Aristotele spiegato ai bambini
In questo terzo articolo di Filosokids – filosofia per piccoli e grandi curiosi, potete trovare spunti e argomenti sul filosofo greco per eccellenza da approfondire in classe come a casa. Ecco Aristotele spiegato ai bambini:
Allievo di Platone, Maestro di Alessandro Magno
Se bisogna per forza scegliere un filosofo della triade classica che ha avuto un’influenza persistente sulla storia del pensiero occidentale, beh, Aristotele è forse quello che la spunta. Il suo pensiero (compresi molti dei suoi errori) è ovunque all’interno della nostra tradizione culturale, pure dove non ce lo immaginiamo!
Nato nel 384 a.C. a Stagira, una città della Grecia settentrionale, è considerato a buon titolo uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi. È stato allievo di Platone e maestro di Alessandro Magno, non propriamente due sconosciuti.
Un pensatore universale: dagli animali alla poetica
Studioso longevo, ha scritto un mucchio di roba, praticamente su ogni tema possibile: dalla poetica alle parti del corpo degli animali. Il suo contributo così vasto gli ha dato una fama immensa, tale che sue idee ce le siamo rimasticate per tutto il medioevo, pure quelle sbagliate. Aristotele ha influenzato il pensiero occidentale per secoli. Le sue opere sono state studiate e adottate da filosofi, scienziati e teologi nel corso della storia (e c’è stato un periodo in cui era proprio impossibile contraddire le sue idee, anche se Aristotele era morto da secoli).
Bisogna essere onesti però: il suo lavoro ha gettato le basi per molte delle discipline moderne e il suo metodo di ricerca e osservazione è ancora utilizzato oggi.
L’eredità di Aristotele: influenza e metodo
Di che idee parliamo? Cercando di concentrarci su quelle buone.
Per cominciare, Aristotele ha sviluppato le basi della logica, un modo di pensare e ragionare correttamente. Ha introdotto il concetto di sillogismo, un tipo di ragionamento deduttivo.
L’esempio classico è: se tutti gli uomini sono mortali e Socrate è un uomo, allora Socrate è mortale. Semplice, vero? Da una premessa generale si ricava una definizione particolare. La logica ci aiuta a capire come arrivare a conclusioni corrette partendo da premesse vere… ed è tipo il modo che si ha per capire se una cosa è vera o falsa, per provare se certe affermazioni sono contraddittorie e via dicendo. Tutti la usiamo, lui semplicemente ha formalizzato il suo funzionamento… diventando l’incubo degli studenti universitari di filosofia.
Etica e Felicità: la giusta misura
Poi, Aristotele si è occupato di Etica, di cosa sia la felicità e di cosa significhi vivere una vita considerata “buona”. Avete presente l’espressione ‘Una rondine non fa primavera?’ Ebbene, è sua. Sta in un libro che si chiama ‘Etica Nicomachea’ e si intende in un senso molto ampio: ‘’un segnale isolato non è sufficiente a trarre conclusioni’’ cioè ‘’una vita ben vissuta ma con una sbavatura, rimane una vita ben vissuta’’, diffidate delle redenzioni dell’ultimo minuto!
Aristotele credeva che la felicità fosse il fine ultimo della vita. Ma non stava parlando di una felicità momentanea, come mangiare un gelato, ma di una felicità duratura, che si ottiene vivendo una vita virtuosa, cioè in grado di capire qual è la giusta misura nelle cose. Su questa roba (che sembra banale buonsenso) ancora si scrivono libri.
Un esempio di curiosità inesauribile
Diciamo che servirebbe un’intera serie di podcast per parlare di tutto quello che Aristotele ha detto e una in più per parlare delle cantonate che ha preso (ma può succedere, se si parla di tutto). Sarebbe interessante scoprire cosa c’entra con Galileo, con la Medicina, con la politica, la biologia… ma il tempo è poco.
Che cosa resta? Il suo esempio: come la curiosità e il desiderio di sapere possano portare a scoperte e conoscenze profonde (cantonate a parte).
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