Riassunto
La Biennale di Venezia 2026 si può visitare gratuitamente con i bambini grazie ai padiglioni delle Partecipazioni Nazionali e agli Eventi Collaterali a ingresso libero, distribuiti fuori dai Giardini e dall'Arsenale e aperti dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Attraversando Cannaregio, San Marco e Dorsoduro si toccano dieci tappe gratuite, dal giardino sonoro della Santa Sede ai tappeti volanti della Moldova fino al Junkanoo delle Bahamas: un percorso di circa tre ore a piedi, pause escluse, adatto anche a bambini dai 4-5 anni in su.
Un giardino segreto, tappeti volanti, stampe, ricami, bachi da seta, uccelli estinti e gli Argonauti: la Biennale Arte di Venezia può diventare una scoperta interessante anche per bambini e ragazzi, senza necessariamente acquistare il biglietto della mostra principale.
Oltre ai Giardini e all’Arsenale, la città ospita infatti numerose Partecipazioni Nazionali a ingresso libero e alcuni Eventi Collaterali gratuiti, distribuiti tra palazzi storici, chiese, scuole e altri luoghi del centro.
Ma c’è un altro motivo per scegliere questo itinerario con i bambini: i padiglioni gratuiti permettono di scoprire Venezia in modo diverso, seguendo i ritmi della famiglia. Non c’è la necessità di vedere tutto o di trascorrere ore all’interno di un’unica grande esposizione. Si può scegliere una tappa, raggiungerla camminando tra calli e ponti, fermarsi per una pausa e poi decidere se proseguire oppure no.
È un modo più libero di vivere la città sull’acqua con i bambini, alternando arte, passeggiate e piccole esplorazioni veneziane. E proprio perché non è necessario acquistare un biglietto per un percorso unico, si può costruire la giornata secondo i tempi e le energie dei più piccoli.
Per questo itinerario abbiamo selezionato 10 tappe gratuite, partendo dalla Stazione di Venezia Santa Lucia e procedendo verso Cannaregio, San Marco e infine Dorsoduro.
1. Santa Sede: un giardino segreto dove l’arte si ascolta
Si parte dalla Stazione di Venezia Santa Lucia.
A pochi passi dalla stazione si trova il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, uno spazio verde normalmente chiuso al pubblico che durante la Biennale diventa una delle sedi del Padiglione della Santa Sede.
Qui l’arte non si guarda soltanto: si ascolta. I visitatori ricevono le cuffie e si immergono in un percorso sonoro tra le piante del giardino, con composizioni realizzate da musicisti, poeti e artisti contemporanei. Anche la natura entra nell’esperienza, attraverso un sistema che traduce in suono l’attività bioelettrica delle piante.
Per i bambini è una tappa particolarmente suggestiva: un giardino segreto da esplorare con le orecchie, tra natura, musica e tecnologia.
Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, Cannaregio 54. Ingresso libero, con prenotazione.
2. Moldova: i tappeti volanti diventano realtà
Dalla zona della stazione si prosegue verso Campo San Geremia, fino alla Chiesa dei Santi Geremia e Lucia.
Qui la Moldova presenta On the Thousand and Second Night dell’artista Pavel Brăila: tappeti tradizionali sospesi in aria grazie a una flotta di droni.
Ma c’è un particolare che rende l’esperienza ancora più suggestiva: la sala è completamente al buio. I tappeti si intravedono nell’oscurità e per apprezzare davvero l’installazione bisogna lasciarsi guidare dall’immaginazione. Un po’ come entrare dentro una fiaba e doverla ricostruire nella propria testa.
L’opera mette insieme fiaba, tradizione e tecnologia, trasformando i droni in improbabili “compagni di volo” dei tappeti. Per i bambini è una tappa curiosa e piacevolmente immersiva.
Chiesa dei Santi Geremia e Lucia, Cannaregio 272. Ingresso libero.
3. Indonesia: quando la stampa fa riemergere ciò che è stato cancellato
Si prosegue verso la Scuola Internazionale di Grafica, dove l’Indonesia presenta Printing the Unprinted.
Il progetto utilizza la grafica e la stampa per riflettere sulla memoria: ciò che è stato cancellato, nascosto o escluso dalle narrazioni ufficiali può essere nuovamente impresso e riportato alla luce.
Ma questa tappa offre qualcosa in più: è l’occasione perfetta per entrare in una stamperia ancora in funzione, vedere da vicino gli strumenti e le tecniche della stampa e scoprire come un’immagine possa nascere da un procedimento artigianale.
Per i bambini è un modo concreto per avvicinarsi alla grafica, osservando un mestiere antico ancora vivo e comprendendo come una tecnica artistica possa diventare anche uno strumento per raccontare e conservare la memoria.
Scuola Internazionale di Grafica, Cannaregio 1798. Ingresso libero.
4. Padiglione Gaza: la memoria passa attraverso il ricamo
Si continua lungo Strada Nova fino a Palazzo Mora, dove è allestito l’Evento Collaterale Gaza – No Words – See the Exhibit, dedicato alla Gaza Genocide Tapestry.
L’opera riunisce 100 pannelli ricamati a mano da donne palestinesi della Palestina, dei campi profughi e della diaspora.
Attraverso il tatreez, il tradizionale ricamo palestinese, raccontano la distruzione di Gaza e le esperienze vissute dalla popolazione dal 2023.
È proprio la scelta del ricamo a rendere questa mostra particolarmente interessante anche per i bambini: le immagini della guerra non vengono rappresentate in modo cruento, ma attraverso fili, colori, simboli e forme. Il ricamo diventa così un modo per parlare di memoria, pace, guerra e identità attraverso il linguaggio dell’arte.
Palazzo Mora, Cannaregio 3659, Strada Nova. Ingresso libero.
5. Su Xiaobai: quando la pittura incontra la scultura
Da Palazzo Mora si prosegue verso Palazzo Soranzo Van Axel, dove è allestito l’Evento Collaterale Su Xiaobai’s Alchemical Universe.
Prima ancora delle opere, vale la pena guardarsi intorno: Palazzo Soranzo Van Axel è una dimora veneziana del Quattrocento, con cortile, pozzo e dettagli architettonici che raccontano la Venezia delle grandi famiglie mercantili. Nel corso degli anni i suoi ambienti sono stati scelti anche come set cinematografico, tra cui quello di Giulietta e Romeo.
All’interno, l’artista cinese Su Xiaobai presenta 23 opere realizzate soprattutto con la lacca, lavorata attraverso strati, pigmenti e superfici che fanno apparire le opere quasi sospese tra pittura e scultura.
Una tappa interessante con i bambini perché permette di unire arte contemporanea e storia di Venezia: prima si esplora una vera dimora veneziana del Quattrocento, poi si osserva come un materiale tradizionale possa trasformarsi in un’opera contemporanea.
Palazzo Soranzo Van Axel, Cannaregio 6099. Ingresso libero.
6. Vietnam: i bachi da seta diventano parte dell’opera
Si entra quindi nel sestiere di San Marco, fino a Ca’ Faccanon, dove il Vietnam partecipa per la prima volta alla Biennale con Vietnam: Arte nel flusso globale.
Tra le opere più curiose per i bambini c’è quella di Le Huu Hieu, che mette in relazione arte e natura integrando nel processo creativo anche bachi da seta vivi. Muovendosi sulle superfici, gli animali contribuiscono alla trasformazione dell’opera.
Un’occasione per scoprire il legame tra natura, animali, artigianato e arte, osservando come un’opera possa cambiare nel tempo.
Ca’ Faccanon, Calle delle Acque, San Marco 5016. Ingresso libero.
7. Nuova Zelanda: gli uccelli che non ci sono più
Da San Marco si raggiunge la Riva degli Schiavoni, dove all’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà la Nuova Zelanda presenta grandi fotografie dedicate agli uccelli autoctoni del Paese.
Tra i protagonisti ci sono lo huia, estinto da oltre un secolo, e il whēkau, conosciuto come il “gufo ridanciano”. Alcune delle specie fotografate sono ormai scomparse, altre sono a rischio. La mostra diventa così un modo originale per parlare ai bambini di biodiversità, estinzione e tutela degli animali, incontrando attraverso la fotografia creature che non è più possibile osservare in natura.
Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà, Castello 3698. Ingresso libero.
8. Georgia: sulle tracce degli Argonauti
Dalla Riva degli Schiavoni si prosegue verso Dorsoduro, fino a Palazzo Querini, a San Barnaba.
La Georgia presenta Modern Argonauts – Georgian Crossroads, un progetto che parte dal mito degli Argonauti e del Vello d’Oro per raccontare la Georgia come crocevia tra culture, popoli e territori.
Il riferimento alla mitologia è un ottimo aggancio per i bambini: dalla storia di Giasone e degli Argonauti si passa a un viaggio contemporaneo tra immagini, proiezioni, suoni e scritture.
Palazzo Querini, Calle Lunga San Barnaba 2691. Ingresso libero.
9. Sierra Leone: un incontro tra culture
Sempre a Dorsoduro si raggiunge il Liceo Artistico Michelangelo Guggenheim, dove la Sierra Leone presenta Mondi Presenti / Worlds of Today.
È la prima partecipazione della Sierra Leone alla Biennale e il progetto mette in dialogo artisti della Sierra Leone, di altri Paesi dell’Africa occidentale e della scena internazionale.
Una tappa particolarmente interessante con bambini più grandi e adolescenti, per trasformare la visita alla Biennale in un viaggio tra culture, storie e punti di vista differenti.
Liceo Artistico Statale Michelangelo Guggenheim, Dorsoduro 2613. Ingresso libero.
10. Bahamas: colori, maschere e materiali di recupero
L’ultima tappa porta ancora a Dorsoduro, al San Trovaso Art Space, proprio davanti allo storico squero.
Il Padiglione delle Bahamas porta a Venezia il Junkanoo, la tradizionale festa caraibica fatta di musica, maschere e costumi. Gli artisti John Beadle e Lavar Munroe utilizzano anche materiali di recupero, trasformando oggetti semplici in nuove opere.
Una conclusione adatta alle famiglie, perché permette di parlare di riciclo e creatività: materiali destinati a essere buttati possono acquistare una nuova vita attraverso l’arte.
San Trovaso Art Space, Dorsoduro 947. Ingresso libero.
Come organizzare la giornata alla Biennale di Venezia con i bambini
Il punto di forza di questo itinerario è che la Biennale diventa anche un pretesto per scoprire Venezia. Non serve entrare in una grande esposizione e vedere tutto: i padiglioni gratuiti sono sparsi in città e permettono di costruire una giornata su misura, lasciando ai bambini il tempo di camminare, fermarsi, guardare una barca che passa.
Percorrere tutte e dieci le tappe, dalla stazione a Dorsoduro, richiede tutta la giornata. Con bambini piccoli conviene selezionarne quattro o cinque, magari concentrate in due sestieri vicini, e lasciare le altre per una visita successiva.
Per altre idee su come muoversi in città con i più piccoli, la nostra guida completa a Venezia con i bambini raccoglie itinerari, musei e consigli pratici stagione per stagione.
Quando andare
Per una giornata a piedi tra calli e padiglioni, settembre è un periodo particolarmente piacevole: le temperature sono generalmente più miti rispetto ai mesi centrali dell’estate e la città può essere più adatta a essere esplorata con bambini, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
La Biennale Arte 2026 è in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Prima della partenza è consigliabile verificare sempre giorni, orari ed eventuali modalità di prenotazione dei singoli spazi sul sito ufficiale della Biennale.





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