico verso un “circo contemporaneo”, moderno, che ruoti intorno all’artista umano e non a spettacoli basati su felini, dromedari, ippopotami, ma anche pinguini, piranha, alligatori (secondo una ricerca del 2010 della Lav – Lega Antivivisezione, gli animali “detenuti” nei circa cento circhi italiani erano duemila). E per fortuna il circo ha saputo reinventarsi, per salvare una tradizione che resta affascinante. L’esempio più famoso è il Cirque du Soleil, la forma più elevata ed evoluta raggiunta dal circo negli ultimi anni, nasce con lo scopo di dar vita a una forma artistica completamente nuova partendo, però, dalle antiche tradizioni del circo: gli spettacoli di giocoleria, i numeri dei clown, i trapezisti, i numeri di abilità e destrezza. Il tutto proteso, grazie ad esercitazioni, ginnastica, prove fisiche, danza alla perfezione.

A scuola di circo

Oggi, rispetto al passato, possiamo scegliere tra le proposte di circo con animali e quelle con soli acrobati, potendo così regalare ai nostri bambini quella magia che ci ha accompagnato da piccoli in armonia con la nostra coscienza e sensibilità. Soffermiamoci sul circo senza animali: il circo di soli acrobati incanta e stupisce per la ricercatezza delle scenografie, per l’eccezionalità dei numeri, per la leggerezza degli artisti che volteggiano sotto al tendone. Attraverso questa esperienza è possibile trasmettere ai più piccoli l’insegnamento che, attraverso passione e impegno, si può raggiungere qualsiasi traguardo, anche quello di fluttuare da un sostegno all’altro con incredibili salti e attorcigliamenti. Molti bimbi uscendo da uno spettacolo simile sentono la voglia di provarci (per esperienza, l’effetto è immediato: siete avvisati!) e per assecondarli negli ultimi anni sono nati percorsi pensati apposta per loro: arti circensi, giococirco e teatrocirco sono tutti modi diversi per intendere le proposte per avvicinarli al mondo del circo in modo ludico, attraverso il gioco e le sperimentazioni sul proprio fisico. Non si tratta di una vera e propria disciplina sportiva, ma di una presa di coscienza delle proprie potenzialità espressive attraverso esercizi mirati capaci di apportare benefici fisici e psichici, in grado di sviluppare in modo armonioso tutte le parti del corpo. Se molti degli esercizi proposti sono i medesimi di discipline come la danza, la ginnastica artistica, l’atletica, l’obiettivo rimane, comunque, quello di una formazione globale dei piccoli, che considera anche le sue esigenze e le sue possibilità espressive e creative. A Milano, ad esempio, c’è la Piccola Scuola di Circo, a Bergamo lo Spazio Circo Bergamo, a Sarzana, Spezia, c’è Facciamo Circo e molte altre ancora in tutta Italia.